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Il ponte strallato sul fiume Saline

Il progetto dell’opera riqualifica le due sponde del fiume, favorendo lo sviluppo di nuove attività e potenziando quelle esistenti

Il ponte strallato sul fiume Saline

Il ponte attraversa il fiume Saline in prossimità della foce, tra i comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo (PE), e si configura come elemento qualificante in una zona caratterizzata da una notevole valenza paesaggistico-ambientale, poco valorizzata e poco fruibile dagli abitanti.

La posizione e le relazioni dimensionali con il contesto configurano il nuovo ponte come un elemento di forte riconoscibilità, visibile sia da terra che da mare e in grado di svolgere un ruolo trainante nel territorio.

Al di là degli aspetti simbolici, l’impalcato del nuovo ponte realizza un attraversamento stradale e ciclopedonale, quest’ultimo pensato non solo per assolvere il compito di collegamento in sicurezza tra le sponde ma tale da realizzare anche una vera e propria passeggiata sospesa sul confine tra fiume e mare.

Vista dall’alto del ponte
1. Vista dall’alto del ponte

Nello studio del tracciato e nell’elaborazione del progetto si è cercato di “allontanare” la pista ciclopedonale dalla sede stradale mediante opportuni spazi di rispetto, pervenendo a un profilo curvilineo con un allargamento in corrispondenza delle antenne, interposte tra percorso stradale e percorso pedonale, che ne accentua la separazione (Figura 1) (www.dsd-srl.it).

Il nuovo ponte può rappresentare la premessa a una rete di percorsi ciclabili e pedonali finalizzati alla fruizione della zona di foce e al collegamento con l’abitato limitrofo.

La scelta di un percorso ciclopedonale curvilineo lato mare ha condotto ad una soluzione strutturale che abbandona la tradizionale simmetria trasversale e si caratterizza per la dissimmetria, accentuata anche dalle antenne che si differenziano per inclinazione e altezza.

Il progetto ha affrontato con attenzione anche lo studio dell’intradosso del ponte, al fine di riqualificare le due sponde del fiume Saline, favorire lo sviluppo di nuove attività e potenziare quelle esistenti (Figura 2).

La soluzione strutturale prescelta è costituita da un ponte strallato, con soli due piloni in alveo posti al di fuori dal letto del fiume, che si caratterizza per avere sia l’impalcato che le antenne a sezione composta acciaio-calcestruzzo.

Vista dell’intradosso
2. Vista dell’intradosso dalla sponda sinistra

Il ponte è stato intitolato a Filomena Delli Castelli, illustre Politica e Madre Costituente, scelta come simbolo dei comuni collegati essendo nata a Città Sant’Angelo ed essendo stata Sindaco di Montesilvano.

Descrizione dell’opera 

Lo schema statico

Il ponte presenta un impalcato continuo di 188,60 m sostenuto da 20 stralli su ogni lato con passo costante di 9,4 m nella campata centrale e 8,52 m nelle campate laterali. Gli stralli sono appesi a due coppie di antenne e ancorati alle due travi dell’impalcato, fatta eccezione per gli stralli di estremità che si allargano fino a connettersi direttamente ai muri andatori delle spalle in modo da controllare gli spostamenti longitudinali delle antenne e limitare le inflessionali trasversali.

Le antenne, di sezione tubolare parzialmente riempita di calcestruzzo, sono collegate tra loro da un traverso rigido sede dei dispositivi di vincolo dell’impalcato. Gli stralli sono costituiti da trefoli singolarmente galvanizzati, cerati e ricoperti da guaina individuale.

L’impalcato

L’impalcato è continuo su tre campate di luce 42,60, 103,40 e 42,60 m e ha una larghezza complessiva variabile da 19,20 m a 22,70 m a contenimento della carreggiata stradale di 11,30 m, due cordoli di 0,75 m per l’alloggiamento delle barriere, due percorsi di servizio in corrispondenza degli attacchi degli stralli ed un percorso ciclopedonale con larghezza minima di 2,50 m (Figure 3A e 3B).

  • La sezione longitudinale
    3A La sezione longitudinale
    3A. La sezione longitudinale
  • La planimetria generale
    3B La planimetria generale
    3B. la planimetria generale

La struttura dell’impalcato è costituita da due travi metalliche longitudinali a doppio T alte 1,20 m poste a interasse di 14,10 m collegate da traversi a doppio T ad altezza variabile da 0,80 a 1,20 m, che si estendono in aggetto oltre le travi per una lunghezza variabile tra 4 e 7,50 m lato valle e per 1,10 m lato monte e sono posti a interasse longitudinale di 4,26 m nelle campate laterali e 4,70 m nella campata centrale.

