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Il D.Lgs. 35/2011 e lo standard ISO 39001

Strade e autostrade, ponti e viadotti: li percorriamo ogni giorno, facendo attenzione ai rischi alla guida. Talvolta, però, può capitare che siano le stesse infrastrutture a costituire dei seri fattori di rischio

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L’ambito di validità del Decreto è il territorio nazionale italiano, mentre quello dello standard è internazionale. La finalità del Decreto è orientare, coordinare e rendere omogenee le attività di tutti i soggetti coinvolti nel processo della sicurezza delle infrastrutture stradali, tra cui gli Enti territoriali, gli Enti proprietari e Gestori delle strade e gli Esperti di sicurezza stradale, al fine di realizzare un progressivo aumento del livello di sicurezza della rete.

Lo standard ha l’obiettivo di migliorare la gestione di sicurezza del traffico stradale, portando l’organizzazione a individuare i fattori che interagiscono con il sistema stradale e che hanno effetto sul raggiungimento degli obiettivi finali.

A livello di approccio, il Decreto stabilisce criteri e modalità per l’effettuazione dei controlli della sicurezza stradale sui progetti, sulle ispezioni di sicurezza di infrastrutture esistenti e sulla classificazione della sicurezza della rete stradale.

Lo standard individua invece i requisiti da seguire per consentire a tutte le Organizzazioni che interagiscono con il sistema stradale di ridurre le morti e le lesioni gravi dovute ai sinistri sui quali possono avere influenza.

Per il Decreto, le attività di controllo, ispezione e monitoraggio sono in capo all’OC. Per lo standard, le attività di “controllo e monitoraggio” si esplicano tramite “audit” di sistema – sia interni che da parte di un Ente terzo – secondo l’approccio di tutti i sistemi di gestione conformi agli standard ISO.

In merito agli incidenti gravi, nell’art. 7 del Decreto viene specificato che, per ciascun incidente mortale verificatosi sulla rete, l’OC deve redigere una “relazione di incidente”, riportando i dati raccolti e trasmessi dalle Forze dell’Ordine e dagli Enti Locali.

Il requisito 9.2 dello standard richiede invece che l’Organizzazione metta in atto una o più procedure per registrare, indagare e analizzare quei sinistri e quegli altri eventi incidentali da traffico stradale in cui è coinvolta che provocano morte e lesioni gravi agli utenti della strada.

Per quanto riguarda i dati di incidentalità, il Decreto prevede che questi siano utilizzati per classificare la rete stradale in tratti omogenei ad elevata concentrazione di incidenti, al fine di individuare ed eliminare le criticità della rete stradale che provocano il reiterarsi di incidenti mortali.

Per lo standard, i dati dell’incidentalità costituiscono tipicamente i fattori finali della sicurezza (secondo la definizione dello standard) e vengono utilizzati come indicatori utili per verificare il funzionamento del sistema anno dopo anno.