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Una soluzione metallica per il viadotto Terzolle-Mugnone a Firenze

L’utilizzo dell’acciaio per il viadotto tramviario urbano in Via di Novoli a Firenze come risoluzione delle interferenze stradali e idrauliche e per minimizzare i disagi alla popolazione

Le modifiche al progetto esecutivo

Il riesame del progetto esecutivo, già adeguato alle prescrizioni dettate dalle istruttorie approvative, ha suggerito una variante migliorativa dell’intera opera informata dai seguenti principi.

In primis, si è ritenuto necessario minimizzare l’impatto delle pile sul tessuto esistente; ciò non solo relativamente al consumo di territorio urbanizzato ma anche, in particolare, con riferimento all’eliminazione della pila nell’alveo del torrente Mugnone la cui presenza, immediatamente a monte dello scavalco storico di Via di Novoli, costituiva un elemento critico per i possibili fenomeni di scalzamento indotti.

In seguito si è inteso, in ogni caso, ridurre anche le ripercussioni del cantiere sulla viabilità esistente e minimizzare le interferenze con i sottoservizi esistenti.

Il viadotto proposto come variante si sviluppa sullo stesso tratto di rettifilo-clotoide-curva già oggetto della precedente opera. Esso è composto, tuttavia, da sole quattro campate per una lunghezza complessiva di 248,95 m, incrementata per agevolare i lavori.

La struttura, in sistema misto acciaio-calcestruzzo, continua su quattro campate di luci rispettivamente 76 – 51,15 – 65 e 40 m, riduce significativamente l’intrusione territoriale grazie anche alla quasi completa sparizione delle opere provvisionali.

Ciò è stato possibile riducendo il numero di pile ma, soprattutto, identificando una diversa tipologia fondale rispetto al plinto su pali previsto nel PE. Sono poi state identificate soluzioni puntuali a specifica risoluzione di problematiche locali.

La spalla S1, ad esempio, è stata posizionata in corrispondenza del giardinetto lato viale Redi, a monte della sponda in sinistra idraulica del torrente Mugnone, non più a ridosso dell’argine ma arretrata di circa 12 m al fine di evitare, durante le opere di realizzazione dei pali di fondazione, la discontinuità dell’argine del torrente e dei relativi presidi idraulici esistenti, evitando anche l’interferenza con la linea elettrica sovrastante.

La nuova pila P1 si trova a tergo dell’argine in destra idraulica, in una posizione del tutto indifferente alla corrente idrica delle acque fluviali. Anche lo scavalco della rotatoria è stato previsto con un’unica campata di luce 65 m; in tale modo, oltre a non avere pile all’interno della rotatoria, si riesce a garantire una maggiore distanza tra le pile e la sede stradale.+