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Il viadotto strallato Carpineto I

Analisi del dissesto e consolidamento strutturale

sfondo cspfea

Lo studio del comportamento delle strutture e il monitoraggio del loro stato di conservazione ed efficienza assumono grande importanza al fine di programmare in modo tempestivo e razionale i possibili interventi di manutenzione preventiva necessari alla corretta gestione del patrimonio strutturale.

Per tale motivo, è stata approfondita l’analisi del comportamento in esercizio del viadotto strallato Carpineto I, il quale rappresenta l’ultimo, in ordine di tempo, dei ponti strallati omogeneizzati in calcestruzzo armato precompresso realizzato su progetto del Prof. Riccardo Morandi. 

Descrizione dell’opera

L’opera, appartenente al Raccordo autostradale 05 “Potenza-Sicignano”, presenta due vie di corsa parallele ad andamento planimetrico rettilineo, separate e indipendenti, ciascuna di larghezza pari a 9,50 m e lunghezza complessiva pari a 241,80 m [5 e 6].

Ciascuna carreggiata è costituita da una coppia di strutture strallate mutuamente collegate da una travata isostatica di luce pari a 42 m; il sistema descritto ha permesso di superare una zona in frana con una luce complessiva di 181 m.

Ciascuno dei due sistemi strallati si compone di una trave principale di notevole rigidezza sostenuta – a circa 4/5 della luce – da due tiranti obliqui ancorati, dopo il rinvio sulle torri, a un blocco esterno in c.a. e, a una estremità, incernierata al blocco di fondazione dell’antenna.

Gli stralli, che costituiscono l’elemento caratterizzante l’opera, sono realizzati da un fascio di 240 trefoli paralleli da 1/2 pollice – cavi A – protetti da un guscio di calcestruzzo a sezione rettangolare (110×80 cm) prefabbricato a conci; questa guaina, in una fase successiva al varo della travata sospesa, è stata precompressa longitudinalmente mediante ulteriori 80 trefoli da 1/2 pollice all’uopo predisposti – cavi B – in modo da imprimere una coazione che impedisse l’insorgenza di tensioni di trazione nel calcestruzzo nelle massime condizioni di esercizio e, infine, resa solidale ai cavi principali per mezzo di iniezioni di malta in modo che, rispetto ai carichi accidentali, il singolo strallo esibisse un comportamento a sezione omogenea.