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Sicurezza stradale e formazione specialistica

Sono iniziati i primi corsi di StradAcademy. A ottobre si è svolto quello focalizzato sull’uso della fresa. L’intervista all’architetto Massimo Oliva, docente di lunga data in ESEM-CPT

StradAcademy, un nuovo polo formativo dedicato ai cantieri stradali, inaugura il suo catalogo corsi con professionisti di grande esperienza. Tra i primi docenti coinvolti c’è l’architetto Massimo Oliva, docente storico di ESEM-CPT, ente con oltre 70 anni di attività nella formazione professionalizzante e nella promozione della sicurezza nel settore delle costruzioni. Con l’avvio dei primi corsi – tra cui l’aggiornamento per lavoratori e preposti e il primo corso “Fresa” nell’ambito delle macchine operatrici – StradAcademy si propone di rispondere alle esigenze concrete dei cantieri stradali, puntando su percorsi verticali, specialistici e mirati.

In questa intervista, l’arch. Oliva illustra l’importanza della formazione specifica, i punti di forza dei primi corsi e il messaggio rivolto a lavoratori e imprese.

Massimo Oliva Architetto e docente di ESEM-CPT

Perché oggi è così importante puntare sulla formazione specifica per chi lavora nei cantieri stradali?

Nonostante esistano da anni norme e decreti – dal Codice della Strada del 1992 al decreto interministeriale del 2013, aggiornato con quello del 2019 – basta guardarsi intorno per capire che le regole non sempre vengono applicate in modo uniforme: si adottano modalità di cantierizzazione, segnalazione e gestione del traffico, soprattutto in contesti urbani, spesso improvvisate e non conformi a quanto richiesto dal DM 10.07.2002, riportante le tavole tipologiche di segnaletica differenziate per categorie stradali.

La formazione è dunque fondamentale per creare un linguaggio tecnico comune e per trasferire ai lavoratori e ai preposti l’importanza dei cinque principi del segnalamento temporaneo: coerenza, adattamento, visibilità, leggibilità e credibilità.

Il cantiere stradale presenta peculiarità molto diverse rispetto a quello edile tradizionale: spazi ridotti, interventi spesso notturni, interferenze con la circolazione, obblighi di permessi e progettazione specifica. Tutto ciò richiede professionalità, competenza e anche la capacità di valutare in autonomia i rischi interni all’area di lavoro e le interazioni che si sviluppano con l’ambiente esterno al cantiere.

L’obiettivo della formazione di StradAcademy è proprio questo: rendere i lavoratori consapevoli, capaci di riconoscere e prevenire le criticità operative e in grado di contribuire attivamente alla costruzione di una cultura della sicurezza condivisa tra tutti gli operatori.

Il primo corso di aggiornamento per lavoratori e preposti che operano nei cantieri stradali si è tenuto a metà ottobre. Lei ne è stato il docente. Quali sono stati i punti di forza e le novità di questo percorso?

È stata una bellissima esperienza e un nuovo passo avanti in un progetto che risponde a un’esigenza reale del settore. ESEM-CPT, con StradAcademy, ha saputo individuare una nicchia in cui mancava nel mondo degli enti di formazione, un’offerta veramente verticale e specializzata.

Abbiamo raccolto una grande partecipazione, con lavoratori, preposti e imprese che hanno portato in aula la loro esperienza diretta. Questo ci ha permesso di instaurare un dialogo concreto, di capire meglio quali siano le esigenze formative non ancora coperte e di ragionare insieme sui comportamenti da tenere in cantiere.

Molti operatori del settore stradale si considerano esperti ma l’obiettivo del corso è proprio ampliare gli orizzonti, far comprendere che la sicurezza non si esaurisce con l’applicazione delle norme ma passa attraverso la consapevolezza quotidiana del rischio.

Il cantiere stradale, anche quando è ben progettato e autorizzato, dipende molto dai comportamenti degli addetti: direi che una buona percentuale è legata all’organizzazione e alle procedure ma tanto riguarda anche la capacità individuale di valutare il rischio, di capire quando è necessario fermarsi e agire in modo diverso e sono fondamentali i comportamenti che adottiamo e l’applicazione che mettiamo nelle fasi lavorative.

Parliamo di contesti complessi, dove non sempre è possibile chiudere una strada e dove le imprese devono far conciliare sicurezza e continuità del traffico. È qui che la formazione fa la differenza: aiuta a trovare soluzioni sostenibili, sempre nel rispetto delle norme, ma basate su una cultura della sicurezza matura e condivisa. Chiunque lavori su una strada constata purtroppo soprattutto la disattenzione degli utenti stradali e il parziale rispetto della segnaletica in prossimità dei cantieri.

