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L’ammodernamento del canale di Suez: scenari e prospettive

L’importante evolversi con ampliamento di nuovi flussi di traffico e il necessario adeguamento delle dotazioni infrastrutturali esistenti tra Oriente e Occidente

Gli impatti sul sistema portuale italiano

Gli effetti sulla rete dei porti italiani potrebbero essere variabili, a seconda della posizione competitiva nel contesto dei sistemi portuali del Mediterraneo, evidenziando sia nuove opportunità di sviluppo per le realtà dedicate ai flussi di import ed export che si renderanno più consistenti nel medio-lungo termine, sia nuove minacce, soprattutto di breve, derivanti dal rafforzamento della concorrenza per terminalisti attivi nel transhipment. I vantaggi dovrebbero derivare in primo luogo da:

  • riduzioni delle tempistiche della navigazione verso il Mar Rosso e verso il Golfo;
  • diminuzione dei costi operativi delle navi;
  • ridisegno delle linee regolari (container e RO/RO).

Ulteriori benefici inoltre potranno essere garantiti alle Compagnie marittime che percorrono questo tipo di rotte fra il Mediterraneo, il Mar Rosso e il Golfo. In particolare, fra tutte beneficeranno dei maggiori traffici quelle aderenti alle principali alleanze nel settore container, che includono queste direttrici sia all’interno di servizi più ampi, sia con rotte dedicate. In aggiunta, è di fondamentale importanza prendere in considerazione (oltre ai vantaggi) le minacce concorrenziali riscontrabili soprattutto nel breve periodo, per i porti di transhipment italiani. Infatti, il previsto rafforzamento delle realtà portuali a Nord del Canale, come Port Said e Damietta, dedicate ai traffici di transhipment di tipo hub & spokes e di tipo interlining, reso possibile anche dal prevedibile sviluppo delle rotte regolari fra il Mediterraneo e il Mar Rosso potrebbe costituire un elemento in grado di dirottare alcuni flussi dalla portualità italiana a quella egiziana. Per evitare ciò, implementando politiche strutturali e organizzative efficienti e quindi attuando un ingente adeguamento infrastrutturale (dragaggio di fondali, investimenti in logistica e innovazione) il nostro Paese, che ha una quota di mercato pari al 18% di traffico transhipment, nell’area Mediterranea, potrebbe essere in grado di intercettare solo su questa rotta un cospicuo volume di traffico. Nello specifico si potrebbe generare un impatto particolarmente importante per i porti gateway del Nord Italia e del Mezzogiorno che ricevono una quota rilevante dei traffici provenienti dal canale. Il rafforzarsi della direttrice di traffico marittimo Mediterraneo-Suez-Golfo rappresenta un’opportunità strategica per l’Italia e il suo Mezzogiorno (posizionamento geo-economico) che potrebbe sviluppare la vocazione naturale di essere piattaforma logistica nel cuore del Mediterraneo a supporto anche del sistema produttivo.

Dinamiche e scenari futuri

L’intera costruzione, come mostrano le stime, rivestirà effetti importanti sui traffici navali e sugli scambi commerciali, rappresentando un’opportunità da cogliere per le Imprese e per le Compagnie di navigazione, le prime contando su una maggiore rapidità di consegna delle merci e quindi su un miglioramento dei processi di internazionalizzazione, le seconde invece razionalizzando le rotte e rendendo più efficienti i sistemi logistici. Dunque, non si tratta solo di una grande infrastruttura ma di un’opera che va a potenziare e rafforzare l’affermarsi della direttrice Europa/Mediterraneo/Suez/Golfo; una direttrice marittima che diventa fondamentale perché collega l’Asia alla costa orientale degli Stati Uniti, toccando Golfo ed Europa.