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L’identificazione e la tracciabilità dei materiali

Ispezioni, prove di laboratorio e relative registrazioni durante le attività di approvvigionamento e posa in opera dei materiali per usi stradali

sfondo pugliaro

È chiaro che in questa fase l’efficacia del controllo qualità dipenderà essenzialmente da quanto le procedure di controllo siano state adattate alla natura e specificità del cantiere, per cui in contesti diversi è logico attendersi scenari completamente differenti e, molto spesso, di non semplice gestione.

Al fine di consentire il solo utilizzo di materiali approvati e conformi ai requisiti contrattuali, deve essere presente una valida procedura per l’identificazione e il controllo di tutti i materiali, in modo tale che sia garantita la loro tracciabilità durante tutte le ispezioni, attività di prova e relative registrazioni.

I materiali devono quindi essere correttamente identificati, per quanto riguarda l’origine e il tipo, dal luogo di produzione (per esempio impianto di betonaggio, impianto di frantumazione, impianto di prefabbricazione, acciaierie, ecc.) fino al punto in cui vengono incorporati nelle opere definitive.

L’identificazione dei materiali e la rappresentatività delle prove di laboratorio

Come noto, durante le attività di approvvigionamento e di utilizzo dei materiali (per esempio, misto granulare frantumato per strati di fondazione, geotessile per strato di transizione rilevatoterreno, acciaio B450C per calcestruzzo armato, ecc.) le prove e le ispezioni devono essere eseguite secondo le frequenze e le modalità previste dalle Norme tecniche contrattuali relative allo specifico progetto da realizzare.

Per chiarire quanto siano importanti le informazioni riportate nei rapporti di prova e negli altri documenti di registrazione presenti in cantiere di seguito si riporta un esempio.

Nel caso della prova di costipamento prevista per il misto granulare frantumato per strati di fondazione una specifica contrattuale tipo potrebbe essere:

  • materiale: misto granulare frantumato per strati di fondazione;
  • prova richiesta: prova di costipamento AASHTO Modificato;
  • metodo di prova: AASHTO T-180 (Metodo D);
  • frequenza minima di prova:
  • una prova ogni 1.000 m3 di materiale (quantità di materiale prodotta in condizioni presumibilmente uniformi presso un determinato impianto di produzione);
  • una prova ogni qualvolta si osserva un cambiamento a seguito dell’ispezione visiva;
  • una prova per ogni impianto di produzione.