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La manutenzione stradale tramite il microtappeto a freddo (Slurry Seal)

Un esempio di tecnica di manutenzione alla viabilità del Comune di Fano (PU)

Lo sviluppo dei microtappeti a freddo

La tecnica del microtappeto a freddo nacque negli anni Trenta con il nome di Slurry Seal e consisteva in una malta bituminosa composta da aggregati fini (tipicamente Dmax ≤ 4 mm), emulsione bituminosa, acqua ed eventuali additivi. Tutte le componenti erano mescolate e stese direttamente in sito tramite appositi macchinari. Appena applicato era caratterizzato da una colorazione nocciola, era molto lavorabile e facile da distribuire. Dopo la stesa e lisciatura il processo di presa, prima della apertura al traffico, richiedeva da qualche ora a un giorno in quanto avveniva per effetto termico, legato all’evaporazione dell’acqua, e quindi molto influenzato delle condizioni climatiche. La sua vita utile poteva variare tra due e cinque anni in funzione della condizione della vecchia pavimentazione, del traffico e delle azioni esterne.

Lo Slurry Seal aveva gli obiettivi primari di ripristinare le caratteristiche funzionali (aderenza, comfort di guida e visibilità) della pavimentazione e di sigillare la fessurazione superficiale di una pavimentazione stradale, impedendo la penetrazione dell’acqua nella sovrastruttura, così da preservare le proprietà residue della sovrastruttura e ritardare l’intervento di manutenzione correttiva. Negli anni Settanta questa tecnica si sviluppò, migliorando proprietà e modalità operative, e prese il nome di microsurfacing (o microtappeto a freddo). L’impiego di emulsioni di bitume modificato, cemento o calce e additivi, non solo incrementarono le prestazioni, ma permisero una fase di presa controllata per processo chimico, molto più veloce a confronto con quella dei prodotti di prima generazione. I microtappeti a freddo, potendo usare anche aggregati con pezzature più grandi (tipicamente Dmax ≤ 12 mm) e di migliore qualità, offrivano inoltre livelli di aderenza ancor più elevati. L’equipaggiamento di produzione permette la miscelazione in continuo e la successiva stesa del prodotto direttamente sulla superficie della pavimentazione. Dopo la stesa, il microtappeto a freddo appare di colorazione marrone scuro e, man mano che l’acqua è espulsa dal mastice, velocemente tende al nero. Generalmente il processo di presa coesiva, prima dell’apertura al traffico, richiede dai 45 ai 60 minuti circa. La sua vita utile, grazie a materiali costituenti di elevato pregio, può variare tra cinque e sette anni in funzione della condizione della vecchia pavimentazione, del traffico e delle azioni esterne.

Pertanto, gli obiettivi oggi perseguibili con l’applicazione di un microtappeto a freddo sono il raggiungimento di prestazioni di aderenza del tutto superiori a qualsiasi altro prodotto, alta stabilità, coesione e resistenza ai carichi e agenti esterni tale da permettere un forte fissaggio e sigillatura durevole della pavimentazione finalizzata ad estendere la vita utile della pavimentazione esistente, la possibilità di applicazione in spessore per sanare l’ormaiamento superficiale o in due strati per dare maggiore struttura laddove, specifiche esigenze di traffico, la richiedessero. Ulteriori vantaggi sono legati alla elevata produttività che permette una veloce cantierizzazione e riapertura al traffico, al basso costo, alla omogeneità del prodotto che permette un piacevole effetto estetico, all’impatto ambientale ridotto grazie ad una produzione eseguita a temperatura ambiente che riduce drasticamente il consumo energetico, l’emissione di fumi e l’interazione con il contesto urbano e alla sicurezza in quanto, lavorando a freddo, molte precauzioni dovute alle alte temperature operative non sono più necessarie. Questa tecnica diede origine a vari prodotti presenti oggi nel mercato con diversi nomi commerciali che, pur distinguendosi per alcune componenti e proprietà caratterizzanti, sono accomunati dagli stessi principi e modalità di uso. Nel presente articolo si preferisce usare il termine generale di microtappeto a freddo intendendo quella famiglia di prodotti facenti parte dell’ultima generazione dello sviluppo della tecnica Slurry Seal, in tutte le sue possibili varianti (dimensione massima, granulometria, tipo di legante, velocità di rottura dell’emulsione, tipo di additivo, ecc.).

La preparazione del piano di posa

Prima di applicare un microtappeto a freddo è buona prassi adeguare il piano di posa al fine di massimizzare efficacia dell’intervento stesso. Le operazioni preparative suggerite sono:

  • sigillatura delle macrofessure con legante bituminoso e tamponatura superficiale con sabbia almeno tre mesi prima dell’applicazione del trattamento superficiale;
  • chiusura di buche o esecuzione di rappezzi almeno sei mesi prima dell’applicazione del trattamento superficiale;
  • rimozione di oli o bitume trasudato tramite leggera fresatura;
  • pulizia della superficie (meglio se con spazzole di acciaio);
  • ripristinare la planarità e le pendenze della pavimentazione.

I requisiti tecnici

L’emulsione bituminosa dovrà essere appositamente formulata per garantire un tempo di miscelazione con gli aggregati e il cemento superiore ai 90 secondi, così da ottenere una malta omogenea. Appena impastata, la malta è subito stesa con il banco della macchina e l’emulsione deve reagire in maniera tale da consentire l’apertura al traffico in un tempo compreso tra i 30 e i 60 minuti a seconda della stagionalità dell’intervento. Tipicamente il cemento impiegato è il cemento di tipo Portland CEM I 32.5 N (UNI EN 197-1).