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RASSEGNALETICA – Maggio/Giugno 2025

Ovvero una rassegna sulle stravaganze segnaletiche che, senza nulla voler insegnare, ci rassegnamo a segnalare...

Nel sistema della segnaletica stradale, la forma non è un dettaglio grafico ma un elemento funzionale essenziale, codificato per garantire riconoscibilità immediata, tempi di reazione corretti e sicurezza per tutti gli utenti della strada.

ANCORA QUESTIONI DI FORMA

Sullo scorso numero abbiamo stigmatizzato, relativamente all’art.7 del cd. Decreto di riparto (11.12.2024), pubblicato sulla GU 41 il 19.02.2025, l’iscrizione dei segnali di stop (ottagonale) e dare

segnaletica precedenza (triangolare rovesciato) all’interno di un quadrato fluoro rifrangente, inficiante la forma appositamente ideata. Nell’allegato 2 del decreto, inseriti nel quadrato compaiono anche dei segnali di pericolo: l’art.79 c.1 Reg. però, specifica chiaramente che “per ciascun segnale deve essere garantito uno spazio di avvistamento […]. In tale spazio il conducente deve progressivamente poter percepire la presenza del segnale, riconoscerlo come segnale stradale, identificarne il significato e […] attuare il comportamento richiesto”.
La forma triangolare del segnale di pericolo serve appunto a far sì che l’utente, prima ancora di poter discernere il contenuto del segnale, identifichi una situazione di pericolo, adeguando il proprio comportamento. L’iscrizione in un quadrato potrebbe far perdere tempo prezioso per identificare la tipologia e il significato del segnale. Riguardo alle dimensioni, si può solo presumere che l’ameno “lato nominale” citato nel decreto corrisponda al lato virtuale richiamato nella tabella 1 dall’art. 80 c.1 Reg.
Arlecchino.

CONSECUTIVE ESTESE

L’art.127 c.4 Reg. stabilisce che “più intersezioni non possono figurare sullo stesso preavviso salvo che non si trovino a meno di 250 m l’una dall’altra, o non sia possibile rispettare le distanze di cui all’articolo 126”. Ciò vale anche per i preavvisi citati nel successivo comma 7, in cui “sulle frecce […] possono rappresentarsi, in formato ridotto, eventuali segnali di pericolo o di prescrizione posti nel ramo dell’intersezione dove vige il pericolo o la limitazione”. Quindi non pannelli “consecutivi”, né tantomeno amene estese: semplicemente vanno rappresentate tutte le intersezioni sui cui rami vige il pericolo/prescrizione.
Minimalista.

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    segnaletica errata
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    segnaletica errata

L’ANGOLO… ESTERNO
Alcuni segnali stradali spagnoli del vecchio Codice avevano la caratteristica di riportare scritte o figure in rilievo.
Anche nella penisola iberica lo stop era rotondo, e anche in questo caso si è passati alla figura ottagonale, che consente in modo inequivocabile il discernimento del segnale sia da parte di chi percorre l’asse principale, sia da parte di chi si deve fermare.

Rilevante.

 

segnaletica difettosa

In un ambito in cui ogni secondo di percezione può fare la differenza, alterare forma, proporzioni o gerarchie della segnaletica significa indebolire il linguaggio stesso della strada. La segnaletica funziona quando è chiara, coerente e immediatamente leggibile: tutto il resto è rumore visivo che genera ambiguità, ritardi e, potenzialmente, rischio. Perché sulla strada, come nella norma, la forma non è estetica: è sostanza.