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Pavimentazione in calcestruzzo per la galleria di Laives

La realizzazione di una pavimentazione in calcestruzzo per la più lunga e complessa galleria stradale in provincia di Bolzano

Guida per l’avanzamento delle finitrici sono stati i marciapiedi che, oltre a garantire un piano di avanzamento privo di irregolarità, dovevano essere sufficientemente portanti per sopportare gli enormi pesi delle macchine. Mediante le due finitrici, poste una di seguito all’altra, la posa dello strato superiore di calcestruzzo avveniva quando quello sottostante era ancora fresco.

Il calcestruzzo dello strato inferiore era scaricato davanti alla prima finitrice che, mediante una lama, provvedeva alla sua stesa e quindi a livellarlo con dispositivi di vibrazione e profilatura. Contemporaneamente, sempre davanti alla prima finitrice, veniva scaricato in una tramoggia il calcestruzzo dello strato superiore che un nastro trasportatore scaricava poi dietro di essa, di modo da essere steso e livellato dalla seconda finitrice. La piattaforma di lavoro, che chiudeva il treno di stesa era dotata di un apposito braccio per l’applicazione in maniera uniforme sulla superficie finita di una dispersione costituita da additivo ritardante e antievaporante (150-200 g/m²), che rallentava la presa dello strato superiore del calcestruzzo e consentiva il successivo trattamento superficiale.

Per evitare rallentamenti o interruzioni, è stato necessario garantire una regolare fornitura del calcestruzzo, con due impianti di betonaggio separati.

Dopo circa 6 ore dalla fine della stesa si procedeva alla spazzolatura meccanica della superficie e alla rimozione della malta superficiale per mettere in esposizione l’aggregato più grosso e conferire alla pavimentazione la prevista macrorugosità. Dopo la spazzolatura la superficie veniva nuovamente irrorata uniformemente con un prodotto antievaporante. Il pretaglio dei giunti veniva eseguito dopo circa 8 ore dalla stesa del calcestruzzo, quando il calcestruzzo era sufficientemente duro, per evitare scheggiature, ma prima che iniziasse il processo di fessurazione da ritiro.

La seconda fase di realizzazione della pavimentazione, quella di sigillatura dei giunti, è avvenuta al termine del periodo di maturazione del calcestruzzo, ovvero circa dieci giorni dopo la fine dei lavori di stesa. Si è proceduto all’allargamento con dischi diamantati della parte superiore dei tagli precedentemente realizzati e alla smussatura dei bordi a 45°.

Conclusioni 

La galleria Laives è stato uno dei primi casi in Italia in cui si è deciso di sfruttare i vantaggi derivanti dall’uso del calcestruzzo nelle pavimentazioni in galleria.

I benefici economici, che andranno valutati nell’arco dell’intera vita utile della pavimentazione, derivano dalla maggior longevità (30-40 anni) e dai limitati interventi di manutenzione, ma anche dalla riduzione dei consumi energetici per l’illuminazione.

A questi si aggiunge l’importante contributo alla sostenibilità ambientale, visto che maggiore durata e ridotta manutenzione significano anche ridotto consumo di materie prime oltre che possibilità di recupero e di riciclo dei materiali al termine del suo ciclo di vita. Ma, come detto inizialmente, la ragione principale della scelta del calcestruzzo per la pavimentazione, lo stesso per il quale in Italia si sta assistendo negli ultimi tempi a un crescente interesse nei confronti di questo tipo di pavimentazioni, è quello riguardante la sicurezza per le persone e la circolazione stradale. In caso d’incendio all’interno di una galleria, la soluzione in calcestruzzo rispetto a quella in conglomerato bituminoso, così come dimostrano diversi studi e ricerche, contribuisce ad aumentare la sicurezza, perché riduce il carico di incendio, non emette gas o fumi tossici e, mantenendo inalterate le proprie caratteristiche fisiche e strutturali, non ostacola l’evacuazione degli utenti e le attività di soccorso. Inoltre, anche l’elevato indice di riflessione della pavimentazione chiara dà il suo contributo migliorando la visibilità e quindi l’attenzione degli utenti.

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