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WR 250: la prima volta in Italia

La nuova stabilizzatrice/riciclatrice WR 250 sostituisce l'ammiraglia WR2500 che ha assicurato per Wirtgen 20 anni di successi in tutto il mondo e più di 1.500 unità costruite negli ultimi dieci anni. In Italia è stata impiegata per la prima volta dall'Impresa Ecovie per un intervento di riciclaggio a freddo con bitume schiumato sulla A22 Modena-Brennero

Tutto nasce nel 1994 con lo sviluppo della prima WR2500. L’architettura della classica pulvimixer veniva sostanzialmente innovata con un progetto più sofisticato, ma al contempo aggressivo e facilmente adattabile alle varie applicazioni del cantiere, uscendo così dal concetto di semplice stabilizzatrice o “reclaimer”.

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  • La nuova stabilizzatrice/riciclatrice WR 250 sostituisce l’ammiraglia WR2500 che ha assicurato per Wirtgen 20 anni di successi in tutto il mondo e più di 1.500 unità costruite negli ultimi dieci anni
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    La nuova stabilizzatrice/riciclatrice WR 250 sostituisce l’ammiraglia WR2500 che ha assicurato per Wirtgen 20 anni di successi in tutto il mondo e più di 1.500 unità costruite negli ultimi dieci anni
  • Il riciclaggio a freddo è l’ambito applicativo dove Wirtgen da sempre ha dimostrato un chiaro vantaggio di carattere tecnologico e produttivo
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    Il riciclaggio a freddo è l’ambito applicativo dove Wirtgen da sempre ha dimostrato un chiaro vantaggio di carattere tecnologico e produttivo
  • La prima WR 250 è stata testata dall’Impresa Ecovie di Padova che, nel mese di Settembre e Ottobre, l’ha utilizzata in una serie di applicazioni
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    La prima WR 250 è stata testata dall’Impresa Ecovie di Padova che, nel mese di Settembre e Ottobre, l’ha utilizzata in una serie di applicazioni
  • Il lavoro eseguito sulla Modena-Brennero fa parte di una serie di interventi di manutenzione straordinaria destinati a migliorare le condizioni di portanza dello strato di base
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    Il lavoro eseguito sulla Modena-Brennero fa parte di una serie di interventi di manutenzione straordinaria destinati a migliorare le condizioni di portanza dello strato di base
  • Il Geom. Fabrizio Furlan dell’Impresa Ecovie
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    Il Geom. Fabrizio Furlan dell’Impresa Ecovie
  • La comparazione delle caratteristiche tecniche tra la nuova WR 250 e il modello WR 2500 S
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    La comparazione delle caratteristiche tecniche tra la nuova WR 250 e il modello WR 2500 S
  • La WR 250 è la macchina più potente della nuova generazione WR
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    La WR 250 è la macchina più potente della nuova generazione WR
  • Le nuove motorizzazioni offrono una potenza adeguata anche durante i passaggi di stabilizzazione più impegnativi in cui si arriva alla massima profondità
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    Le nuove motorizzazioni offrono una potenza adeguata anche durante i passaggi di stabilizzazione più impegnativi in cui si arriva alla massima profondità
  • Importante ruolo gioca anche l’elettronica avanzata, che permette il controllo della trazione, del tamburo, dei dosaggi di materiali e di tutte le funzioni vitali della macchina
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    Importante ruolo gioca anche l’elettronica avanzata, che permette il controllo della trazione, del tamburo, dei dosaggi di materiali e di tutte le funzioni vitali della macchina

Nel 1996 la WR2500 veniva impiegata in Sudafrica con la tecnica del bitume schiumato su 18 km e su 5 km con emulsione, secondo la tecnica del riciclaggio a freddo in situ in senso attuale.

Da allora la WR è diventato il sinonimo di stabilizzatrice/riciclatrice moderna.

Come noto, il riciclaggio a freddo è l’ambito applicativo dove Wirtgen da sempre ha dimostrato un chiaro vantaggio di carattere tecnologico e produttivo rispetto alla Concorrenza. Il riciclaggio a freddo e la stabilizzazione non sono processi complessi dal punto di vista operativo se valutati in termini concettuali; ma traslare nella pratica di cantiere questi concetti richiede macchine robuste, affidabili, con ottima trazione, potenza sufficiente per rendere possibile un’adeguata miscelazione dei vari materiali e il perfetto dosaggio dei vari leganti e dell’acqua: in breve, una difficile sfida per i Progettisti e i Costruttori.

Non è un caso che il Sudafrica in quegli anni mostrasse interesse per il riciclaggio e per il bitume schiumato (che nuovo non era nella sua concezione a livello di ricerca): il Paese era impegnato nella riqualificazione del patrimonio viario. Occorreva riutilizzare i materiali esistenti ma, nello stesso tempo, ricaratterizzare a livello strutturale la viabilità già presente. Il tutto in modo economico e con i materiali a disposizione.