1. “Tu costruisci il nostro andare. Noi difendiamo il tuo tornare” è il claim di StradAcademy, i cui corsi di formazione sono focalizzati sulla sicurezza in cantiere


A fine ottobre è partito anche il primo corso dedicato alla fresa, nell’ambito della formazione sulle macchine operatrici stradali. Quali sono le principali criticità operative o i rischi che giustificano la necessità di un corso di 24 ore?

La fresa è un macchinario fondamentale per il ripristino dei manti stradali, mai stata inclusa, come altri macchinari del comparto, nei percorsi formativi previsti dagli accordi Stato-Regioni. È sempre sembrata una lacuna inspiegabile per chi lavora in questo settore.

L’iniziativa di ESEM-CPT è quindi innovativa e necessaria, perché introduce finalmente un corso specifico su una attrezzatura complessa, con fasi di rischio importanti per gli operatori. Si opera in spazi ristretti, sovente in orari notturni, a contatto con il traffico veicolare e con presenza di personale a terra.

Le criticità operative riguardano non solo chi conduce la fresa, ma tutto il personale coinvolto nel ripristino di un manto stradale: le fasi di fresatura, pulizia, stesa e compattazione degli strati di conglomerato bituminoso, nonché tutti gli autocarri adibiti al trasporto di materie, possono portare ad investimenti anche interni alle aree di cantiere che restano frequenti in questo ambito.

Durante il corso abbiamo affrontato questi aspetti sia nella parte teorica sia nella parte pratica, sensibilizzando i partecipanti sull’importanza di pianificare la logistica di cantiere quasi come in un cantiere tradizionale: individuare correttamente ingressi e uscite, definire sequenze operative per prevedere la presenza contemporanea di mezzi e operatori.

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    2A e 2B. Due momenti del corso “Fresa” di StradAcademy che si è svolto, sotto la docenza dell’arch. Massimo Oliva, lo scorso ottobre
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    2A e 2B. Due momenti del corso “Fresa” di StradAcademy che si è svolto, sotto la docenza dell’arch. Massimo Oliva, lo scorso ottobre

A questo si aggiungono alcune attenzioni specifiche per le macchine operatrici: sono mezzi pesanti, ingombranti e delicati dal punto di vista meccanico, che non possono essere interrotti o riavviati senza rischi. Devono quindi essere movimentati e trasportati con estrema cura, integrandoli nella configurazione del cantiere già in fase di pianificazione.

Ogni contesto ha esigenze diverse: nei cantieri autostradali le priorità riguardano la segnalazione e visibilità delle aree di lavoro, mentre in ambito urbano bisogna tenere conto anche di pedoni, ciclisti, monopattini e tutto ciò che comporta una anomalia sulla carreggiata stradale, come i dislivelli che si creano tra le corsie in fase di fresatura. Anche le proiezioni di materiale fresato rappresentano un rischio serio: se il materiale non viene gestito correttamente, può essere scagliato verso i veicoli in transito o gli stessi operatori, causando danni o incidenti.

Per questo insistiamo molto sulla presenza di personale a terra qualificato e consapevole dei rischi e su un’assistenza continua durante le operazioni. Saper manovrare la macchina non basta: serve conoscenza tecnica, esperienza e soprattutto attenzione. Una minima distrazione può trasformare un semplice errore operativo in un evento potenzialmente grave.

Il corso Fresa nasce proprio per costruire questa consapevolezza, insegnando non solo a usare la macchina, ma a prevedere e prevenire i rischi di ogni fase del lavoro, fino alle operazioni di trasporto dei mezzi e chiusura del cantiere.

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    3A e 3B. La fresa utilizzata durante il corso di formazione (A) e il dettaglio della console operatore (B)
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    3A e 3B. La fresa utilizzata durante il corso di formazione (A) e il dettaglio della console operatore (B)

ESEM-CPT è un ente bilaterale, con attività e servizi rivolti tanto ai lavoratori quanto alle imprese. Qual è il messaggio che desidera lasciare?

Negli anni dedicati alla progettazione/erogazione di percorsi di formazione in ESEM-CPT abbiamo sempre cercato di tenere alta l’attenzione sui cantieri stradali, dove ogni attività — dalla segnaletica agli scavi, dal rifacimento dei manti ai lavori in spazi confinati — comporta rischi specifici e richiede competenze mirate.

