Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Posted in:

Prove sperimentali su cordoli da ponte

La sperimentazione ANAS a supporto della corretta progettazione dei cordoli per le barriere stradali bordo ponte ANAS

Prove sperimentali su cordoli da ponte

Conclusioni

Da quanto analizzato emerge che:

  1. il comportamento del montante della barriera ANAS:
  • il sistema “montante barriera di sicurezza” arriva a collasso per plasticizzazione della piastra di base o degli irrigidimenti del montante;
  • la piastra è asolata longitudinalmente e ancorata al cordolo con quattro tasselli, la forza di taglio non è distribuita uniformemente sui quattro tirafondi e risultano maggiormente sollecitati quelli in prossimità del montante;
  1. il sistema “montante/piastra”, per il cordolo di ampiezza 40 cm, trasferisce un carico massimo al cordolo pari a 56 kN. La configurazione per il cordolo da 60 cm di ampiezza trasferisce un carico massimo di 88,5 kN;
  2. i cordoli di larghezza 40 cm realizzati in calcestruzzo ordinario rilevano un evidente espulsione del bordo del calcestruzzo, più evidente per i campioni realizzati con resistenza del calcestruzzo Rck = 20 MPa; può essere limitata gettando cordoli di resistenza cubica caratteristica superiore a 55 MPa e infittendo passo e diametro delle staffe di acciaio (armatura ottimale staffe diametro 12 mm passo 10 cm). I test evidenziano che i cordoli testati non sono riutilizzabili dopo un eventuale urto;
  3. i cordoli di larghezza 60 cm realizzati in calcestruzzo ordinario rilevano a valle della sperimentazione un quadro fessurativo accettabile e si procederà al loro ripristino per un ulteriore set di prove atte a verificarne l’integrità interna del cordolo e il suo possibile riutilizzo senza la demolizione in caso di urto;
  4. i cordoli di larghezza 60 cm realizzati in calcestruzzo fibrorinforzato tipo C55 6c (Mapegrout Beton-tech HPC 10) sono in grado di ospitare barriere di sicurezza da bordo ponte ANAS di classe H2, H3 e H4 senza evidenziare particolari fessurazioni del calcestruzzo in seguito al collasso avvenuto. Le ampiezze delle fessure rilevate sono mediamente inferiori ai valori indicati nel D.M. 17.01.2018 e Circ. 7 del 21.01.2019 delle “Norme tecniche per le Costruzioni”. Tale aspetto consente di evidenziare la possibilità di riutilizzare gli stessi cordoli impattati per ospitare una nuova barriera di sicurezza;
  5. in nessuno dei casi analizzati si è verificata la rottura del sistema per sfilamento dei tirafondi o rottura a trazione degli stessi.

>  Se questo articolo ti è piaciuto, iscriviti alla Newsletter mensile al link http://eepurl.com/dpKhwL  <