La soletta in calcestruzzo armato di 25 cm di spessore è gettata in opera con l’impiego di predalles in c.a. ed è connessa sia alle travi che ai traversi con pioli tipo Nelson. Le predalles, ordite in direzione longitudinale con appoggi sui traversi, sullo sbalzo lato mare sono alleggerite con blocchi di polistirene espanso (Figure 4 e 5).

  • La sezione trasversale dell’impalcato
    4 La sezione trasversale dell’impalcato
    4. La sezione trasversale corrente dell’impalcato
  • Particolare del traverso
    5 Particolare del traverso
    5. Particolare del traverso agli appoggi sui piloni
I piloni

I piloni sono formati da due antenne metalliche a sezione circolare di diametro pari a 1,90 m e altezza pari a 33,45 m lato monte e 36,40 m lato mare, riempite di calcestruzzo per i primi 16 m di altezza reso collaborante con pioli Φ19 tipo Nelson.

Sono collegate trasversalmente da un traverso metallico a sezione scatolare largo 1 m e alto 2 m posto immediatamente al di sotto dell’impalcato e sono inclinate sia trasversalmente – di 8° verso l’esterno le due lato mare e di 10° le altre due – sia longitudinalmente di 2° verso l’esterno.

Le antenne sono ancorate con 20 barre Dywidag Φ40 mm, lunghe 5,50 m, ai piloni in calcestruzzo armato di forma tronco conica e alla sottostante zattera di fondazione. Sulla piastra di base sono inoltre presenti quattro chiavi di taglio per far fronte alle azioni orizzontali (Figura 7).

Le pile hanno ciascuna una zattera di dimensioni 9,20×9,20×2 m, fondata su nove pali trivellati di 1,20 m di diametro lunghi 35 m, collegate trasversalmente con un cordolo largo 3 m e alto 2 m. Le zattere sono approfondite a quota −3 m rispetto al fondo alveo in modo da lasciare esposta alla corrente la sola sezione dei fusti in calcestruzzo.

I traversi di collegamento delle antenne sono posti a una quota tale da risultare parzialmente interessati dalla corrente fluviale solo in condizioni eccezionali, ovvero per una piena con tempo di ritorno pari a 200 anni (Figura 6).

  • Vista delle antenne
    6 Vista delle antenne
    6. Vista trasversale (a sinistra) e longitudinale (a destra) delle antenne
  • 7 L’ancoraggio del pilone
    7. La pianta (a sinistra) e la sezione trasversale (a destra) dell’ancoraggio del pilone sulla pila in c.a.
Gli stralli

Gli stralli, disposti a semi-ventaglio, sono ancorati ai piloni tramite forche imperniate su “orecchie” saldate alle antenne e disposte su cinque livelli distanziati l’uno dall’altro di circa 2,50 m e all’impalcato tramite piastre nervate, direttamente saldate alle anime delle travi principali, conformate in modo da consentirne la tesatura.

Le due coppie di stralli esterni si aprono fino ad ancorarsi ai muri andatori delle spalle tramite otto barre in acciaio Φ40 mm tipo Dywidag lunghe 7 m (Figura 8).

La distanza trasversale dei punti di ancoraggio passa da 14,10 a 26,10 m, garantendo così una riduzione della flessione trasversale delle antenne. Gli stralli sono costituiti da trefoli singolarmente galvanizzati, cerati, ricoperti da guaina individuale e inseriti all’interno di una guina liscia in polietilene ad alta densità (HDPE).

Lo strallo terminale
8. Lo strallo terminale ancorato alla spalla
Le spalle

Le spalle, entrambe posizionate al fuori degli argini, hanno una altezza complessiva di circa 5 m al di sopra della zattera di fondazione. Le pareti frontali hanno spessore di 1,90 m e i muri paraghiaia di 0,50 m. Le pareti laterali hanno spessore di 3 m e larghezza di 5,85 m. Su di esse trovano ancoraggio gli stralli più esterni di ritenuta delle antenne.

Le zattere di fondazione hanno dimensioni in pianta di 10,3×16,3 m, spessore di 1,4 m e sono fondate su 16 pali trivellati di 1,2 m di diametro disposti su tre file trasversali: quella più vicina all’impalcato è costituita da quattro pali lunghi 35 m, quella centrale da sei pali lunghi 30 m e quella più lontana da sei pali lunghi 28,7 m intestati su un dente di 1,3 m di altezza posto all’intradosso della zattera (Figura 9).