Ai lavoratori dico: ricordatevi che la prima difesa del cantiere è la segnaletica, dovrebbe essere una corazza, ma purtroppo constatiamo che, anche se ben posata, è solo una buona prevenzione. Prima di iniziare qualsiasi attività bisogna impostare un perimetro visibile, leggibile, coerente, che possa proteggere chi lavora e chi circola. Tutti, dai committenti ai coordinatori, devono contribuire a creare questa condizione di sicurezza reale, non limitandosi alla prevenzione formale ma puntando anche alla protezione effettiva.

Agli imprenditori, invece, mi sento di dire: non fermatevi alle indicazioni riportate in un Piano di Sicurezza e Coordinamento. Contestualizzate le attività, verificate che attrezzature e dotazioni siano adeguate e soprattutto che la visibilità delle attrezzature, dei macchinari e delle persone al lavoro sia sempre garantita. Sensibilizzate preposti e lavoratori affinché si vigili e si operi con attenzione; spesso le scelte dei lavoratori sul campo, come togliere una parte dell’indumento ad alta visibilità o il DPI completamente sono situazioni ricorrenti a cui non si dà il giusto peso, ma aumentano in modo esponenziale il rischio di investimento.

StradAcademy nasce con l’obiettivo di condividere le buone prassi e indurre gli operatori a migliorare i comportamenti, lavorando sia sugli aspetti tecnici sia su quelli culturali. “Formare” significa rendere il lavoratore capace di riconoscere il rischio, di valutarlo, di capire che dietro ogni procedura c’è una logica di tutela. È questo che distingue un “operatore” consapevole da chi vive il cantiere come un semplice luogo di lavoro.

ESEM-CPT, attraverso i suoi tecnici competenti, affianca le imprese non solo con la formazione in aula, ma anche con attività di assistenza diretta e informazione nei cantieri, grazie al progetto “POS Partecipato” (vedi box) e ad azioni informative di “on the job” che, nei cantieri stradali, diventano veri e propri percorsi “on the street”.

Solo così — con la collaborazione tra imprese, lavoratori e tecnici — possiamo davvero parlare di sicurezza vissuta e non solo dichiarata.

Un’ultima domanda: come sintetizza la missione di StradAcademy?

StradAcademy è formazione verticale, sensibilizzazione, sicurezza reale. Dai corsi di aggiornamento per lavoratori e preposti alla formazione sulle macchine operatrici, ogni percorso punta a creare competenze concrete, sviluppare consapevolezza dei rischi e promuovere una cultura della sicurezza condivisa, elemento imprescindibile per i cantieri stradali moderni.

 

4. La finitrice utilizzata per rifare il mantello stradale in seguito alla scarifica effettuata con la fresatrice

Massimo Oliva

Massimo Oliva è un architetto che ha costruito la propria carriera attorno al mondo delle infrastrutture e della sicurezza nei cantieri, muovendosi con naturalezza tra progettazione, direzione lavori e formazione. Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, ha iniziato un percorso professionale come socio dello studio tecnico associato “Oliva & Associati – Ingegneria e Architettura” con sede a Milano, realtà attiva da anni nei settori delle costruzioni stradali, ferroviarie e aeroportuali.

Parallelamente all’attività progettuale, ha coltivato una profonda vocazione per la formazione e la cultura della sicurezza sul lavoro. Da oltre un decennio collabora con ESEM-CPT Milano, Monza Brianza e Lodi, dove svolge attività didattica nei corsi/aggiornamenti dedicati ai coordinatori della sicurezza, ai preposti e ai responsabili dei servizi di prevenzione e protezione.


POS PARTECIPATO

È il servizio che permette di trasferire attraverso un confronto con i referenti delle imprese, ampie conoscenze delle soluzioni tecnico-operative ottimali sul tema della sicurezza sul lavoro.

I tecnici di ESEM-CPT forniscono supporto alle imprese coinvolte, interfacciandosi con i vari attori del processo produttivo, al fine di analizzare ed eventualmente rivedere, le procedure operative definite all’interno dei singoli POS – Piani Operativi di Sicurezza.

Il servizio prevede degli incontri di approfondimento sulle procedure definite nello specifico POS, discusse insieme ai diretti interessati, prima della loro esecuzione.

Il valore aggiunto è proprio questo: portare i tecnici nel cuore delle lavorazioni, lavorare a fianco dei preposti e dei lavoratori, senza interrompere le attività, ma verificando sul campo come la formazione viene recepita e trasformata in comportamento. Quando è un ente terzo, bilaterale e credibile come ESEM-CPT a fare questo tipo di accompagnamento, il messaggio arriva più forte, viene ascoltato e interiorizzato.

https://www.esem-cpt.it/sicurezza-in-cantiere/pos-partecipato/