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Il viadotto Caffaro sulla Autostrada A2

Il viadotto Caffaro è una delle principali opere d’arte dell’Autostrada A2. In sede di costruzione è stato neces-sario variare in modo sostanziale la soluzione progettuale prevista inizialmente per non interferire con un’ampia area di discarica rilevata durante i lavori: l’esito della modifica è stata un’opera unica nel panorama italiano

Poiché l’inserimento della fondazione della pila P4 dentro il corpo della discarica implicava innumerevoli incertezze connesse sia ai tempi di realizzazione sia alla durabilità delle nuove strutture in un ambiente potenzialmente inquinato e aggressivo e richiedeva, in ogni caso, un risanamento ambientale dell’area interferita, si è preferito in sede di progettazione esecutiva individuare una tipologia strutturale diversa che permettesse di superare l’intera discarica senza porre al suo interno nessun sostegno, né provvisorio né definitivo.

La soluzione individuata, sicuramente non comune se non unica, ha configurato il viadotto come arco telaio incastrato al piede con gambe a V dissimmetriche e, a loro volta, con campate diverse in relazione alla geometria puntuale del versante e della discarica. La soluzione strutturale rielabora in qualche misura la geometria del celebre viadotto Valle Mura del Prof. Cestelli Guidi sulla A24 e ricorda a tutti coloro che hanno seguito negli ultimi venti anni i lavori di ricostruzione della Autostrada A2 la bellissima pila con stampelle del viadotto Gazziano nei pressi di Bagnara, ormai demolito da tempo.

La soluzione è stata scelta per la sua flessibilità nell’aderire alle specificità del tema senza sottostare a luci di impalcato eccessive (la luce massima, valutata in testa ai cavalletti, sulla discarica è contenuta in 89 m, mentre le luci tipiche sono di 75 m) e grazie alla possibilità conseguente di montare la struttura senza l’impiego di vari eccezionali. Pur in presenza di un versante intersecato non perpendicolarmente, si è avuta cura inoltre di costruire le due vie di corsa con eguale geometria delle gambe e le stesse a loro volta sono speculari su ogni via di corsa.

Per adeguare la geometria delle gambe a V alle diverse quote del terreno di posa esse terminano al piede su basi metalliche alte fino a un massimo di 19,5 m. Le basi metalliche sono elementi fondamentali nel comportamento dinamico dei due impalcati che sono collegati in testa da traversi reticolari. Al fine di contenere il momento flettente trasversale generato dal sisma, le basi sono state dotate di una duttilità sufficiente a consentire l’adozione di un coefficiente di struttura q = 2 concentrando nelle diagonali la possibilità di plasticizzazione e avendo cura che non vi fossero fenomeni di instabilità nelle anime delle sezioni a T. Il viadotto Caffaro sorge infatti in una delle zone di maggiore sismicità italiane, con una ordinata spettrale del plateau allo SLV di circa 1,2 g.