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Varato il nuovo ponte di Ravina sull’Adige: ingegneria e sicurezza idraulica per la viabilità di Trento 

Portata a termine con successo la traslazione dell’impalcato metallico da mille tonnellate sopra il vecchio attraversamento. L’opera a campata unica eliminerà le pile nell’alveo, ridefinendo gli accessi al Polo universitario e ospedaliero. 

Nel cantiere dell’attraversamento di Ravina è stata completata con successo una delle fasi ingegneristiche più complesse e delicate dell’intera opera: la traslazione nella posizione definitiva del nuovo ponte sull’Adige. La struttura metallica, caratterizzata da una massa imponente di circa mille tonnellate e da una lunghezza complessiva di 103 metri, è stata posizionata sopra il preesistente attraversamento stradale secondo una rigida e prefissata scansione del cronoprogramma dei lavori.  

L’operazione di movimentazione, ad alto contenuto tecnologico, si è avvalsa dell’impiego sinergico di due slitte d’acciaio ad alta resistenza e di uno speciale carrello per il trasporto pesante, garantendo lo scorrimento controllato dell’opera tra le due sponde del fiume senza interferire negativamente con l’equilibrio statico circostante.  

L’intervento, che comporta un investimento finanziario complessivo di 16 milioni di euro, prevede la sostituzione integrale dell’infrastruttura preesistente in calcestruzzo armato con un’opera interamente in carpenteria metallica. La peculiarità progettuale risiede nell’architettura a campata unica di 103 metri, concepita appositamente per eliminare la presenza delle pile intermedie oggi affondate nel letto del fiume.  

Con la struttura principale ormai correttamente varata, le lavorazioni sul cantiere proseguiranno con l’avvio immediato della fase di demolizione del ponte in calcestruzzo e la conseguente bonifica ed estrazione degli elementi strutturali immersi. La completa rimozione dei sostegni dall’alveo permetterà un considerevole ampliamento della sezione idraulica dell’Adige, riducendo drasticamente le criticità d’alveo in occasione degli eventi di piena e innalzando gli standard di sicurezza idraulica di tutto il comparto territoriale.  

La realizzazione del nuovo ponte risponde a una duplice esigenza strategica per la mobilità della Provincia autonoma di Trento: da un lato ammodernare un attraversamento su cui non si interveniva da circa quarant’anni, dall’altro efficientare la fluidità dei collegamenti di accesso alla città capoluogo.  

La nuova opera viaria si inserisce infatti come tassello fondamentale nel quadro strategico di riordino della viabilità per l’area destinata ad accogliere il futuro Polo universitario e ospedaliero di Trento. L’eliminazione dei colli di bottiglia e il rinnovo delle infrastrutture di collegamento tra le sponde dell’Adige assicurano la continuità e la sostenibilità dei flussi di traffico attesi per il nuovo nodo direzionale e sanitario regionale.