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Il viadotto Polcevera può essere rispristinato?

La soluzione più rapida e sostenibile: i materiali ci sono

calcestruzzo

Certamente, demolire quel che resta della struttura per ricostruire un’opera ex novo rappresenta una soluzione con un forte impatto sia economico che ambientale.

Mettere in sicurezza e ripristinare la funzionalità del viadotto ricostruendo la parte crollata, invece, permetterebbe tempi brevi e anche la riduzione delle macerie – di cui è nota la difficoltà di gestione – dimostrata anche dalle recenti esperienze connesse al terremoto dell’Italia centrale.

Va inoltre considerato l’aspetto culturale: il viadotto Polcevera è stato ed è un simbolo non solo di una città, ma del Paese; è un’opera che negli anni Sessanta seppe stupire il mondo, mostrando la grande capacità italiana nella progettazione e nella realizzazione di straordinarie infrastrutture in calcestruzzo, un’icona della Scuola Italiana di Ingegneria.

Sotto il profilo urbanistico, non ci si potrà sottrarre dal problema di “ridisegnare” una porzione della città di Genova. Questione comune anche al tratto iniziale della cosiddetta Gronda, la nuova infrastruttura – di cui permane la grande necessità e urgenza – concepita come un segmento fondamentale del sistema infrastrutturale più ampio della regione Liguria.

Sarebbe bene comprendere anche se le procedure in essere non consentano riduzioni/semplificazioni fisiologiche dei tempi, ad iniziare dal ciclo del progetto delle opere pubbliche. Lo studio di fattibilità tecnico-economica è la fase più importante, avendo il compito di operare le scelte, confrontare, valutare vantaggi e svantaggi delle alternative e delle varianti, sottoporle al dibattito pubblico e iniziare il processo di approvazione formale.

Più questo studio sarà approfondito e capace di considerare tutte le alternative, maggiormente si potranno ridurre i tempi della progettazione e dell’esecuzione. Federbeton, avvertendo la responsabilità del settore produttivo che rappresenta e del suo ruolo nell’economia nazionale e nella società italiana, mette a disposizione le sue competenze e capacità tecniche e economiche per contribuire fattivamente a questa fase decisiva nel processo di costruzione del viadotto che serve.