VENETO: IN GARA IL NUOVO PONTE DI DEBBA SUL FIUME BACCHIGLIONE
Il bando promosso dalla Provincia di Vicenza sblocca un’opera strategica da oltre 14 milioni di euro per ottimizzare i flussi di traffico verso il casello di Vicenza Est e ridefinire i collegamenti con la Riviera Berica.
Il potenziamento della rete infrastrutturale veneta compie un significativo passo in avanti con l’indizione di una nuova importante gara d’appalto focalizzata sul miglioramento dei flussi veicolari e sulla modernizzazione dei collegamenti stradali regionali.
La Stazione Unica Appaltante (SUA) della Provincia di Vicenza – Servizio Viabilità ha ufficialmente promosso il bando di gara per la realizzazione del nuovo ponte di Debba, situato lungo la Strada Provinciale 247 Riviera Berica.
L’infrastruttura si configura come un nodo strategico fondamentale per ottimizzare la viabilità di interconnessione tra i territori comunali di Vicenza e Longare, garantendo al contempo un più fluido e rapido collegamento con il casello autostradale di Vicenza Est.
Dal punto di vista dell’ingegneria civile e delle scelte progettuali, l’opera principale si distingue per un’estensione complessiva di 313 metri. Lo sviluppo strutturale del ponte è articolato su sei campate successive ed è caratterizzato da una geometria plano-altimetrica in curva, una soluzione ingegneristica specificamente adottata per consentire il corretto e sicuro attraversamento del fiume Bacchiglione.
Questo nuovo viadotto non rappresenta un elemento isolato, ma si inserisce armonicamente all’interno di un più ampio asse viario di nuova concezione che si estende per una lunghezza totale di circa 550 metri, destinato a ridefinire completamente l’assetto della mobilità locale.

IL NODO DI ROMA: ANAS TRACCIA LA ROTTA PER IL PONTE DEI CONGRESSI (ORIZZONTE 2031)
Il quadrante Sud-Ovest della Capitale si prepara a una delle trasformazioni infrastrutturali più complesse e discusse degli ultimi decenni. Anas ha ufficializzato il cronoprogramma definitivo per il Ponte dei Congressi, fissando il termine definitivo dei lavori al 2031. Non si tratta di una semplice dilazione temporale, ma di una complessa riprogettazione logistica e finanziaria resa necessaria dalla mole dell’opera e dai severi vincoli del quadrante urbanistico interessato.
Il progetto nasce principalmente per risolvere il cronico congestionamento del Viadotto della Magliana e del Nodo Marconi, andando a creare un sistema a senso unico rotatorio macroscopico tra le due sponde del Tevere. Tuttavia, tradurre l’idea in cemento e acciaio comporta sfide ingegneristiche non indifferenti. Sotto il profilo geotecnico e idraulico, l’opera insiste direttamente sulle sponde del fiume, un’area caratterizzata da terreni alluvionali a bassa portanza che richiederanno palificazioni di fondazione profonde e imponenti opere di consolidamento arginale.
Un secondo fronte critico è rappresentato dalla gestione delle interferenze e dei sottoservizi. La densità di reti infrastrutturali esistenti, che include gasdotti storici, linee elettriche ad alta tensione e collettori fognari principali, richiederà un’estesa fase di risoluzione preliminare che occuperà i primi anni del cantiere. A tutto questo si aggiunge l’incognita dei vincoli archeologici e paesaggistici: trovandosi nel cuore di Roma, ogni scavo profondo richiederà un coordinamento costante con le Soprintendenze competenti per evitare improvvisi blocchi dei lavori.
Il sistema integrato prevede non solo il ponte ad arco principale, ma una fitta rete di rampe di raccordo con l’autostrada Roma-Fiumicino (A91) e la Via del Mare, ridefinendo in modo radicale l’accessibilità all’EUR e al quartiere Magliana.

