Condividi, , Google Plus, LinkedIn,

Stampa

Pubblicato in:

Il ponte Meier tra passato e futuro

Il progetto di un’opera a collegamento e connessione per la città di Alessandria: un vero spazio pubblico so-speso sulle acque del fiume

Le fondazioni e le spalle

La presenza dei reperti storici del vecchio Ponte Napoleonico ha comportato la necessità di realizzare una fondazione, prevista su sette pali trivellati del diametro di 2.500 e lunghezza di 36/28 m per ogni lato, con alcuni accorgimenti costruttivi. La quota di imposta delle fondazioni su testa pali è inferiore al piano di imposta delle fondazioni dei reperti storici; pertanto è stato necessario eseguire una coronella di pali CFA di sostegno dello scavo e, congiuntamente, il tappo di fondo eseguito con la tecnica del jet-grouting. Il progetto architettonico prevede che spalle e muri siano rivestiti con lastre in cemento bianco del tutto analoghe a quelle usate per realizzare le velette e i marciapiedi dell’impalcato.

L’impalcato

L’impalcato, che come già anticipato svolge anche la funzione di catena dell’arco, poggia su appoggi elastomerici con funzione di isolatori sismici, ed è costituito da un graticcio di travi e traversi su cui poggia la soletta in calcestruzzo armato, solidarizzata alle travi con appositi connettori. La luce dell’impalcato è pari a 185 m e l’altezza massima dell’arco è pari a 32,5 m; l’impalcato stradale è largo 13,2 m, mentre quello pedonale misura nel suo punto più largo 15 e 5,8 m in mezzeria. Gli impalcati hanno struttura di carpenteria metallica con soletta di c.a. collaborante. Più in dettaglio, la carpenteria di acciaio S355 e S460 è costituita da travi saldate, con sezione a doppio T, unite tra loro da giunti in parte bullonati e in parte saldati; la struttura è completata da una controventatura inferiore composta da profili di acciaio e dalla soletta di calcestruzzo armato superiore. I due impalcati sono inoltre uniti tra loro da 13 diaframmi paralleli di acciaio, anch’essi in trave a doppio T con interasse di 13,22 m.

Più in dettaglio, la sezione trasversale dell’impalcato stradale è composta da quattro travi denominate: SPS, T6, T5 e T4, mentre due travi compongono l’impalcato pedonale (T3 e T2). La complessa geometria dell’impalcato, l’inserimento in ambito urbano e la grossa portata del fiume Tanaro hanno reso complesse la varie fasi realizzative, dalla progettazione, alle difficoltà costruttive, al delicato preassemblaggio prima e montaggio in opera poi. Quest’ultimo, infatti, è stato eseguito con sollevamento dal basso mediante autogru di grossa portata, agendo sull’area di cantiere ricavata dal temporaneo e parziale riempimento dell’alveo del fiume Tanaro. Le travi inizialmente stoccate a terra sul piazzale antistante al ponte nell’area dedicata allo scarico e al premontaggio delle strutture sono state carrellate in alveo e da qui sollevate e appoggiate temporaneamente su calaggi su pile provvisorie in calcestruzzo armato fondate su pali del diametro di 1.500 mm e lunghezza di 30 m. Tale soluzione è stata studiata per garantire una maggior stabilità e resistenza alle strutture provvisorie in alveo. Il montaggio delle travi su pile provvisorie è avanzato da PP2-PP3 verso spalla B, lato Alessandria, fino a completamento degli elementi lato spalla B, e quindi da PP2-PP1 fino a completamento degli elementi  verso spalla A, lato Cittadella.

Gli stralli

Caratteristica saliente dell’opera di Meier sono anche i 26 stralli che connettono strutturalmente e visivamente arco e impalcato, con diametri nominali dai 56 ai 104 mm, più grossi a sorreggere la viabilità stradale, minori per la passerella pedonale. Tali funi portanti sono completate alle estremità da capicorda che si accoppiano con golfari solidali ai conci d’arco, nella parte superiore, e ai 13 diaframmi di connessione tra impalcato stradale e pedonale, all’estremità inferiore. In aggiunta a questi ultimi golfari sono state previste coppie di golfari aggiuntivi per ciascun strallo al fine di permetterne la tesatura. Detti golfari permarranno sull’impalcato per permetterne la manutenzione futura. Dal punto di vista estetico, dette funi sono state rivestite con una cera bianca che le uniforma al mood architettonico dell’intero impalcato.