Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Il ponte San Francesco a Verona

Adeguamento statico e funzionale di un ponte ad arco in c.a. in ambito urbano

La struttura principale è rappresentata dall’arcata in calcestruzzo armato inferiore, che ha uno spessore variabile fra i 40 e i 70 cm. Sono presenti dei giunti termici a livello della soletta superiore d’impalcato, in corrispondenza delle due pile centrali e delle spalle. La piattaforma stradale ospitata dalla struttura originaria è costituta da una fascia bitumata di larghezza 10 m, che ospita tre corsie di marcia (due in direzione Milano), e due marciapiedi laterali di larghezza 2,20 m ciascuno per una larghezza totale di 14,40 m di sezione trasversale.

L’analisi dello stato di consistenza della struttura ha evidenziato notevoli carenze, conseguenza della mancanza di regole di durabilità nel progetto originale e scarso controllo della qualità durante la costruzione. In particolare, gli elementi dell’impalcato superiore, la soletta ed il grigliato di travi in c.a. sono risultati gravemente sottodimensionati per i carichi da traffico attuali per ponte di I categoria. Si sono osservati danni localizzati gravi in corrispondenza dei giunti di dilatazione, a causa delle carenze del sistema di smaltimento delle acque meteoriche, con percolazioni ed erosioni locali degli elementi.

Effetti di degrado sono stati osservati su tutti gli elementi strutturali, con particolare gravità in particolare sugli elementi secondari, soletta d’impalcato superiore e pilastri, affetti da carbonatazione, corrosione delle armature, e distacchi di calcestruzzo. I pilastri interni sono risultati essere stati realizzati con calcestruzzo di scarsissima qualità e caratterizzati da un insufficiente capacità per carico assiale. La carbonatazione su questi elementi ha raggiunto circa 62 mm di profondità, quindi ben oltre lo spessore del copriferro.

Ulteriore fattore di degrado biologico era rappresentato dalla presenza di volumi notevoli di fango e detriti depositati all’estradosso della volte, accumulatosi negli anni in seguito agli eventi di piena all’interno della struttura, in prossimità delle spalle, con spessori dello strato di fango superiori ad 1,5 m. Le strutture principali, in particolare le arcate in calcestruzzo armato inferiori, non hanno dimostrato carenze statiche ma solo effetti di deterioramento superficiale diffuso sui materiali, con una profondità di carbonatazione pari a 32 mm.

Gli interventi di ripristino, di rinforzo e di adeguamento funzionale

Le richieste prestazionali prevedevano che gli interventi sulla struttura del ponte dovessero principalmente:

  • garantire capacità portanti superiori a quelle dell’impalcato esistente, adeguando la struttura a ponte di prima categoria secondo le Norme Tecniche NTC 2008;
  • adeguare sismicamente la struttura; 
  • non modificare gli ingombri dell’impalcato esistente (per non alterare le condizioni di deflusso del fiume e non modificare in maniera significativa le livellette stradali);
  • consentire la formazione di quattro corsie, realizzando percorsi ciclopedonali protetti;
  • consentire la formazioni di ampi vani, di altezza non inferiore a 0,65 m per il passaggio dei sottoservizi; queste prescrizioni, derivanti dalla collocazione “urbana” del manufatto di attraversamento, sono risultate estremamente gravose da ottemperare, essendo stati richiesti (vedi sez. trasversale di progetto):
    • dal Gestore AGSM tubi gas metano bassa pressione del diametro di 219,1 + alta pressione del diametro di 168,3, tubi gas metano alta pressione del diametro di 273 (lato monte); due tubi teleriscaldamento diametro di 500 mm (lato valle); energia elettrica 4 del diametro di 200 MT + 1 del diametro di 200 BT + 1 del diametro di 200 Telecontrollo + 1 del diametro di 200 Telecomunicazioni (lato monte);
    • per il Gestore Acque Veronesi condotte acqua del diametro di 150 + del diametro di 400 (lato monte); I.P. cavidotto PVC del diametro di 114 (lato monte e lato valle);
    • SNAM: Condotta gas metano alta pressione del diametro di 500 (lato valle esterno);
    • Telecom: Cavidotti 3 del diametro di 125+3 del diametro di 50 (lato monte).

La soluzione proposta prevede la ricostruzione completa con nuove strutture in c.a. della attuale sovrastruttura, con demolizione della soletta superiore sottodimensionata e dei pilastri esistenti molto degradati, ed il ripristino dell’arcata inferiore dell’arco e dei timpani laterali in c.a. Si prevede inoltre un allargamento del piano stradale, pari a circa 3 m, tale da permettere l’inserimento di una seconda corsia di marcia in direzione Vicenza, già presente peraltro sulla viabilità di innesto al manufatto (Via dell’Autiere e Lungadige Galtarossa), l’inserimento di nuovi sicurvia bordo ponte con un allargamento previsto complessivo di 1,5 m circa, e la realizzazione, in luogo degli attuali marciapiedi, di nuove piste ciclopedonali che ospitano anche i numerosissimi sottoservizi, con ulteriore incremento della larghezza complessiva pari a circa 1 m. La sezione trasversale del manufatto di progetto risulta in definitiva pari a 19,90 m (5,50 m in più dell’originale); tale allargamento è consentito dall’affiancamento alla struttura esistente di due archi metallici inclinati, che si innestano in corrispondenza delle spalle e dei rostri delle pile esistenti, in grado di sorreggere le nuove piste ciclopedonali, previa rimozione degli sbalzi laterali esistenti.