Share, , Google Plus, LinkedIn,

Print

Posted in:

Il degrado dei ponti in calcestruzzo

Il tema del risanamento dei ponti in calcestruzzo è molto vasto, considerata l’esistenza di numerose cause che comportano il degrado di queste strutture

Il degrado dei ponti in calcestruzzo

Purtroppo, “l’immediatezza di intervento” comporta sempre una fase di programmazione, progettazione, affidamento lavori, ovvero il trascorrere di un periodo di tempo che spesso si misura in anni; in questo lasso di tempo si può continuare a utilizzare la struttura imponendo, però, la limitazione ai carichi in transito compatibili con la capacità strutturale. Per diminuire l’impatto sulla circolazione dei mezzi pesanti, si può imporre la limitazione del carico sul ponte non sulle corsie di marcia ma sulla carreggiata, individuando una zona dedicata al transito dei mezzi pesanti, così da ampliare il periodo di utilizzo del ponte in attesa delle opere di rinforzo.

Nella viabilità ordinaria, dove la percentuale di veicoli pesanti è bassa e le luci dei ponti sono modeste, la gestione della circolazione può essere attuata mediante la installazione di una “segnaletica di controllo”. La possibilità del transito dei mezzi pesanti in un’area centrale evita il sorgere di sovra-sollecitazioni per il transito “decentrato” dei mezzi pesanti che possono portare a collassi improvvisi.

Conclusioni

Quasi tutti i ponti ricadenti sulla viabilità secondaria sono stati costruiti più di 50 anni fa e, in assenza di un “programma finanziario di riqualificazione delle opere d’arte esistenti”, le Amministrazioni non hanno eseguito lavori per cui spesso si è stati e si è costretti a imporre nei ponti dei limiti della massa dei veicoli in transito o la completa chiusura. Imporre dei limiti di transito sui ponti genera enorme impatto sulla circolazione e sulla economia locale; in alternativa alla limitazione complessiva della massa dei veicoli in transito, si può ipotizzare sui ponti esistenti il transito in una zona centrale in modo da “recuperare” quell’intervallo di tempo necessario alla esecuzione delle, ormai non più procastinabili, opere di riqualificazione strutturale.