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Dalla spesa all’investimento, dallo spreco al risultato

Gestire il patrimonio stradale nella crisi economica significa gestirlo meglio, con più economia reale e più risultati. Per l'economia delle Amministrazioni ma anche per quella di Imprese e cittadini. Perchè l'economia è una sola.

La crisi finanziaria ha intaccato l’economia reale. Anche le strade. Il settore delle costruzioni e delle manutenzioni stradali vede a rischio lavoro e sopravvivenza e la Pubblica Amministrazione mette a rischio la vita delle strade che, ormai prive di manutenzione e adeguamenti, rischiano il collasso strutturale.

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  • Ma quanta acqua passa di qua? Una crepa così distrugge la strada, che poi va ricostruita dal sottofondo con costi decisamente superiori
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    Ma quanta acqua passa di qua? Una crepa così distrugge la strada, che poi va ricostruita dal sottofondo con costi decisamente superiori
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  • Un esempio di monostrati con emulsione a 65% e inerte calcareo in provincia di Modena (zona di Finale Emilia, oggi terremotata) realizzati tra il 1990 e il 1995 e mai più ritoccati: manutenzioni che funzionano, resistono e fanno risparmiare
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    Un esempio di monostrati con emulsione a 65% e inerte calcareo in provincia di Modena (zona di Finale Emilia, oggi terremotata) realizzati tra il 1990 e il 1995 e mai più ritoccati: manutenzioni che funzionano, resistono e fanno risparmiare
  • Le condizioni della strada, come risultava nel 2010, a seguito dell’intervento del  1989 sulla S.S. 9 “Via Emilia” (fra Diegaro e Capocolle). Scopo dell’intervento è stata la messa in sicurezza delle curve: il trattamento superficiale è stato realizzato con emulsione elastomerizzata e inerte baslatico. Negli stessi anni, i tratti precedenti e successivi sono stati riasfaltati probabilmente quattro o cinque volte
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    Le condizioni della strada, come risultava nel 2010, a seguito dell’intervento del  1989 sulla S.S. 9 “Via Emilia” (fra Diegaro e Capocolle). Scopo dell’intervento è stata la messa in sicurezza delle curve: il trattamento superficiale è stato realizzato con emulsione elastomerizzata e inerte baslatico. Negli stessi anni, i tratti precedenti e successivi sono stati riasfaltati probabilmente quattro o cinque volte
  • La strada in due foto scattate nel 2010, a Castiglione Savio di Ravenna sulla S.P. 51, mantenuta con rappezzature sistematiche dal 1990 circa fino al 2005, quando è stata ricoperta con uno strato di slurry seal, quindi con ridottissimi costi nel tempo
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    La strada in due foto scattate nel 2010, a Castiglione Savio di Ravenna sulla S.P. 51, mantenuta con rappezzature sistematiche dal 1990 circa fino al 2005, quando è stata ricoperta con uno strato di slurry seal, quindi con ridottissimi costi nel tempo

Il problema della manutenzione e degli adeguamenti stradali è grave e riguarda tutti, non il solo settore, perché le strade insicure mettono a rischio l’incolumità di ognuno e perché senza strade non c’è né economia né Stato. Un disastro ormai fin troppo annunciato che si potrà evitare solo con nuove consapevolezze e scelte. 

In primis, comprendendo che se le strade sono un interesse primario della Nazione, qualche attenzione dovrebbero avere anche le Imprese della filiera che costruiscono e mantengono le strade efficienti, e non farle morire di mancati pagamenti. Inoltre, il problema non è solo nella crisi economica ma probabilmente anche nella già scarsa economicità ed efficacia delle prassi gestionali e manutentive a tutt’oggi più diffuse, troppo legate a poche tecniche e forse proprio le più costose.

Le panacee non esistono. Ma le sinergie sì 

Forse proprio questo è il nostro problema: la convinzione tutta italiana che tutto, anche la manutenzione, si faccia con il conglomerato e che questo sia sempre “la soluzione” migliore, anche quando si tratti di pavimentare una strada di campagna (senza fondazione) o una strada di collina (soggetta a movimenti) come si trattasse di fare autostrade ovunque e sempre. Non è così, non esiste una panacea per qualsiasi strada, esigenza, ambiente, clima, tipo di traffico e di utilizzo.

Come dimostrano qualità, sicurezza e costi delle strade in molti Paesi europei, in particolare quelli che hanno gestioni del patrimonio stradale più precise e differenziate della nostra e che, tra l’altro, impiegano di più e meglio il bitume nella sua forma più flessibile, efficace e specializzata: quella fredda delle emulsioni bituminose, anche per proteggere e valorizzare di più nel tempo il conglomerato stesso.

Indispensabile riqualificazione. Ma con quali risorse?

Diversificare le tecniche manutentive ed i relativi costi, riducendoli, è l’unica via che consente di realizzare qualità e insieme di recuperare le risorse necessarie agli investimenti, e soprattutto è l’unica soluzione praticabile oggi, con i budget delle Amministrazioni sempre più ristretti.

Manutenzione: farla per risparmiare, è un investimento

I mancati interventi manutentivi odierni rappresentano un costo enorme, anche solo in termini di danni e depauperamento del nostro patrimonio collettivo di strade.

Il più delle volte, poi, lo spreco è dovuto a cattiva informazione e scarsa conoscenza, non a cattiva volontà, e spesso le manutenzioni non vengono realizzate proprio perché si pensa a tipologie di intervento costose (e non sempre efficaci), ritenendo così di non potersele più permettere con il budget disponibile.

Quando invece ciò che conta davvero è garantire impermeabilizzazione alla strada. Con poche migliaia di euro l’anno è possibile migliorare enormemente la qualità di gestione del patrimonio stradale.

Cambiare idea e farlo presto

Possiamo quindi di certo affermare che il patto di stabilità blocca investimenti oggi quanto mai necessari e potenzialmente produttivi, ma non per questo possiamo fermarci e permettere che il nostro patrimonio stradale vada in malora.

In attesa che le risorse si sblocchino, possiamo e dobbiamo dare ad ogni nostro intervento sulle strade la qualità ed il valore di un investimento e smetterla, invece, con i costi ripetuti. Dobbiamo analizzare realtà ed evoluzione delle cose, per fare scelte più consapevoli subito, finché siamo in tempo. E dovremo farlo tutti.

Le P.A. per avviare un circolo virtuoso in cui si spenda meno e si investa di più, fermando subito quello vizioso che proprio loro hanno innescato comperando prezzi invece che risultati. E le Imprese per offrire più tecniche, più efficienza e più competitività reale, quella che si misura sui risultati e paga la qualità, riconoscendole il giusto prezzo.

E sarà indispensabile farlo subito, finché ancora si può.