SS342 “BRIANTEA”: AL VIA I 15 MESI DI ISOLAMENTO PER IL PONTE DI BRIVIO
Dal 4 maggio, lo storico Ponte di Brivio, snodo vitale della statale SS342 “Briantea” tra le province di Lecco e Bergamo, viene interamente chiuso al traffico. Anas ha previsto una durata del cantiere stimata in 15 mesi, una decisione che sta sollevando forti preoccupazioni per l’economia e il tessuto produttivo della Brianza e del bergamasco, aree caratterizzate da un intenso traffico commerciale.
Il manufatto, inaugurato originariamente nel 1917, rappresenta un esempio storico di ingegneria del Novecento in cemento armato, celebrato per le sue tre grandi arcate che scavalcano il fiume Adda. L’azione del tempo e l’incremento esponenziale dei carichi pesanti moderni hanno reso l’intervento di restauro e consolidamento statico non più differibile. Le operazioni principali si concentreranno sul risanamento profondo del calcestruzzo tramite idrodemolizione delle parti degradate e successivo ripristino corticale con malte tixotropiche ad alta resistenza.
Parallelamente, si procederà all’adeguamento sismico e strutturale del ponte. Saranno installati nuovi isolatori sismici e giunti di dilatazione di ultima generazione, oltre a un rinforzo mirato degli impalcati per adeguarli alle normative tecniche vigenti (NTC 2018). La vera sfida immediata resta comunque quella logistica: con il ponte completamente sbarrato, i flussi di traffico che superano i 20.000 veicoli al giorno dovranno essere interamente dirottati sui ponti limitrofi di Olginate e Trezzo sull’Adda, mettendo a dura prova la tenuta della rete viaria secondaria.

VENETO: CONSEGNATO IL NUOVO PONTE DI VIA ZERMANESA A CASALE SUL SILE
Mentre i grandi cantieri nazionali pianificano le loro scadenze a lungo termine, la viabilità locale veneta raggiunge un traguardo significativo. Si segna, infatti, la conclusione dei principali disagi legati al cantiere di rifacimento strutturale del ponte di via Zermanesa a Casale sul Sile, in provincia di Treviso.
L’intervento si era reso indispensabile a causa dell’avanzato stato di deterioramento delle vecchie strutture portanti e, soprattutto, per urgenti ragioni di sicurezza idraulica. Il vecchio manufatto creava infatti una pericolosa strozzatura per il corso d’acqua sottostante durante gli eventi meteorologici estremi. Per ovviare al problema, la nuova tecnologia costruttiva ha previsto un impalcato con struttura mista in acciaio-calcestruzzo, capace di garantire una maggiore luce libera inferiore ed eliminando del tutto le pile in alveo, ottimizzando così il deflusso idrico.
Oltre al miglioramento ingegneristico della carreggiata stradale, l’opera è stata progettata seguendo i moderni criteri di pianificazione urbana sostenibile. Accanto alle corsie veicolari è stata infatti integrata una nuova pista ciclo-pedonale protetta e isolata dal traffico, che permette di connettere in piena sicurezza i quartieri residenziali periferici con il centro cittadino.

ANCONA: PROGETTO DI CHIRURGIA STRUTTURALE PER IL VIADOTTO “FALCONARA 1”
Nelle Marche entra in una fase cruciale la pianificazione del maxi-intervento di manutenzione straordinaria del Viadotto Falconara 1. Si parla di un’infrastruttura chiave per le dinamiche economiche regionali, fungendo da snodo di collegamento principale tra la Strada Statale 16 “Adriatica”, il porto di Ancona e l’aeroporto delle Marche.
I viadotti realizzati tra gli anni ’70 e ’80 lungo la costa adriatica risentono fortemente della degradazione da aerosol marino. I cloruri presenti nell’aria accelerano infatti la corrosione delle armature metalliche interne al calcestruzzo, e il “Falconara 1” necessita di una rigenerazione profonda. Per incrementare la resistenza a flessione e taglio delle travi dell’impalcato senza appesantire la struttura, i progettisti hanno previsto l’applicazione diffusa di materiali compositi avanzati, nello specifico fibre di carbonio note in ambito tecnico come FRP (Fiber Reinforced Polymers).
I lavori toccheranno anche i nodi strutturali più critici con la sostituzione completa dei vecchi appoggi in neoprene, che lasceranno il posto a dispositivi di isolamento sismico capaci di dissipare l’energia ondulatoria, una precauzione fondamentale per un’opera situata in un territorio costiero storicamente esposto a eventi tellurici. Per limitare l’impatto economico sul trasporto merci, l’impresa esecutrice dovrà operare mantenendo il cantiere a traffico aperto, ricorrendo a complessi scambi di carreggiata per garantire la circolazione su un’unica corsia per senso di marcia.
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