Il “Collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria” l’ormai famoso “ponte sullo stretto” è oggi una delle opere infrastrutturali più significative e ambiziose. Per il progetto, parte integrante della rete infrastrutturale TEN-T nel corridoio Scandinavo-Mediterraneo, Stretto di Messina SpA ha definito un sistema di gestione delle informazioni BIM oriented con al cuore un sistema collaborativo digitale.
Il ponte, con una lunghezza totale di 3.666 m e una campata centrale di 3.300 m, è destinato a diventare il ponte sospeso più lungo al mondo. La complessità del progetto emerge chiaramente dal contesto operativo e dalla scala e tipologia delle opere interessate che amplificano la necessità di integrare fra loro infrastrutture di notevole rilevanza, quali:
- due torri alte 399 m;
- due coppie di cavi di sospensione del diametro di 1,26 m;
- l’impalcato aerodinamico multi-cassone di “terza generazione” Messina-type deck, costituito da 69 moduli, largo 60,4 m, destinato ad accogliere il traffico sia stradale sia ferroviario. Le opere di raccordo stradale e ferroviario, che si estendono rispettivamente per 20,3 e 20,2 km, si sviluppano in gran parte in galleria, richiedendo soluzioni ingegneristiche avanzate per affrontare le sfide geologiche e ambientali.

Stretto di Messina SpA (SdM) ha sviluppato un sistema di controllo strutturato su più livelli di verifica, pensato per minimizzare i rischi, garantire la conformità alle normative e individuare eventuali criticità. Questa struttura multilivello e ridondante, indispensabile per garantire qualità, trasparenza, affidabilità e conformità agli standard normativi e tecnici, richiede il coinvolgimento di una pluralità di attori, ciascuno con competenze specifiche, per assicurare un controllo efficace e una gestione ottimale del processo. Pertanto, oltre alla componente tecnica, la gestione del progetto richiede il coordinamento di un’ampia rete di stakeholder che comprende istituzioni, enti di controllo, soggetti operativi e specialisti del settore (Ministero delle Infrastrutture, Comitato Scientifico, Contraente Generale – CG, Project Management Consultant – PMC, Monitore Ambientale, subappaltatori, fornitori, team di esperti specializzati, ecc.).
L’interazione tra tutti questi soggetti permetterà di gestire al meglio le diverse fasi del progetto, dalla progettazione alla costruzione, fino alla manutenzione e gestione post-realizzazione. Un approccio integrato e multidisciplinare è fondamentale per affrontare le sfide tecniche, gestionali e ambientali, garantendo un’infrastruttura sicura, efficiente e sostenibile nel lungo termine. Al fine di garantire una corretta gestione della complessità essenziale per coordinare i molteplici attori coinvolti e assicurare la coerenza delle informazioni e ottimizzazione delle operazioni in tutte le fasi, Stretto di Messina SpA ha definito un sofisticato sistema di gestione delle informazioni BIM oriented, il cui cuore è rappresentato da un ambiente collaborativo digitale (ACDat SdM) in cui tutte le informazioni prodotte verranno condivise e sottoposte a un processo di controllo, validazione e archiviazione, seguendo un flusso approvativo strutturato, che coinvolge il CG, il PMC e SdM.

SISTEMA DI GESTIONE BIM COMPLESSO
L’adozione del metodo BIM, in ottemperanza alla normativa vigente, rappresenta la risposta strategica di SdM alla crescente necessità di migliorare l’efficienza, la collaborazione e la sostenibilità nel progetto. Tale adozione è passata attraverso la definizione di un sistema di gestione BIM solido e condiviso corredato dalla relativa documentazione come BIM guideline interne, stesura del capitolato informativo e relativi allegati (modello dati, convenzioni di denominazione, fabbisogno geometrico, specifiche di inter-matrice delle interferenze, template report, ecc.).
Parallelamente, è stato avviato un programma di formazione che ha coinvolto un primo gruppo di 25 tecnici della società, focalizzandosi sui principali software di BIM authoring e GIS. L’obiettivo è stato quello di rafforzare le competenze BIM e promuovere l’integrazione BIM-GIS, garantendo un costante aggiornamento sulle evoluzioni tecnologiche e metodologiche nel settore delle costruzioni.

