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Viadotto Carrodano: risanamento e adeguamento sismico

Le soluzioni progettuali adottate per la manutenzione del viadotto Carrodano, situato sulla Autostrada A12 Genova-Livorno

Ad ultimazione dei lavori di bonifica delle superfici di pile e spalle è stata predisposta una protezione alla diffusione di anidride carbonica, ottenuta mediante ravvivatura delle superfici con sabbiatura, applicazione primer a base di resine metacriliche ed applicazione di strato di finitura a base di vernici acriliche. Le fondazioni delle pile 1, (fondazione diretta su plinto), 2 e 5 (fondazioni su plinto a pianta circolare che insistono su pozzi circolari) sono state rinforzate mediante la posa di micropali, rispettivamente. I micropali hanno, in questo caso, funzione di ancoraggi a trazione, cioè sono finalizzati a contrastare la parzializzazione delle sezioni di base delle fondazioni per effetto delle significative azioni ribaltanti di natura sismica.

La realizzazione di tali presidi in fondazione è stata eseguita mediante le usuali operazioni di scavo fino a scoprire il plinto di fondazione, perforazione di plinto e pozzo di fondazione (ove presente), realizzazione dei micropali e ripristino/sistemazione del terreno rimosso.

Come in precedenza rilevato, l’adeguamento sismico del viadotto è stato centrato sulla sostituzione degli appoggi originari in neoprene con un sistema di isolatori elastomerici ad elevato smorzamento, così da garantire un comportamento sostanzialmente elastico del complesso strutturale, con elevata dissipazione energetica in ambedue le direzioni orizzontali.

Dal momento che la sostituzione degli appoggi ha richiesto il sollevamento per fasi degli impalcati nonché la risagomatura delle zone d’appoggio, tali operazioni sono state condotte a traffico sospeso.

In dettaglio, la procedura di sostituzione degli appoggi è avvenuta secondo le fasi seguenti:

  • sollevamento degli impalcati con martinetti idraulici e smontaggio degli appoggi originari;
  • risagomatura delle zone d’appoggio in sommità agli elementi portanti verticali);
  • posa in opera delle contro-piastre inferiori e sottocolatura con malta liquida; 
  • posa in opera degli appoggi isolatori elastomerici;
  • posa in opera della contro-piastra superiore e sigillature;
  • messa in carico degli appoggi (sblocco delle ghiere di sicurezza dei martinetti e successivo abbassamento degli stessi).

L’intervento strutturale di adeguamento sismico è stato completato dalla realizzazione di un collegamento longitudinale tra le singole campate del viadotto mediante l’installazione di un cavo tra ogni coppia di impalcati in contiguità. La realizzazione di tale catena cinematica si è resa necessaria a causa della ridotta estensione dei giunti di dilatazione tra le campate e della significativa consistenza strutturale dei traversi di estremità. Il cavo è collocato in posizione baricentrica rispetto alla sezione trasversale degli impalcati in appositi condotti realizzati mediante carotaggio nel corpo dei traversi di estremità. Ogni cavo è costituito da sette trefoli in acciaio armonico ad alta resistenza, stabilizzati a basso rilassamento e pre-sollecitati al fine di garantire che il tiro che si può mobilitare in caso di evento sismico sia inferiore, oltre che alla portata utile del cavo, anche alla pre-sollecitazione residua impressa. La posa in opera dei tiranti di collegamento tra le campate è stata condotta secondo le fasi seguenti:

  • formazione di un passo d’uomo in corrispondenza della soletta inferiore dell’impalcato; 
  • realizzazione del carotaggio orizzontale nel traverso e installazione del tirante di collegamento;
  • formazione della zona di contatto tra le campate contigue mediante iniezioni di malta liquida; 
  • pre-sollecitazione iniziale del tirante;
  • posa in opera, in corrispondenza del passo d’uomo, di griglia in acciaio zincato.