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Il D.Lgs. 35/2011 e lo standard ISO 39001

Strade e autostrade, ponti e viadotti: li percorriamo ogni giorno, facendo attenzione ai rischi alla guida. Talvolta, però, può capitare che siano le stesse infrastrutture a costituire dei seri fattori di rischio

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Dall’analisi del contesto si passa poi alla valutazione dei rischi che possono insorgere per le persone che usano la strada, siano queste sotto il “controllo” dell’organizzazione o meno. La valutazione dei rischi è eseguita attraverso una puntuale verifica delle componenti del “sistema guida” influenzabili dall’organizzazione: in particolare, le componenti “uomo”, “veicolo” e “spostamento”.

A seguito dell’analisi del contesto e della valutazione dei rischi, si passa alla fase di pianificazione delle azioni da attuare. Lo standard ISO 39001 richiede, a questo punto, che si ragioni in termini di “fattori di prestazione”.

I fattori di prestazione

L’individuazione dei “fattori di prestazione”, così come definiti dallo standard, è uno dei punti più delicati ed importanti dell’intero processo. Essi si distinguono in “iniziali”, “intermedi” e “finali”, e vanno tutti identificati dall’Organizzazione che adotta lo standard ISO 39001 con riferimento al proprio specifico caso.

I fattori iniziali

Nella sostanza, i fattori iniziali corrispondono ai fattori di “esposizione al rischio stradale”. Ad esempio, per i lavoratori di una Azienda di trasporti, possiamo considerare come fattori iniziali il tempo passato su strada o le distanze percorse.

Per un Ente Gestore/Proprietario di una rete autostradale è opportuno invece considerare, oltre alle percorrenze su strada dei propri lavoratori, anche (e soprattutto) quelle degli utenti. Per ridurre i rischi della strada occorrerà quindi lavorare sui cosiddetti “fattori intermedi”.

I fattori intermedi

I fattori intermedi individuano le vere e proprie “leve” del sistema, in quanto sono gli elementi su cui le Organizzazioni possono intervenire attivamente per ridurre il “rischio stradale”.

I fattori intermedi di prestazione vanno individuati cercando di coprire le tre aree fondamentali di intervento: “uomo”, “veicolo” e “spostamento”.
In generale, solo scendendo nel dettaglio del contesto organizzativo è possibile pervenire alla definizione dell’insieme corretto dei fattori intermedi, considerando spesso che, peraltro, alcuni di tali fattori possono essere già presenti come elemento del sistema di gestione vigente o come misura di miglioramento derivante dalla valutazione dei rischi per i lavoratori ai sensi del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico per la Salute e la Sicurezza dei Lavoratori).

I fattori di prestazione intermedi vanno poi associati ad indicatori chiari e “misurabili”, per poter impostare attraverso di essi obiettivi e piani di miglioramento in modo adeguato.