BENEFICI ATTESI
Tale sistema di gestione BIM organizzato e strutturato permette di ottenere diversi vantaggi, per il progetto del ponte sullo stretto come:
- collaborazione tra stakeholders. L’approccio collaborativo e dinamico del BIM consente di sfruttare il modello federato per tenere sotto controllo il progetto in modo efficace, assicurando uno scambio continuo di informazioni tra tutte le parti coinvolte. Questo metodo favorisce l’individuazione tempestiva di eventuali criticità, semplificandone la gestione e riducendo possibili ritardi;
- risoluzione delle interferenze e gestione delle interfacce. Nei progetti complessi, come quello del “Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria”, la funzionalità del “3D coordination” consente di gestire le numerose interfacce e individuare rapidamente le interferenze. Ciò garantisce una progettazione più precisa e armonizzata, limitando errori e discrepanze;
- programmazione e modellazione delle fasi costruttive. L’impiego di modelli digitali per rappresentare le varie fasi della costruzione facilita la comprensione dell’evoluzione del progetto e delle condizioni specifiche, consentendo di ottimizzare sia la sequenza delle operazioni che le tecniche costruttive adottate. In questo modo, si assicura un efficace allineamento tra la pianificazione progettuale e l’esecuzione in cantiere.
- asset management. A valle della costruzione e per l’intero ciclo di vita dell’opera, il modello As-Built continuerà a costituire una risorsa importante per la gestione della stessa. La disponibilità di informazioni dettagliate e facilmente accessibili consentirà al gestore dell’infrastruttura di ottimizzare la pianificazione e l’esecuzione delle attività di manutenzione;
- progettazione parametrica integrata. La progettazione parametrica, principalmente focalizzata sull’analisi, combinata con l’utilizzo di modelli BIM tridimensionali, consente di avere una visione integrata in cui il modello di analisi e il modello BIM sono sviluppati a partire da un input comune.
I benefici attesi includono una maggiore collaborazione tra gli stakeholder, una risoluzione più rapida delle interferenze e un miglioramento nella gestione degli asset nell’intero ciclo di vita.

DIGITAL TWIN DEL PONTE SULLO STRETTO
Il BIM avrà un ruolo cruciale nel supportare l’implementazione di tre digital twin, garantendo la gestione efficace e integrata dei dati critici dell’infrastruttura. Questi modelli digitali raccoglieranno informazioni dettagliate sulla costruzione, sui materiali impiegati, sulle operazioni di manutenzione e sull’intero ciclo di vita dell’opera.
Attraverso simulazione e monitoraggio in tempo reale, sarà possibile verificare costantemente le condizioni strutturali e operative dell’infrastruttura. In particolare:
- Structural Digital Twin. Modello numerico in grado di fornire informazioni aggiornate sul comportamento strutturale dell’opera e di analizzare i carichi ambientali, di traffico e i fenomeni sismici;
- Service Life Digital Twin. Modello concepito per fornire un quadro aggiornato delle condizioni e dello stato delle opere, consentendo di valutare la vita utile residua dei singoli componenti e di programmare in modo mirato gli interventi di manutenzione;
- Operation Digital Twin. Modello essenziale nella fase di esercizio e in quella decisionale, basato sul confronto tra condizioni previste ed effettive.
Consentirà di ottimizzare in tempo reale il flusso del traffico e di simulare scenari come incidenti o particolari condizioni di vento. L’elemento innovativo risiede nell’integrazione dei dati raccolti all’interno di un sistema avanzato basato sulla piattaforma MACS (Management and Control System), capace di interfacciarsi con i sistemi BIM-GIS, SCADA e MMS.
Questo consente la supervisione e il controllo in tempo reale di tutte le fasi, dal progetto esecutivo alla gestione operativa dell’asset post realizzazione.

con i sistemi BIM-GIS, SCADA e MMS
CONCLUSIONI
Il progetto del “ponte sullo stretto” si distingue per la sua portata straordinaria, affermandosi come una delle infrastrutture più ambiziose e complesse mai realizzate, con un impatto significativo a livello nazionale e internazionale. La sua realizzazione rappresenta un passo decisivo nella modernizzazione delle grandi opere, rafforzando la connettività tra territori strategici e contribuendo allo sviluppo economico su larga scala.
La dimensione e la rilevanza dell’opera la pongono al centro dell’innovazione tecnologica nel settore delle infrastrutture, rendendola un riferimento globale per l’ingegneria e la digitalizzazione. In questo scenario, il progetto rappresenta un esempio significativo di come la digitalizzazione e l’integrazione del BIM possano rivoluzionare la gestione delle grandi opere pubbliche, assicurando maggiore efficienza, trasparenza e sostenibilità. L’approccio adottato da SdM si configura come un modello di eccellenza per la gestione di opere infrastrutturali complesse, ponendo l’accento sulla qualità e l’innovazione tecnologica in un contesto di rilevanza strategica per l’intero Paese.
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