Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Posted in:

Barriere stradali: dispositivi di ancoraggio dei paletti? Sì, ma con cautela

Il ricorso ai dispositivi di ancoraggio ausiliari su rilevato stradale è un’opportunità per estendere o ripristinare la funzionalità delle barriere di sicurezza metalliche a paletti

Dispositivi di ancoraggio

Con il documento UX116 “Dispositivi di ancoraggio ausiliario per i paletti delle barriere stradali nelle applicazioni su rilevato”, UNICMI offre una risposta ai quesiti posti da Stazioni Appaltanti, Progettisti e Imprese su una pratica che trova sempre più diffusione nel nostro Paese e che consiste nell’impiego di dispositivi di ancoraggio ausiliario dei paletti delle barriere di sicurezza nei casi in cui il rilevato stradale non presenti caratteristiche geotecniche sufficienti a garantirne la funzionalità.

Le soluzioni del dispositivo proposte sul mercato si differenziano per le modalità di lavoro, per i materiali o i componenti utilizzati e per le modalità di posa: comportano, in genere, l’impiego di un palo o di una puntazza metallica (ancorante) inserita in profondità nel rilevato in corrispondenza del paletto della barriera per mezzo di rotopercussione o infissione.

Il collegamento tra paletto e ancorante può essere di tipo rigido o lasco, concepito cioè in modo da attivarsi solo al momento dell’urto. È la resistenza allo sfilamento dell’ancorante che sopperisce alla funzione del rilevato e svolge l’azione di vincolo esercitata sul paletto della barriera.

In alcune soluzioni, l’ancorante è un elemento “coassiale” o “parallelo” al paletto della barriera: in questo caso, l’azione di vincolo è assicurata dall’incremento della superficie di contrasto sul terreno del supporto e dalla maggiore profondità di infissione dell’ancorante.

Paletto su rilevato stradale - barriere stradali
1. L’infissione di un paletto su rilevato stradale

Altre soluzioni di dispositivo comportano la fresatura della superficie bitumata e il successivo posizionamento di una barra metallica collegata ad un’estremità al paletto e con conformazione a “zappa” all’estremità opposta per assicurare la tenuta per contrasto con il terreno.

Nelle Figure 2A, 2B, 2C e 2D seguenti sono rappresentati in forma schematica i dispositivi di ancoraggio ausiliario presenti sul mercato. Ad accomunare tutti i dispositivi in uso è il principio di funzionamento: l’equipaggiamento della barriera di sicurezza metallica con un dispositivo di ancoraggio ausiliario comporta un vincolo localizzato e una riduzione più o meno marcata dello spostamento al piede del paletto della barriera infisso nel terreno.

Fermo restando che una condizione per il regolare funzionamento delle barriere stradali su rilevato è anche quella che garantisce il rispetto dello spazio di lavoro, assicurando l’appoggio della ruota del veicolo pesante in caso di svio, l’impiego dei dispositivi di ancoraggio ausiliario offre certamente una soluzione per situazioni puntuali critiche da affrontare, sia nel caso di nuovi impianti che di interventi di manutenzione.

Occorre tuttavia rimarcare che l’intervento di consolidamento e risagomatura dei rilevati o l’impiego di barriere con paletti di lunghezza maggiorata testati su terreno SOFT restano l’approccio ideale per garantire il regolare funzionamento della barriera di sicurezza e come il ricorso ai dispositivi ausiliari sollevi dubbi di ordine tecnico e interpretativo in merito alla certificazione del prodotto originale (marcatura CE della barriera) e alla verifica del funzionamento della barriera in opera a cura del Produttore (ex art. 79 comma 17 DPR 207/2010).

  • Dispositivo di ancoraggio ausiliario
    2A Dispositivo di ancoraggio ausiliario
    2A. Dispositivo di ancoraggio ausiliario
  • Dispositivo di ancoraggio ausiliario
    2B Dispositivo di ancoraggio ausiliario
    2B. Dispositivo di ancoraggio ausiliario
  • Dispositivo di ancoraggio ausiliario
    2C Dispositivo di ancoraggio ausiliario
    2C. Dispositivo di ancoraggio ausiliario
  • Dispositivo di ancoraggio ausiliario
    2D Dispositivo di ancoraggio ausiliario
    2D. Dispositivo di ancoraggio ausiliario

Giova ripetere che la marcatura CE della barriera comporta:

  • la dichiarazione da parte del Produttore delle prestazioni ottenute in campo prova;
  • la garanzia fornita dal Produttore sulla conformità del prodotto immesso sul mercato al prototipo testato;
  • la manualistica relativa al montaggio e alla gestione delle problematiche di installazione e manutenzione sempre in carico al Produttore.

