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Il collegamento tra la Tangenziale Est e la S.P. 6 “dei Lessini”

La Valpantena ha il suo nuovo ponte

La deviazione Progno Valpantena

La portata massima del Progno è pari a 151,10 m3/s, con un tempo di ritorno Tr = 200 anni. La lunghezza della nuova inalveazione è di 760 m, intervallati da una briglia, la sezione è trapezia  con murature laterali in c.a. di altezza pari a 3,50 m e base di fondo di larghezza pari a 10 m.

Le murature sono rivestite in pietrame faccia a vista. Lungo i margini del corso d’acqua verranno realizzate strade arginali di larghezza 4,00 m per la manutenzione del Progno a cura del Genio Civile: l’opera una volta completata verrà ceduta al Genio Civile della Regione Veneto.

Per raccordare l’alveo pensile a monte è prevista la realizzazione di un manufatto ciclopico di raccordo altimetrico con uno scivolo a forte pendenza (profilo Creager), con vasca di dissipazione di 32 m.

Il cavalcavia svincolo di Quinto

Il progetto

Il ponte stradale è classificabile di prima categoria in base al D.M. 14/01/2008, l’impalcato è in struttura mista acciaio-calcestruzzo a tre campate poggianti su pile e spalle in calcestruzzo armato, su fondazioni dirette poggiate su banchi profondi sabbiosi ghiaiosi. L’impalcato ha lunghezza pari a 58 m = 17+24+17 m, con una carreggiata di larghezza 9,50 m e due marciapiedi di larghezza 2,00 m, per una larghezza complessiva pari a 13,50 m.

Completano l’arredo stradale del nuovo impalcato, volutamente qualificante per poter essere inserito nel bellissimo panorama della Lessinia Valpantena, un parapetto in rete traforata e verniciata, una veletta continua con illuminazione a led lungo tutto l’impalcato, e l’illuminazione dell’intradosso dell’impalcato presso le pile e le spalle.

L’impalcato è stato verniciato con cicli di verniciatura a quattro strati, adatta ad ambienti altamente aggressivi, che garantisce un elevatissimo livello di durabilità. Viene realizzato un trattamento protettivo sui getti in calcestruzzo a vista delle pile e delle spalle ad elevata resistenza chimica.

Lo schema di calcolo è di trave continua su quattro appoggi, con tre travi in acciaio di altezza pari a 1,10 m, distanziate di 4,5 m, e con la piattabanda superiore piolata per sfruttare la collaborazione con la soletta in c.a. di spessore 25 cm, gettata su lastre metalliche di spessore pari a 5 mm irrigidite mediante tralicci “bausta”.

La struttura è irrigidita trasversalmente attraverso l’impiego di diaframmi di appoggio e di diaframmi intermedi, costituiti da travi ad anima piena; i diaframmi su pile e spalle sono anch’essi collaboranti con la soletta. Lo schema di vincolo prevede l’impiego di appoggi del tipo a neoprene incapsulato e superfici di scorrimento in acciaio-teflon.

Come visibile nelle specifiche tavole strutturali, pur impostate a quote leggermente diverse, le due spalle e le due pile risultano per geometria e armatura esattamente uguali e simmetriche, a meno dei baggioli e dei relativi appoggi.