I segnali permanenti possono essere costruiti in:
- acciaio;
- alluminio;
- legno;
- fibra polimerica rinforzata;
- plastiche.
Essi devono avere una resistenza minima al vento classificata come WL6 (carico del vento 1,20 kN x m-2 ) o WL7 (carico del vento 1,40 kN x m-2 ) o superiore. Esistono poi altri carichi a cui si considerano assoggettati i segnali permanenti quali il carico dinamico da rimozione neve DSL, il carico concentrato PL, o la verifica della deformazione temporanea alla flessione e delle deformazioni permanenti.
Anche per la segnaletica temporanea il gruppo di lavoro UNI sta valutando l’utilizzo di una disciplina per queste caratteristiche, al fine di uniformare i prodotti da utilizzare nei cantieri stradali e garantire una loro qualità minima alle sollecitazioni a cui sono sottoposti sulla strada. Molta importanza assume la retroriflettenza dei segnali temporanei da cantiere. La Direttiva del MIT del 05/08/2013 sottolinea che è idoneo per i segnali temporanei l’utilizzo di pellicole retroriflettenti che abbiano ottenuto la marcatura CE, ai sensi della EN 12899-1:2007, in coerenza a quanto previsto dal DM 10/07/2002 già citato.
Come detto, la segnaletica temporanea non può essere marcata CE, ma l’utilizzo della pellicola marcata CE è verificabile sulla faccia a vista della pellicola stessa nella quale deve essere visibile il marchietto CE. La marcatura CE sulla pellicola rifrangente è già un simbolo di garanzia del prodotto utilizzato, ma in commercio esistono diverse tipologie di pellicole marcate CE, aventi livelli prestazionali molto differenti tra loro. Nella Norma UNI 11480:2016 sono stati classificati nel livello prestazionale inferiore, base e superiore.