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Inaugurato il nuovo ponte sul fiume Tagliamento

Autovie Venete ha iniziato la demolizione del vecchio ponte sul fiume Tagliamento. Costruito all’inizio degli anni Sessanta, ha rappresentato la prima grande opera infrastrutturale del Friuli Venezia Giulia. Il traffico è stato spostato sul primo dei due viadotti che andranno a comporre il nuovo ponte

sfondo autovie

La storia del ponte

Era il Gennaio 1963 quando Autovie Venete avviò i lavori per la realizzazione del vecchio manufatto sul Tagliamento. Fu l’Avv. Agostino Candolini – all’epoca Presidente della Concessionaria – a dare una svolta nella costruzione dell’Autostrada A4 Venezia-Trieste partendo proprio dai ponti.

La costruzione di quello sul fiume Tagliamento fu aggiudicata tramite appalto a concorso: alla gara parteciparono dieci Imprese. Ad aggiudicarsi l’appalto fu l’Impresa Alvise Petrucco, nota in Friuli Venezia Giulia per aver costruito il cavalcavia Simonetti di Via Cividale a Udine, un’opera notevole per l’epoca sia per la sua mole che per la sua lunghezza.

L’Azienda si confermò, ancora una volta, lungimirante. Fu Paolo Petrucco – storico Fondatore della Icop (Impresa che opera da oltre 50 anni anche nel settore delle costruzioni stradali) di Basiliano (UD) – che decise, infatti, di costruire sul posto un impianto di prefabbricazione molto all’avanguardia per l’epoca dove veniva prodotto il calcestruzzo.

A definire gli aspetti costruttivi del ponte e a progettare gli impianti fu Pierino Burba, il cui nome è legato alle grandi opere firmate Icop. La costruzione di un impianto di calcestruzzo a ridosso del cantiere – tecnica utilizzata anche oggi per l’edificazione del nuovo ponte – consentì di abbattere le tempistiche di realizzazione e l’opera venne ultimata nel 1965, in soli due anni.

Sul cantiere, allora come oggi, lavoravano circa 50 persone. Il metodo di costruzione prevedeva che le travi, una volta prefabbricate venissero varate per poi completare l’impalcato con un getto in opera di calcestruzzo.

Per trasportare i materiali venivano utilizzate moderne autobetoniere che consentirono di ridurre numerosi passaggi di lavorazione. Il manufatto, che costò 900 milioni di Lire di allora, favorì un collegamento rapido e sicuro con una realtà (il Veneto) già da tempo interessata da grandi opere e rappresentò la prima grande opera della neonata Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia.