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La realizzazione del ponte sospeso di Kamoro

Un’opera forse tra le più belle tra i ponti sospesi del Madagascar e di luce medio-piccola, utilizzati diffusamente in molti attraversamenti fluviali in Europa e in Africa nei primi anni del secolo scorso

Le fasi successive del progetto

Nel presente lavoro vengono ora descritte le fasi successive del progetto che hanno riguardato la stesura dei disegni esecutivi di dettaglio e, a seguire, i lavori di costruzione realizzati dall’Impresa Eiffage Travaux Publics SpA e terminati in queste settimane con grande soddisfazione di tutti gli attori coinvolti. Si deve infatti ricordare che il nuovo ponte di Kamoro è la più grande opera realizzata in Madagascar dal Dopoguerra e marca sicuramente una significativa svolta del Paese verso la normalizzazione dopo l’instabilità politica degli ultimi anni.

Considerato poi che il ponte sorge in un’area di una bellezza naturale struggente ma ancora totalmente priva di qualunque forma di industrializzazione, il progetto ha avuto tutto il fascino di quelle imprese pionieristiche che devono continuamente confrontarsi con la necessità di trovare soluzioni semplici e ragionevoli a fronte di una grande scarsità di mezzi d’opera e tecnologie anche basilari dell’attuale mercato delle costruzioni malgascio.

Un esempio su tutti basterà a chiarire: si è realizzata una luce di oltre 200 m con una delle gru più grandi disponibili nel Paese, una piccola 60 t gommata. Il progetto esecutivo ricalca fedelmente l’impostazione di quello a base gara, sviluppato in tutta fretta nei mesi di Agosto e Settembre 2014 quando il Cliente convenne di optare per la soluzione “ponte nuovo in affiancamento” rivoluzionando, di fatto, l’oggetto della commessa che doveva essere la semplice riabilitazione dell’esistente.

Il nuovo ponte è realizzato una quindicina di metri a valle in affiancamento all’esistente. Le luci dei due ponti sono identiche, ma la campata di riva lato Mahajanga – che ricade in zona golenale – nel nuovo ponte è realizzata con una trave continua su tre luci di 20 m circa, anziché essere sospesa come nell’esistente. Pile e piloni sono in calcestruzzo, l’impalcato è una trave reticolare in acciaio con soletta collaborante in calcestruzzo.

Le uniche differenze degne di nota tra il progetto posto a base di gara e quanto effettivamente costruito si riscontrano al livello fondazionale dove i sondaggi eseguiti in fase successiva alla progettazione del 2014 hanno verificato che le arenarie affioranti in prossimità del ponte avevano una estensione e compattezza inferiore a quanto ipotizzato. È quindi stato possibile sostituire i micropali previsti nel progetto a base di gara per le fondazioni di pile e torri con pali del diametro di 1.000 mm di lunghezza pari a 20 m circa.

Per motivi analoghi, e con lo scopo di accelerare i tempi di costruzione, si è deciso di realizzare i due ancoraggi con soluzioni differenti. L’ancoraggio M0, lato Antananarivo, è costituito da un solettone nervato incassato nelle arenarie. La realizzazione di questa struttura aperta è stata rapida per la sua carpenteria semplice ed altrettanto facile il suo  riempimento e compattazione. Per l’ancoraggio C5, lato Mahajanga, il massivo è stato invece ancorato agli strati più consistente di arenaria posta a circa 10 m sotto il piano di scavo mediante un centinaio di micropali perforati in obliquo.