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Il degrado dei ponti in calcestruzzo

Il tema del risanamento dei ponti in calcestruzzo è molto vasto, considerata l’esistenza di numerose cause che comportano il degrado di queste strutture

Il degrado dei ponti in calcestruzzo

L’incremento del traffico veicolare pesante

Per valutare l’effetto prodotto dagli autocarri sui ponti è sufficiente riflettere sul loro incremento dal 1950 al 2015, rilevando che in circa 60 anni il numero degli autocarri circolanti è passato da circa 200.000 a 4.600.000: un incremento impressionante pari al 2.300% (fonte ISTAT). Però tale valore di incremento deve essere analizzato in dettaglio in quanto, alla voce autocarri, genericamente vengono indicati tutti i mezzi di massa superiore a 3,5 t.

Una ripartizione interessante sulla composizione dei veicoli pesanti è quella fornita da ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) nel periodo 2002-2011 in cui i veicoli “pesanti” vengono divisi in varie classi. Il Nuovo Codice della Strada distingue i mezzi pesanti in veicoli isolati o veicoli composti (autotreni e autoarticolati). Si focalizza l’attenzione sui veicoli isolati che hanno una concentrazione di massa (rapporto tra massa e impronta a terra) superiore rispetto ai veicoli composti. Nel NCdS è previsto un tipo di veicolo speciale detto “mezzo d’opera” al quale è consentito avere una massa superiore.

I ponti esistenti

I ponti presenti sulle strade secondarie sono strutture con una età che spesso supera i 50 anni, periodo nel quale si è assistiti ad evoluzioni normative sulla progettazione, evoluzione dei veicoli pesanti, invecchiamento e degrado delle strutture e quasi totale assenza di manutenzione. Ogni ponte possiede una “capacità strutturale”, troppo spesso non conosciuta; si indaga sulla “capacità strutturale” solo in presenza di evidente degrado, si conducono verifiche che quasi sempre portano alla chiusura al transito o all’imposizione di limitazioni di carico con evidenti ripercussioni sull’economia locale.

Le NTC individuano per i ponti appartenenti alla viabilità ordinaria una VN (vita nominale) pari a 50 anni, che diventa 100 anni per i ponti aventi valenza strategica (tab. 2.4.1). Il valore numerico VN è un valore che va sempre “mediato” con il “decadimento strutturale” dell’opera. In assenza di un programma di monitoraggio, spesso ci si trova ad analizzare un ponte quando risulta già trascorso un periodo di tempo maggiore di quello indicato come VN, in cui gli “effetti del degrado” hanno già agito sull’opera e la idoneità strutturale è arrivata a un valore limite che obbliga l’esecuzione immediata di interventi di rinforzo strutturale.