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“La vulnerabilità delle infrastrutture viarie e ferroviarie”

I controlli non distruttivi e la valutazione della resistenza in opera

Per tale ragione è necessario chiarire come la fortuna mediatica che tale definizione ha avuto, riferita a un calcestruzzo ovviamente e non a un motore, non coincide in alcun modo con il requisito di resistenza alla compressione del calcestruzzo.

Per necessità di sintesi in questa nota la valutazione della resistenza in opera viene proposta nel solo caso , o “obiettivo”, di “verifica della conformità di una fornitura di calcestruzzo”, e ciò per due ragioni: la prima perché rappresenta “l’obiettivo” che viene richiesto con maggiore frequenza; la seconda perché è esplicitamente previsto dalle NTC 08. È accettabile un valore medio della resistenza strutturale, misurata con tecniche opportune e debitamente trasformata in resistenza cilindrica o cubica, non inferiore all’85% del valore medio definito in fase di progetto. Per lo stesso motivo, la sintesi, non vengono prese in esame le ragioni che sono alla base della scelta dei coefficienti di conversione, dei valori di resistenza alla compressione in situ nei valori di resistenza, convenzionale, alla compressione su cubi, nonché tutti quegli aspetti connessi con la omogeneizzazione dei risultati provenienti da CND e da prove di compressione di carote.

Il metodo proposto dalle NTC 08, di assumere nella soluzione di una non conformità (NC) il criterio di conformità di cui alla diseguaglianza (1), ovvero il valore della resistenza media in situ maggiore dell’85% del valore della resistenza media di progetto, non è convergente con la qualità preliminarmente richiesta al calcestruzzo dai limiti imposti dai controlli di accettazione, tipo A e tipo B, contemplati dalle NTC 08.

Conclusioni

Si richiede che la revisione delle NTC affronti con chiarezza il problema dell’ approccio alla pianificazione delle indagini e delle conseguenti verifiche strutturali, prevedendo almeno l’obbligo di:

  • acquisire il rilievo geometrico e strutturale, il rilievo dei difetti e del degrado, il catalogo, la scala e la scheda dei difetti;
  • quantificare, mediante attività sperimentali, la consistenza dei difetti e del degrado;
  • definire, mediante controlli diretti (prelievi di carote e saggi) e CND, la qualità dei materiali;
  • richiedere l’implementazione e l’elaborazione dei risultati sperimentali sul modello strutturale.

Al riguardo è opportuno richiamare l’attenzione sulla anomalia presente nelle NTC 08, e nella Circolare n° 617/2009, che prevedono l’obbligatorietà dei controlli da parte di laboratori autorizzati per tutte le attività di controllo di accettazione dei prodotti strutturali, lasciando nella più assoluta genericità i requisiti dei soggetti abilitati ad eseguire i prelievi, di carote o saggi, e i CND che possono derivare da una eventuale non conformità (NC) dei controlli di accettazione.

Analoga anomalia è evidente nel caso delle prove non distruttive, delle quali viene consentito l’impiego a favore di una riduzione della numerosità delle prove dirette-distruttive, senza però adeguare, uniformare, opportunamente i requisiti del laboratorio che esegue i prelievi e i CND. 

In assenza di indicazioni, sui soggetti abilitati all’esecuzione dei prelievi in opera e dei controlli non distruttivi (CND) si viene così a creare un evidente paradosso; infatti “Le prove su cubi di calcestruzzo, che devono essere eseguite e certificate da uno dei laboratori di prova di cui all’art. 59 del DPR n° 380/2001 (par. C11.2.5.3), consentono di aprire eventuali Non Conformità (NC); la chiusura della NC può essere effettuata, alternativamente e genericamente, mediante prelievi e prove distruttive eseguite da soggetti contemplati dalle NTC 08 (ex art. 59 D.P.R. n° 59) oppure mediante prove non distruttive (CND), eseguite da soggetti non contemplati dalle NTC 08 e che sovente operano in assenza di requisiti essenziali come:

  • la terzietà rispetto alle parti;
  • l’efficienza delle attrezzature;
  • l’obbligo di tarature periodiche;
  • la qualificazione del Personale”.

In ultimo, le nuove NTC, nei criteri di conformità per l’accettazione del calcestruzzo in opera, dovrebbero:

  • uniformare il coefficiente moltiplicativo k della deviazione standard a 1,40 o a 1,48, ma in maniera che il valore sia sempre lo stesso sia che si tratti di controllo di valori di accettazione, tipo B, su cubi convenzionali che di valori determinati in opera;
  • cancellare il riferimento al criterio di conformità per valori di resistenza in opera della resistenza media di progetto definita;
  • introdurre la procedura convenzionale per il controllo forfetario, per un numero di campioni inferiore a 15, per come prevista dalla UNI EN 13791.