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Il viadotto strallato Carpineto I

Analisi del dissesto e consolidamento strutturale

sfondo cspfea

Al fine di permettere la rotazione delle Travate Sospese lungo la direzione longitudinale al flusso veicolare, in corrispondenza dei due blocchi di fondazione sono state disposte delle cerniere, modellate attraverso un boundary di tipo Support tali da impedire tutti gli spostamenti e rotazioni ad eccezione di quella longitudinale.

Questo vincolo schematizza il dispositivo di acciaio di minima inerzia flessionale che collega la travata sospesa con la fondazione delle antenne.

Infine, alle due estremità della travata di accoppiamento sono state modellate, rispettivamente, una cerniera e un carrello mediante un boundary di tipo “Beam End Release” (cerniera: My = Mz = 0; carrello: My = Mz = Fx = 0), garantendo l’annullamento della sollecitazione flettente nonchè la traslazione libera in direzione longitudinale a seguito dell’applicazione di azioni orizzontali, in modo da schematizzare il vincolo reale definito da selle Gerber.

Particolare attenzione è stata dedicata alla modellazione degli stralli che, come già indicato, presentano 15 cavi principali indicati come cavi A (M5/16 sistema Morandi) protetti da conci di calcestruzzo precompressi mediante dieci cavi secondari, cavi B (M5/8S sistema Morandi); ne consegue che in esercizio il singolo strallo esibisce un comportamento a sezione omogeneizzata a c.a.p. per cui la modellazione di questi elementi strutturali di sostegno dell’impalcato è stata differenziata a seconda della tipologia di analisi sviluppata attraverso il modello, come meglio sarà precisato nel seguito.

La Construction Stage Analysis

Il viadotto Carpineto I, oltre a simboleggiare una struttura dalle spiccate peculiarità statiche e strutturali, rappresenta altresì una singolare soluzione progettuale anche per le fasi di costruzione che ne hanno permesso la realizzazione.

Infatti, la particolare configurazione degli stralli ha costretto a ricercare soluzioni tecnologiche e costruttive inconsuete per le strutture da ponte, obbligando il Progettista a sviluppare un quadro di insieme singolare delle fasi costruttive da porre in essere al fine di pervenire alla soluzione statica ideata.

Con il duplice proposito di comprendere, da un lato, la complessità dell’opera e, dall’altro, di calibrare il modello FEM al fine di verificarne l’efficienza per analisi successive, è stato sviluppato uno studio di Costruction Stage attraverso cui esaminare l’evoluzione degli stati tensionali e deformativi nelle varie membrature [7].