Saline
9. La pianta (a sinistra) e la sezione longitudinale (a destra) delle spalle
Il sistema di vincolo

Gli appoggi delle travi principali sui traversi di collegamento delle antenne e sulle spalle sono tutti multidirezionali in PTFE a carico negativo.

Al centro dei due traversi di collegamento delle antenne (Figura 5) sono posizionati due isolatori elastomerici con nucleo in piombo (LBR, Lead Rubber Bearings), che controllano gli spostamenti dell’impalcato nel piano orizzontale e assicurano la protezione sismica del ponte sommando i benefici legati all’allungamento del periodo proprio a quelli derivanti dalla dissipazione di energia (Figura 10).

Per ragioni costruttive, gli isolatori sono suddivisi in quattro elementi, ciascuno dotato di un nucleo in piombo e rigidezza orizzontale equivalente di 4,25 kN/mm, garantendo così una rigidezza orizzontale equivalente di 17 kN/mm, uno smorzamento viscoso equivalente maggiore del 25% e uno spostamento orizzontale massimo di ±200 mm.

Pianta e sezione degli isolatori
10. La pianta e la sezione degli isolatori elastomerici con nuclei in piombo

Gli aspetti costruttivi 

Le antenne

Le antenne metalliche sono state assemblate interamente in officina complete di piastra di base con chiavi di taglio e piastre di ancoraggio degli stralli, portate di notte in cantiere con trasporto eccezionale, installate mediante due autogrù e successivamente collegate con i traversi (Figura 11).

L’impalcato

Le travi metalliche principali dell’impalcato sono state suddivise in sei conci, che sono stati varati su pile provvisorie, fatta eccezione per il tratto che interessava il corso d’acqua, per il quale si è fatto ricorso a stralli provvisori.

Dopo l’assemblaggio della carpenteria metallica dell’impalcato, sono stati montati gli stralli definitivi e tesati in modo da ottenere una contro-freccia a compensazione degli abbassamenti prodotti dal peso della soletta e dei carichi permanenti. Ad opera completata è stata eseguita la tesatura di regolazione finale.

  • Saline
    11 L’installazione di un’antenna
    11. L’installazione di un’antenna
  • Saline
    12 La posa delle predalles
    12. La posa in opera delle predalles
  • Saline
    13 Il getto della soletta
    13. Il getto della soletta

Il getto della soletta è stato eseguito su predalles ordite in direzione longitudinale e con sequenze ottimizzate, realizzando prima i tratti di campata poi quelli in corrispondenza degli appoggi (Figure 12 e 13). La strategia di getto utilizzata ha consentito di mantenere, in tutte le sezioni dell’impalcato, le tensioni di trazione in soletta sempre inferiori al valore della resistenza media a trazione, sia a breve che a lungo termine.

Il collaudo

Il collaudo è stato eseguito con prove di carico statiche e prove dinamiche. Per la caratterizzazione dinamica del ponte, sono state effettuate misure di frequenza ad opera ultimata, durante le prove di carico e dopo circa due mesi di normale esercizio, con:

  • prove di vibrazione ambientale per la determinazione di frequenze, forme modali e smorzamenti;
  • prove di impatto simulate con passaggio di un camion su un dosso e prove di frenatura;
  • determinazione delle prime tre frequenze proprie della struttura con rilevazione ogni 15 minuti;
  • le frequenze di risonanza di un camion tipo utilizzato nelle operazioni di collaudo statico;
  • determinazione delle frequenze di risonanza dei fusti di base delle antenne del ponte;
  • rilievo temperatura dell’aria e della pavimentazione stradale con rilevazione ogni 15 minuti.
Saline
14. Il progetto dell’opera riqualifica le due sponde del fiume

Dati tecnici

  • Stazione Appaltante: Provincia di Pescara
  • Proprietari: Comuni di Montesilvano e Città Sant’Angelo (PE)
  • Contraente Generale ed Esecutore dei Lavori: Di Prospero Srl
  • Carpenteria metallica: EdilSteel Srl
  • Concezione strutturale: Proff. Luigino Dezi e Andrea Dall’Asta
  • Progetto definitivo ed esecutivo: Prof. Ing. Luigino Dezi
  • Progetto esecutivo e di dettaglio: DSD Dezi Steel Design Srl
  • Collaudatore statico: Ing. Diego Vizioli
  • RUP: Ing. Paolo D’Incecco e Arch. Lorella Torelli
  • Direzione dei Lavori: Ing. Mario Traversini della Cooprogetti Soc. Coop.
  • Importo dei lavori: 5.646.669 Euro

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