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La passerella pedonale Expo-Fiera (PEF)

Il ponte "trentino" per l'esposizione universale, manufatto "chiave" nel quadro delle opere di accesso all'Expo che, anche dopo la conclusione della Manifestazione, rappresenterà l'elemento di congiunzione per il futuro sviluppo urbano dell'area

L’area dell’Esposizione Universale di Milano Expo 2015 è inserita in un contesto fortemente urbanizzato e caratterizzato da preesistenti reti viarie e ferroviarie che ne delimitano i confini.

Immagini

  • I portali di accesso
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    I portali di accesso
  • La “piazza sospesa” e la biglietteria
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    La “piazza sospesa” e la biglietteria
  • Gli accessi alla “piazza sospesa”
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    Gli accessi alla “piazza sospesa”
  • I controlli di sicurezza alla “piazza sospesa”
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    I controlli di sicurezza alla “piazza sospesa”
  • Lo scavalco della ferrovia
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    Lo scavalco della ferrovia
  • Lo scavalco della ferrovia
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    Lo scavalco della ferrovia
  • Le fasi di varo
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    Le fasi di varo
  • Vista interna
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    Vista interna
  • Vista interna
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    Vista interna

Nell’ambito della realizzazione degli accessi al sito espositivo, l’Ente Expo ha progettato di collegare direttamente l’area con la esistente rete metropolitana urbana, ipotizzando che almeno la metà dei 20 milioni di visitatori previsti prediligesse tale sistema di mobilità.

Poiché nelle immediate adiacenze del sito Expo è presente l’area della Fiera con la fermata della linea rossa della Metropolitana Milanese (MM1) già a suo tempo realizzata per l’accesso al polo fieristico di Rho-Pero, è stato progettato un collegamento fra le due aree con la realizzazione di un ponte pedonale che scavalca la linea ferroviaria esistente e fra esse inserita.

La passerella Expo-Fiera (PEF) si presenta quindi come manufatto chiave nel quadro delle opere di accesso all’Expo, sia nel periodo dell’Esposizione universale che per il successivo sviluppo urbano dell’area dopo la conclusione della Manifestazione.

Descrizione dell’opera

L’area in cui si sviluppa il manufatto è caratterizzata dalla presenza di un’importante rete infrastrutturale consistente in:

  • sedime ferroviario della fermata RFI Rho-Fiera;
  • cavalcavia della S.P. 46 Rho-Monza;
  • mezzanino della metropolitana MM1 che collega i flussi della fermata ferroviaria Rho-Fiera e della metropolitana MM1.

Ciò ha determinato dei vincoli progettuali ai quali il manufatto doveva assoggettarsi, in particolare:

  • la distanza minima dall’asse del piano stradale sottostante pari a 5 m;
  • la distanza minima dai binari sottostanti (piano del ferro) non inferiore a 7,20 m;
  • il sottopasso al preesistente impalcato del cavalcavia della S.P. 46 “Rho-Monza”.

La PEF è sostanzialmente costituita da due manufatti principali: la cosiddetta “piazza sospesa”, in prossimità della Fiera, adiacente alla stazione della Metropolitana e la “passerella” vera e propria che collega la “piazza sospesa” all’area Expo. Completano poi i lavori le aree di accesso alle biglietterie, ai tornelli e ai controlli, con i relativi manufatti di copertura ed impianti tecnologici.

In sintesi, l’opera può essere suddivisa in tre tratte principali:

  • lato Fiera Milano-accesso Fiorenza Ovest;
  • scavalco ferrovia;
  • lato Expo.
Lato Fiera Milano

Dal lato fiera Milano il lavoro è costituito dal piazzale antistante l’uscita della MM1, con i fabbricati ospitanti le biglietterie, i tornelli di controllo dei biglietti e le postazioni fisse di Pubblica Sicurezza per la vigilanza dell’accesso (dotati di metal-detector). Superati i controlli, i visitatori possono salire alla “piazza sospesa” che porta al livello della PEF, necessario per lo scavalco della linea ferroviaria. La “piazza sospesa” si trova a +10 m rispetto alla quota del piano campagna e vi si accede attraverso due scale fisse, tre scale mobili e un ascensore. La struttura della “piazza sospesa” è costituita da un impalcato metallico delle dimensioni di 60×25 m, composto da:

  • orizzontamenti in travi a doppio T di altezza pari a 1.600 mm, sia nella direzione longitudinale che trasversale;
  • soletta su predalles di spessore totale pari a 200 mm, in appoggio sulle travi secondarie;
  • travi a doppio T provviste di controvento di stabilizzazione per l’appoggio delle scale mobili;
  • colonne in acciaio di sezione circolare cava del diametro di 600 mm e spessore di 10/12 mm.
Lo scavalco della ferrovia

Dalla “piazza sospesa” inizia lo sviluppo della PEF che, in questa tratta di 105 m, supera la sottostante stazione ferroviaria RFI di Rho, con quota e sezione costanti. All’estremità Ovest di questa tratta è stato realizzato un allargo, esterno al manufatto, con l’inserimento di un ascensore e di una scala, per l’accesso al parcheggio della stazione ferroviaria di Rho.

Lato Expo

Superata la linea ferroviaria, la PEF presenta una curvatura di 90° per scendere al livello dell’area Expo.

In questa tratta la PEF, lunga 362 m, è caratterizzata dalla progressiva diminuzione di quota del piano di calpestio per consentire inizialmente il sottopassaggio del cavalcavia della S.P. 46 “Rho-Monza”.

Lungo il lato Sud della tratta è stata realizzata una “parete verde” con funzione di schermatura della adiacente ferrovia, per uno sviluppo di 80 m, ad altezza variabile, costituita da piante di gelsomino pre-coltivate su appositi pannelli.

Le strutture

La struttura della PEF, interamente metallica, è costituita da travi reticolari di parete, costituite da profili aperti a doppio T e collegamenti con giunzioni bullonate ad attrito o a taglio. L’impalcato inferiore è composto da travi principali e secondarie costituite da profili aperti collegati con giunzioni bullonate, il tutto a sostegno di una soletta in c.a. resa collaborante con connettori a piolo, per uno spessore di 16 cm di cui 11 strutturali e 5 di finitura.

La struttura portante della copertura, costituita da pannelli in lamiera grecata, è composta da travi disposte in direzione trasversale saldate ai correnti nelle loro parti terminali e giuntate con bulloni nel tratto centrale e da travi secondarie longitudinali IPE 240, collegate alle travi principali.

Le pareti laterali sono costituite da pannelli in lamiera di alluminio forata, con fori di diametro variabile secondo un preciso progetto architettonico.

Le fondazioni a plinto sono realizzate su pali del diametro di 800 mm, di lunghezza variabile, mentre le pile sono eseguite totalmente in acciaio, di varie forme e dimensioni in relazione alle necessità strutturali ed architettoniche. I componenti delle strutture metalliche sono stati costruiti presso uno stabilimento di lavorazione e trasportati a piè d’opera disassemblati.

Successivamente, in aree appositamente attrezzate, sono stati assemblati tronchi di PEF, di lunghezza variabile a seconda delle luci delle campate, e quindi sollevati e varati con speciali autogru da 300/400 t, posandoli nella configurazione finale sugli apparecchi di appoggio in testa pila. La Società Expo ha scelto per la PEF una colorazione totalmente bianca RAL 9016, sicuramente di grande effetto visivo.

I particolari architettonici

La pavimentazione di tutta la PEF è costituita da uno strato di resina colorata con finitura antiscivolo dello spessore di 4 mm, finalizzato ad importanti prestazioni funzionali (impermeabilità, pedonabilità e facile manutenzione), ad elevate prestazioni estetiche e a minimizzare il rischio di fessurazioni, in un sistema strutturale elastico. Il manto di copertura è costituito da pannelli “sandwich” con lamiera grecata inferiore, strato coibente nella parte centrale e guaina impermeabile nella parte superiore. Il rivestimento laterale della PEF, posto all’esterno delle travate reticolari, è realizzato mediante pannelli di lamiera in alluminio 30/10 forata al laser, con forometria a disegno di diametri differenti.

Nel tratto di PEF che supera la stazione ferroviaria, il pannello di rivestimento inferiore è cieco fino all’altezza di 1 m dal piano di calpestio, mentre nella parte superiore ha una foratura massima di 20 mm, fino a 2 m di altezza, per poi riprendere con il diametro di foratura di 100 mm; il tutto per rispettare le prescrizioni di RFI.