Il vantaggio del bitume schiumato

Lo schiumato era ed è un’alternativa facile e pratica, perché non richiede altro che normale bitume caldo che, grazie al processo di schiumatura appunto, può legarsi con ottimi livelli prestazionali ad aggregati freddi e umidi. Un modo alternativo di lavorare con il bitume senza scaldare preventivamente l’aggregato.

Allora questo era visto come un enorme vantaggio. E continua ad esserlo in molti Paesi del mondo, tra cui l’Italia che ha trovato nel riciclaggio a freddo una valida alternativa da almeno 15 anni. Oggi però troppa semplicità forse disturba il mercato e talvolta si assiste alla scalata di leganti miracolosi e di tutto quello che può servire a giustificare la crescita del loro prezzo. Tutti i leganti bituminosi – nel loro giusto contesto – se la miscela è ben progettata e messa in opera correttamente, hanno la possibilità di creare ottimi riciclati a freddo; ma tutte le miscele hanno intrinsecamente un basso contenuto di bitume (qualsiasi legante si usi); grazie però a qualche “spezia chimica” oggi alcuni tendono ad essere assimilati, quasi emotivamente, a conglomerati freddi che magari però di legante ne hanno il doppio. Ma questa è un’altra storia.

Il cantiere Ecovie

La storia di oggi è invece quella del riciclaggio a freddo nella sua essenza, quella della prima WR 250 arrivata in Italia; è stata testata dall’Impresa Ecovie di Padova che, nel mese di Settembre e Ottobre, l’ha utilizzata in una serie di applicazioni, tanto per la stabilizzazione, quanto per il riciclaggio a freddo di conglomerato bituminoso.

Il lavoro eseguito sulla Modena-Brennero fa parte di una serie di interventi di manutenzione straordinaria destinati a migliorare le condizioni di portanza dello strato di base. Il risanamento ha interessato un tratto di 2.100 m sulla carreggiata Nord a partire dal km 270, in corrispondenza del ponte che attraversa il fiume Po.

Una volta scarificato il tappeto d’usura e il binder, si è intervenuti per una profondità di 20 cm; la macchina ha miscelato il materiale, composto dal 20% di conglomerato bituminoso e dall’80% di misto cementato, cui è stata aggiunta una percentuale di bitume del 3% e del 2,8% di cemento. Durante le fasi di lavorazione, la WR 250 ha garantito un avanzamento tra gli 8 e gli 8,5 m/min., dimostrando di essere all’altezza delle produzioni assicurate dalle WR2500 e WR2500S, cioè di quelle stabilizzatrici/riciclatrici che, nel mondo, hanno fatto appunto la storia del riciclaggio a freddo e della stabilizzazione.

Kraftpaket: un concentrato di potenza

La WR 250 è dunque la macchina più potente della nuova generazione WR. È studiata per la stabilizzazione di terreni argillosi più difficili e mostra i suoi punti di forza anche nelle applicazioni di riciclaggio dove trasforma pavimentazioni stradali per uno spessore anche di 25 cm in un granulato omogeneo. La WR 250 nasce da un progetto completamente nuovo che la accomuna alle sorelle WR 200 e WR 240, e rappresenta dunque il naturale completamento di gamma.

Rispetto al modello precedente, la macchina si distingue innanzitutto per la diversa architettura, caratterizzata dalla cabina avanzata, che può vantare una geometria e una disposizione dei comandi in grado di migliorare in modo sostanziale comfort ed ergonomia.

La nuova stabilizzatrice/riciclatrice è inoltre caratterizzata da una motorizzazione che, pur essendo in linea con gli standard europei sulle emissioni, assicura una grande potenza. La WR 250 ha dimostrato anche migliori doti di manovrabilità e produttività rispetto alla storica WR2500S, ormai uscita di produzione.

Un radicale rinnovamento

Importante ruolo gioca anche l’elettronica avanzata, che permette il controllo della trazione, del tamburo, dei dosaggi di materiali e di tutte le funzioni vitali della macchina.

La WR 250 si distingue anche per una disposizione ottimale dei pesi, il che la rende equilibrata e stabile. Caratteristiche garantite inoltre dai quattro cilindri di sollevamento oscillanti che rispondono automaticamente per compensare eventuali forti asperità del terreno con un’escursione di 500 mm.

A migliorare ulteriormente stabilità, operabilità e sicurezza contribuisce anche un sensore elettronico per la regolazione della pendenza desiderata. La macchina è oggi inoltre dotata di un dispositivo che esegue le operazioni di attacco e stacco del tamburo, in grado di sgravare l’operatore da questo compito, permettendogli così di concentrarsi sugli aspetti più cruciali di stabilizzazione e del processo di riciclaggio a freddo.

È nuova la possibilità di variare in modo flessibile, anche dalla cabina, il regime di rotazione del rullo fresante; ciò grazie allo specifico design, studiato per aumentare la produttività della macchina, ottenendo un’eccellente qualità di miscelazione e una grande velocità di avanzamento.

Le nuove motorizzazioni, che si avvantaggiano di un’elettronica che permette di ottenere sempre la coppia più efficace senza compromettere i consumi, offrono una potenza adeguata, anche durante i passaggi di stabilizzazione più impegnativi in cui si arriva alla massima profondità.

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