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J.F. Klein e il terzo ponte sul Bosforo: un’opera ingegneristica incomparabile

Il Progettista Jean-François Klein, che ci ha lasciati il 25 Aprile 2018, ci insegna come il successo si raggiunga grazie all’equilibrio tra un approccio ingegneristico strutturale e funzionale e una forte valenza architettonica per un’icona a livello mondiale

sfondo astaldi

L’altezza dei piloni in cls a partire dal piano di campagna è pari a 322 m sul lato europeo, e 318 m sulla sponda asiatica, con un’altezza complessiva di 329,90 m sul livello del mare.

La larghezza dell’impalcato in acciaio è di 58,50 m, con un’altezza di 5,50 m. Il ponte risulta diviso in tre parti: quella strallata nelle zone adiacenti ai piloni, quella sospesa al centro della campata principale, e quella di transizione dove i due sistemi sono sovrapposti.

La ripartizione di queste tre zone è stata fatta cercando l’ottimo fra la rigidezza globale dell’opera e il comportamento longitudinale e trasversale, tenendo conto dell’altezza dei piloni, dei limiti dell’efficienza degli stralli dovuta alla loro lunghezza, della velocità di costruzione e, ovviamente, del costo.

I materiali e i pezzi speciali

Le fondazioni, i piloni e gli impalcati laterali, dalla spalla fino a 24 m dopo il pilone stesso, sono tutti in cls, principalmente tutti in C60. La campata principale è un impalcato in acciaio con cassone ortotropico in acciaio S460.

Il cavo principale è costituito da PPWS con fili da 5,4 mm di qualità 1.860 MPa, zincati e protetti da un impianto di deumidificazione, con una lunghezza complessiva di 4.842 m e un diametro variabile fra 723 e 753 mm.

I pendini sono dei PWS con diametro di 7 mm zincati di qualità 1.770 MPa, protetti da guaine di polietilene di lunghezza variabile fra i 13 e i 106 m, e un diametro variabile fra i 100 e 175 mm. Gli stralli, che raggiungono una lunghezza fra i 154 e i 597 m, sono 176 del tipo PPS con trefoli zincati da 15,7 mm, qualità 1.960 MPa, diametro variabile fra 22 e 315 mm, in modo da limitare il peso proprio quindi l’incurvatura degli stessi, riducendo in tal modo i fenomeni di fatica.