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Il ponte Canareggio: un esempio di razionalizzazione

La passerella ciclopedonale denominata Ponte Canareggio è il decimo ponte che collega l'isola dove sorge il centro storico della città di Adria con la terraferma. In questo articolo si presenta un esempio di come la sintesi tra architettura e ingegneria possa valorizzare il contesto urbano

L’analisi del contesto urbano

In questa provincia, la politica di valorizzazione culturale del territorio, sposata in particolar modo dall’Amministrazione Comunale della città, si basa principalmente sulla mobilità alternativa.

Immagini

  • La tipologia dei parapetti scelti per il ponte Canareggio
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    La tipologia dei parapetti scelti per il ponte Canareggio
  • Il posizionamento della nuova passerella ciclopedonale rispetto al ponte carrabile esistente
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    Il posizionamento della nuova passerella ciclopedonale rispetto al ponte carrabile esistente
  • L’impalcato
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    L’impalcato
  • Le caratteristiche geometriche
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    Le caratteristiche geometriche
  • L’operazione di trasporto della passerella
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    L’operazione di trasporto della passerella
  • L’operazione di varo della passerella
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    L’operazione di varo della passerella

Il motore fondante di questa iniziativa è dunque la realizzazione di percorsi ciclopedonali, che consentono di assaporare le peculiarità del territorio.

La presenza pertanto di numerose vie d’acqua e l’esigenza di nuove vie ciclopedonali forniscono ai Progettisti occasioni per sperimentare soluzioni inedite di attraversamento nelle intersezioni di queste realtà.

In quest’ambito, si inserisce la riqualificazione a scala urbana del quartiere a Nord-Est della città, mediante un percorso indipendente che mette in sicurezza il traffico ciclopedonale, che prima era promiscuo con il traffico veicolare.

Prima della realizzazione di questa passerella, infatti, il nodo di attraversamento del Canalbianco tra Riviera Amolaretta e Via Canareggio costituiva un elemento di criticità per il transito della mobilità lenta. Infatti, nonostante sia già presente un ponte carrabile con un’unica corsia per senso di marcia, l’unico marciapiede, di sezione molto ridotta, non era idoneo né al traffico ciclabile né all’uso da parte dei cittadini diversamente abili.

Qui la sezione ridotta esponeva pedoni e ciclisti ad un elevato rischio: in caso di doppio senso di marcia era necessario invadere la corsia del traffico veicolare. Proprio per suddividere le due categorie di traffico si è scelto di realizzare un’opera indipendente, che agevolasse e mettesse in sicurezza il transito di cicli e pedoni, da e verso le aree centrali della città. In questa logica, è stata data l’opportunità ai Progettisti di indagare soluzioni compositive non convenzionali ed inedite per il proprio territorio.

Il tessuto urbano in cui la nuova passerella si inserisce è disomogeneo e a tratti sconnesso, caratterizzato da numerose infrastrutture esistenti, un cantiere navale, una piccola area con destinazione parco, alcune abitazioni in linea di recente restauro ma tipologicamente inizio novecentesche e ville storiche di metà Ottocento.

L’opera ha ricevuto un finanziamento dalla Regione Veneto grazie all’iniziativa “Strada Grande tra riviere, vicoli e piazzette”, con lo scopo di riqualificare le aree urbane centrali, favorirne l’accessibilità e migliorarne la fruibilità.

Aspetti urbanistici e compositivi

In sede progettuale è stato necessario tenere conto di diversi aspetti fondamentali.

In fase di progettazione, prima di tutto si è stabilito di non collocare il nuovo manufatto lungo una giacitura parallela al ponte esistente, ma di scostarsi da essa e inclinare l’asse verso il centro della piazzetta di sbarco situata in riviera Canareggio.

Inoltre, l’esigenza del Genio Civile di mantenere il franco di navigazione quanto più elevato possibile non concordava con la possibilità di porre in opera un ponte a travata continua oppure di collocare delle pile in alveo. La Committenza vincolava i Progettisti a non realizzare strutture imponenti sopra il piano stradale.

A causa poi della mancanza di aree limitrofe a disposizione che fossero sufficientemente capienti, non era possibile né realizzare un’opera interamente in cantiere, né tantomeno operare per conci da riunire in fase di varo.

Infine, la soluzione doveva necessariamente affrontarsi con costi contenuti, risolvendo al contempo i problemi legati al trasporto e al varo di un’opera di quasi 40 m in un contesto urbano, e al contenimento delle spinte orizzontali su un terreno coesivo di bassa resistenza.

Un ponte ad arco spingente in acciaio a via superiore e campata unica è apparso pertanto la sola soluzione percorribile e compatibile con i tempi e i costi a disposizione della Committenza. In fase di progetto, l’obiettivo principale è stato di enfatizzare la struttura portante, che doveva comunque essere particolarmente snella e armonica.

Gli aspetti di carattere strutturale

La struttura dell’opera è realizzata completamente in composizione saldata di acciaio S355. Essa si basa su un sistema di quattro archi portanti.

Questa soluzione ha permesso di mantenere snello il profilo longitudinale del ponte pur limitando ragionevolmente la deformabilità torsionale dell’impalcato.

La struttura è protetta da un primer zincante, che le garantisce un’elevata durabilità nel tempo e la protegge dalla corrosione. Lungo il corrimano sono incassate delle lampade a LED per illuminare l’impalcato.

Per assicurare la stabilità dell’opera si è ricorso a numerose analisi a elementi finiti sia sul solo impalcato, sia sul complesso impalcato-fondazione, e particolare rilievo è stato dato agli aspetti d’interazione terreno-struttura e sulla stabilità delle spalle in alveo.

Il terreno su cui si fondano le spalle è di natura prevalentemente coesiva, caratterizzato da depositi alluvionali con valori di coesione non drenata molto bassi. La soluzione adottata dal punto di vista strutturale per le opere di fondazione consta di una spalla massiccia in conglomerato cementizio armato, che, con la sua massa, ha lo scopo di ricentrare verso il basso la curva delle pressioni alle imposte che si esplica quando il carico accidentale agisce con la sua massima intensità.

Il trasporto e la posa in opera

Uno degli aspetti decisivi nella realizzazione di un ponte è il trasporto e il montaggio. La passerella, di luce pari a circa 40 m, è realizzata in un unico concio nelle officine di General Montaggi  Industriali Srl ed è stata trasportata mediante piattaforma autocarrata a cura della Ditta Fagioli SpA.

Durante il trasporto, la spinta degli archi è stata eliminata mediante l’uso di tiranti in trefoli pretensionati. L’operazione di varo è stata eseguita bloccando temporaneamente la viabilità. La nuova passerella è stata collocata a piè d’opera sopra il ponte stradale adiacente. Per il varo sono state impiegate due gru per il sollevamento e una terza per il centraggio.

Una volta terminata la posa sono iniziate le opere di finitura ed sono stati montati il parapetto, la lamiera grecata e la pavimentazione.