È evidente come l’impiego dei dispositivi di ancoraggio ausiliario, che interferiscono in modo significativo con le modalità di lavoro della barriera in caso d’urto, non possa prescindere dalla valutazione del Produttore che è tenuto a:

  • valutare le prestazioni in campo prova del sistema barriera-dispositivo di ancoraggio ausiliario;
  • prevedere i necessari passaggi relativi al controllo in produzione anche per i componenti del dispositivo ausiliario;
  • aggiornare il manuale del prodotto con indicazioni specifiche relative allo stesso dispositivo;
  • per concludere con l’identificazione di un nuovo prodotto corredato di marcatura CE specifica o ottenuta attraverso la richiesta al NB di una modifica del prodotto originale, secondo quanto previsto dalla appendice A della Norma EN 1317-5.

Resta in capo al Progettista il compito di valutare e giustificare l’estensione dell’impiego di barriere con dispositivo di ancoraggio ausiliario in tratti stradali con arginello “debole”, a seguito di preventive e accurate indagini geotecniche e di esecuzione di test push-pull di caratterizzazione del terreno e di interazione paletto-terreno.

Dettagli dell’infissione - barriere stradali
3. Un dettaglio dell’infissione

Utili a questo scopo sono le indicazioni fornite dal documento UNICMI UX114 “Linea Guida per la valutazione del corretto funzionamento delle barriere di sicurezza installate sul bordo dei rilevati stradali” sia per le prove di caratterizzazione preventiva dei terreni che per le verifiche da effettuare sulla barriera installata in fase di collaudo.

Quanto sopra vale per le nuove installazioni: è evidente, tuttavia, come il ricorso al dispositivo di ancoraggio ausiliario rappresenti uno strumento agile quando l’obiettivo è quello di ripristinare la funzionalità di barriere preesistenti su terreni non compatti o in presenza di argine debole a seguito di cedimenti, frane o altro.

In questi casi, le valutazioni da effettuare sono in capo al Progettista, che non si può avvalere del supporto documentale completo fornito dal Produttore se si tratta di barriere introdotte sul mercato senza marcatura CE, ancorché sottoposte a crash test o meno (barriere di installazione ante 2009).

Si rende in questi casi necessaria un’attività di verifica del funzionamento della barriera, con e senza dispositivo ausiliario, al fine di accertare che l’adozione del dispositivo offra le garanzie sufficienti al ripristino delle condizioni iniziali di funzionamento della barriera.

Se si considerano le incertezze associate a queste verifiche e il fatto che, in molti casi, si sta trattando di barriere ormai alla fine della vita utile, non è difficile comprendere come la riqualificazione degli arginelli e l’installazione di una nuova barriera di sicurezza, aggiornata ai più recenti sviluppi normativi, sia la soluzione più ragionevole da adottare.

Diverso è il caso in cui l’intervento di protezione del bordo strada da riqualificare sia stato eseguito con barriere introdotte sul mercato con la marcatura CE. In questi casi, al Produttore può essere richiesta la marcatura della barriera o l’aggiornamento del manuale con le informazioni necessarie per supportare il Progettista nella valutazione della prestazione del prodotto corredato con il dispositivo ausiliario.

Si tratta di una valutazione che comporta quasi univocamente la ripetizione del test in campo prova: le due opzioni sono pertanto equivalenti nella sostanza ma diverse sul piano formale: nel primo caso, si ha a che fare con un nuovo prodotto (barriera con dispositivo ausiliario) e nel secondo si tratta di un adattamento al sito di una barriera esistente. 

Dettagli dell’infissione - barriere stradali
4. Un dettaglio dell’infissione

Conclusioni

Alla luce di tutto quanto esposto, si può affermare come il ricorso al dispositivo di ancoraggio ausiliario rappresenti un’opportunità per estendere o ripristinare la funzionalità delle barriere di sicurezza metalliche a paletti, ma allo stesso tempo debba essere valutato attentamente nel corso delle attività progettuali con il supporto essenziale, quando disponibile, delle informazioni fornite dal Produttore.

Quest’ultimo – da ricordare – ha un impegno e una responsabilità supplementare al momento del collaudo quando, nei casi previsti dalla Legge vigente (lavori appaltati con la categoria OS12A), gli viene richiesto un giudizio sul corretto montaggio e installazione della barriera.

Per svolgere in modo corretto ed efficace questo compito, i controlli e le informazioni previste nel documento UNICMI UX79 “Procedura per l’emissione del certificato di corretto montaggio e installazione dei dispositivi di sicurezza stradali” (ex D.P.R. 05/10/2010 n° 207 – art. 79, comma 17) sono estesi al dispositivo di ancoraggio ausiliario, per il quale occorre verificare la correttezza dei materiali impiegati e delle modalità di posa.

Su questo tema continua l’impegno di UNICMI: è infatti prossimo l’aggiornamento del documento UX79 con l’integrazione dei controlli che riguardano i dispositivi puntuali di sicurezza stradale (attenuatori, terminali e varchi) e le barriere integrate di sicurezza antirumore. I documenti sono scaricabili gratuitamente, previa registrazione, dal sito www.unicmi.it.

Barriere stradali >  Se questo articolo ti è piaciuto, iscriviti alla Newsletter mensile al link http://eepurl.com/dpKhwL  <

 

Share, , Google Plus, LinkedIn,