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Una soluzione metallica per il viadotto Terzolle-Mugnone a Firenze

L’utilizzo dell’acciaio per il viadotto tramviario urbano in Via di Novoli a Firenze come risoluzione delle interferenze stradali e idrauliche e per minimizzare i disagi alla popolazione

Il progetto esecutivo approvato

La presenza dell’intersezione di arrivo in città, aggravato dal traffico ulteriore generato dal vicino tribunale, dalla sede della Regione Toscana e dal centro commerciale San Donato ha suggerito di prevedere un viadotto sovrappassante il nodo viario, unitamente al fiume Mugnone, già nelle fasi preliminari del progetto.

Il viadotto ha uno sviluppo curvilineo e una lunghezza complessiva di circa 249 m ed è predisposto ad ospitare, oltre alla sede tramviaria a due binari, due piste ciclopedonali della larghezza netta di 2,50 m ciascuna, dotate di idonei parapetti di protezione.

L’ipotesi progettuale del PE prevedeva un viadotto con pile e spalle in conglomerato cementizio armato e impalcato composto da travi in conglomerato cementizio armato precompresso prefabbricate in semplice appoggio su otto luci; la successione delle pile era stata definita in funzione delle massime luci superabili con la tipologia di impalcato scelta, delle caratteristiche geomorfologiche del terreno e dei condizionamenti esterni.

Si erano quindi posizionate le pile “obbligate” rispettivamente in alveo alla confluenza dei torrenti Terzolle e Mugnone e in corrispondenza della rotatoria all’intersezione tra Via di Novoli e Via Forlanini. Da questi posizionamenti, regolarizzando il più possibile il “passo” delle campate, era stato possibile individuare due tipologie di campate tipo con luce di 27,5 e 33 m.

Le due spalle erano poste rispettivamente in corrispondenza del giardinetto lato Viale Redi e su Via di Novoli, in asse alla carreggiata, all’altezza di Via della Villa Demidoff. La tipologia di fondazioni prevedeva in fase di cantiere l’utilizzo di importanti opere provvisionali.

Ciascun plinto di fondazione, per un totale di nove platee impostate su un numero variabile di pali (da 15 a 28) con diametri rispettivamente di 1.200 per le spalle (lunghi 25 m) e di 800 per le pile (lunghi 20 m), era circondato infatti da una paratia berlinese necessaria per contenere le dimensioni degli scavi (sviluppo totale planimetrico delle berlinesi circa 320 m e profondità variabili).