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Ispezione e manutenzione dei ponti strallati di Malpensa – Prima parte

Dopo 13 anni di servizio, l'intervento di ispezione e di manutenzione straordinarie sui ponti strallati gemelli dell'aeroporto di Milano Malpensa

Ispezione e manutenzione dei ponti strallati di Malpensa - Prima parte

In qualunque manufatto, maggiore è il contenuto di tecnologia, maggiori sono le necessità di ispezione e di manutenzione per assicurarne una corretta funzionalità nel tempo.

Immagini

  • Una suggestiva immagine dell’opera finita
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    Una suggestiva immagine dell’opera finita
  • Il manicotto finale sfilato dalla guaina
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    Il manicotto finale sfilato dalla guaina
  • La fiancata Sud del viadotto strallato prima dell’esecuzione dei lavori
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    La fiancata Sud del viadotto strallato prima dell’esecuzione dei lavori
  • La vista della viabilità Nord prima dell’esecuzione dei lavori
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    La vista della viabilità Nord prima dell’esecuzione dei lavori
  • Le prove di carbonatazione in situ
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    Le prove di carbonatazione in situ

I ponti strallati, per la netta caratterizzazione delle funzioni statiche di stralli e impalcato, sono opere complesse che richiedono una più assidua e puntuale verifica.

In questo primo articolo si presentano le attività di ispezione svolte sui ponti strallati gemelli dell’aerostazione di Malpensa, dopo circa un decennio dalla loro messa in servizio.

Il ciclo di vita di un ponte

Le opere infrastrutturali sono tra i beni durevoli più importanti, sia per il loro valore intrinseco sia per il ruolo funzionale che esse rivestono per la tenuta e per lo sviluppo economico e sociale di una moderna società industriale.

La realizzazione di grandi opere e, tra queste, di ponti e viadotti, richiede l’utilizzo di risorse naturali ed il consumo di energie che condizionano in modo rilevante l’economia e l’ambiente. Molti indicatori ci stanno mostrando che ogni processo di crescita è veramente tale, solo se avviene secondo canoni sostenibili. Tenuto conto che gli effetti derivanti dalla costruzione di queste opere si proiettano nel tempo, è quindi richiesta una progettazione mirata, che assicuri un ciclo di vita utile nel senso più ampio, senza limitarsi all’ottimizzazione dei costi in fase di costruzione e alle prestazioni a breve termine. Per le opere nuove si tratterà di definire la vita utile di un ponte, esaminando il contesto ambientale al quale è esposto, individuandone le possibili cause degradanti e sviluppando le soluzioni più idonee per ridurne gli effetti.

Per le opere esistenti occorrerà invece valutare la capacità portante e la vita residua e di progettare i necessari interventi da attuare, valutandone l’efficacia nel mantenere o incrementare la sicurezza dell’opera e nell’estenderne la vita utile.

In tempi di bilanci e di ristrettezze, purtroppo aggravati da calamità naturali, quali i terremoti, si è indotti a rivalutare quanto un Paese ha fatto e quanto possiede. Si avverte oggi una maggiore coscienza dell’impegno speso da più generazioni per realizzare le attuali reti infrastrutturali, pur con tutte le carenze che un’economia a risorse limitate deve accettare. In particolare, stanno cambiando i criteri di giudizio: non si dà tanto attenzione al costo di un ponte, quanto ai costi indotti che il suo venir meno può comportare sia sul piano economico (commerci, industria, agricoltura), sia sul piano sociale (accesso ai luoghi di lavoro o di studio, mobilità sociale e familiare).

Ispezione e manutenzione straordinarie sui ponti strallati gemelli dell’aeroporto

In coerenza con queste considerazioni, dopo 13 anni di servizio, si è intervenuti con un programma di ispezione e di manutenzione straordinarie sui ponti strallati gemelli dell’Aeroporto di Milano Malpensa. In confronto ad altre realtà, un intervento effettuato dopo soli 13 anni di esercizio appare quantomeno singolare e ne vanno esposte le motivazioni.

Innanzitutto la manutenzione di queste opere è sempre stata puntuale e costante, in accordo con la tradizionale attenzione che SEA riserva a tutte le infrastrutture aeroportuali. Tali attività di ispezione, controllo e manutenzione si sono svolte secondo un programma pianificato a suo tempo e reso operativo con la messa in esercizio dei ponti. Il programma di manutenzione, aggiornato negli anni, prevedeva in particolare indagini e manutenzioni specifiche sugli elementi più importanti allo scadere del decimo anno, divenuto poi il 13° per motivi legati alla disponibilità di bilancio, all’ottenimento di autorizzazioni e all’affidamento dei lavori.

Un secondo motivo è associato alle caratteristiche intrinseche dei ponti strallati. In qualunque Organismo ingegneristico, maggiore è il contenuto di tecnologia, maggiori sono le necessità di ispezione e di manutenzione. Nei ponti strallati le funzioni statiche sono fortemente caratterizzate.

Gli stralli esercitano infatti il ruolo di appoggi interni di una trave continua. Pertanto, uno stato di danno associato alla riduzione o all’annullamento della capacità portante di uno strallo rende la struttura assai più vulnerabile di altre tipologie.

Salvo situazioni particolari, si ritiene che l’intervallo consigliabile per queste ispezioni sugli stralli sia pari a cinque o dieci anni, a seconda dell’aggressività ambientale. In coincidenza con una scadenza ispettiva già programmata, si sono aggiunti anche altri fattori contingenti, tra questi:

  • il rilevamento di sconnessioni in alcune zone di giunto delle guaine esterne di protezione degli stralli;
  • il decadimento della qualità delle superfici, dovuto principalmente alle colature d’acqua a lato dei montanti dei parapetti, esaltate dal bianco della colorazione originale dell’impalcato;
  • il decadimento della qualità delle superfici, dovuto principalmente alle colature d’acqua a lato dei montanti dei parapetti, esaltate dal bianco della colorazione originale dell’impalcato;
  • la presenza di difetti locali di convogliamento delle acque in alcune zone delle spalle.

Infine, alla stessa epoca si è aggiunta la decisione di SEA di provvedere ad una verifica dell’idoneità statica e sismica delle sue infrastrutture, in accordo alle disposizioni sull’obbligatorietà delle verifiche sismiche per le opere strategiche e con riferimento alle nuove norme tecniche sulle costruzioni.