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Una soluzione metallica per il viadotto Terzolle-Mugnone a Firenze

L’utilizzo dell’acciaio per il viadotto tramviario urbano in Via di Novoli a Firenze come risoluzione delle interferenze stradali e idrauliche e per minimizzare i disagi alla popolazione

I nuovi sistemi di fondazione non hanno necessitato di opere provvisionali e sono caratterizzati anche da una quota di imposta superficiale, tale da ridurre al massimo gli scavi e le conseguenti movimentazioni di terra.

La forma delle pile mantiene non solo una buona permeabilità visiva nel senso ortogonale al viadotto ma anche una visibilità nel senso del viadotto stesso. Infatti, le pile sono state studiate con una grande apertura di forma trapezoidale nella parte centrale del fusto-pulvino.

La forma del pulvino (capitello) stesso riprende l’andamento curvilineo già rappresentato sull’impalcato (sistema coordinato tra impalcato e barriere laterali) rendendo la struttura armoniosa e ben inserita nel contesto urbanistico dove essa viene realizzata.

Anche la fase di montaggio dell’impalcato è stata indirizzata a minimizzare l’impatto e le ripercussioni sulla viabilità esistente. Il montaggio dell’intero impalcato ha comportato la chiusura notturna della viabilità interferita per soli tre notti.

Il viadotto è stato preassemblato nelle aree di cantiere in cinque macroconci interamente saldati. I macroconci da pila P1 a spalla S2 sono stati movimentati mediante carrelli STM e per poi essere sollevati dal basso mediante autogru e posizionati in quota.

Il macroconcio spalla S1-P1, sulla luce di 76 m, è stato varato di punta con l’ausilio di carrelli STM e poi agganciato lato Novoli da due autogru fino a chiusura dell’impalcato.

Le operazioni di montaggio hanno coinvolto la popolazione che ha partecipato curiosa ai sollevamenti opportunamente regolamentata dall’Amministrazione Comunale.