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Il D.Lgs. 35/2011 e lo standard ISO 39001

Strade e autostrade, ponti e viadotti: li percorriamo ogni giorno, facendo attenzione ai rischi alla guida. Talvolta, però, può capitare che siano le stesse infrastrutture a costituire dei seri fattori di rischio

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L’analisi e la classificazione della rete

La logica di applicazione del D.Lgs. 35/11 segue un ciclo ben definito, così come descritto nelle Linee Guida di applicazione dello stesso Decreto. La prima attività da considerare riguarda l’esame del funzionamento della rete stradale aperta al traffico.

Ogni OC effettua tale esame nella rete stradale di sua competenza servendosi dei dati sui flussi forniti dall’Ente Gestore/Proprietario. Grazie a tali informazioni, è possibile così per l’OC impostare la classificazione finalizzata al programma delle ispezioni, che si realizza attraverso le fasi descritte di seguito.

La prima fase porta alla “classificazione dei tratti ad elevata concentrazione di incidenti”, rappresentata dall’elenco dei tratti stradali omogenei (aperti al traffico da oltre tre anni) in cui funzionalmente è suddivisa tutta la rete stradale di competenza dello stesso OC, classificati in base all’incidentalità rilevata.

La seconda fase porta invece alla “classificazione della sicurezza” della rete stradale, rappresentata dall’elenco dei tratti della rete in funzione del loro “potenziale di miglioramento” della sicurezza e del risparmio dei costi connessi agli incidenti. Sulla base di queste risultanze, l’OC può così pianificare e svolgere le ispezioni di sicurezza.

La pianificazione degli interventi

A seguito dello svolgimento delle ispezioni di sicurezza viene eseguita una nuova classificazione, finalizzata questa volta alla pianificazione degli interventi.
La scelta degli interventi da parte dell’OC, sentito l’Ente Gestore, deriverà dall’esito del confronto tra un ventaglio di possibili soluzioni.

È importante rilevare che, dal momento che la pianificazione dovrà confrontarsi con le reali disponibilità di risorse economiche dell’Ente Gestore/Proprietario, occorrerà una programmazione congiunta tra lo stesso Ente e l’OC, al fine di individuare concretamente la priorità degli interventi che porti al miglior rapporto complessivo costi/benefici per la rete.

Verificata la correttezza e l’idoneità delle proposte di azioni correttive contenute negli esiti delle ispezioni, si giunge quindi alla definizione dell’elenco delle
priorità degli interventi, che l’OC classificherà come ricadenti in manutenzione ordinaria o straordinaria.