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Osservatorio CdS

Un interessante approfondimento sui contenuti del Codice della Strada: il commento degli artt. 61, 62 e 63 “Sagoma e massa limite, traino dei veicoli”

Sfondo cds

Purtroppo tale disposizione, che la Commissione “Tamburrino” aveva inserito nell’art. 34 del “Progetto di nuovo Codice della Strada”, consegnato in data 9 Luglio 1991 ai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti e dei Lavori Pubblici, fu poi depennata in sede di Consiglio dei Ministri e non fece parte del testo trasmesso alle Camere per il prescritto parere ai sensi della “Legge Delega” e, di conseguenza non è compresa nel D.Lgs. 30 Aprile 1992, n° 285 “Nuovo Codice della Strada” (G.U. n° 114 del 18 Maggio 1992).

Le conseguenze di questa decisione del Governo pro tempore del Luglio 1991 le stiamo pagando tutti noi, non solo in termini economici in quanto una parte della spesa pubblica deve essere destinata a rinforzare i ponti, ma anche soprattutto, in termini di minore sicurezza nella circolazione stradale fino a che non si sarà provveduto all’adeguamento di tutti i ponti.

Riferimenti internazionali

Il primo riferimento internazionale è costituito dalla Convenzione sulla circolazione stradale adottato a Ginevra dalla Conferenza delle Nazioni Unite il 19 Settembre 1949 che nell’art. 23 (e nel relativo allegato n° 7) stabiliva le dimensioni e i pesi massimi autorizzati per i veicoli in circolazione internazionale.

Tale Convenzione entrò in vigore il 26 Marzo 1952 e in Italia il 18 Gennaio 1953, a seguito della Legge 19 Maggio 1952, n° 1049, che autorizzava il Presidente della Repubblica alla ratifica. Nella successiva Convenzione mondiale sulla circolazione stradale aperta alla firma a Vienna l’8 Novembre 1968 non sono stati più riportati i valori delle dimensioni e dei pesi massimi dei veicoli, confermando di fatto quelli della convenzione precedente.

Nella Comunità Europea, dopo un lungo e travagliato iter fu approvata dal Consiglio Europeo solo nel 1984 la Direttiva n° 85/3, relativa alle masse e alle dimensioni dei veicoli stradali, con la deroga per il Regno Unito e l’Irlanda di cui si è già fatto cenno.