L’infrastruttura strategica permetterà l’interconnessione tra la linea convenzionale e il nuovo tracciato AV/AC, segnando un passo decisivo verso l’attivazione della tratta prevista entro la fine dell’anno.
Il cammino verso il completamento della linea ferroviaria ad Alta Velocità/Alta Capacità tra Brescia Est e Verona segna una nuova, fondamentale tappa con l’attivazione definitiva del Bivio Mazzano. Nonostante l’opera non abbia occupato le prime pagine con il clamore delle grandi cerimonie, rappresenta un pilastro tecnico imprescindibile per l’intero progetto.
La configurazione finale di questo snodo permette ora a qualsiasi convoglio ad alta velocità in partenza dalla stazione di Brescia di congiungersi fisicamente alla nuova infrastruttura, integrando il flusso della linea tradizionale Milano-Venezia con il tracciato moderno.
Secondo quanto riferito dal consorzio Cepav due, general contractor della maxi-opera commissionata da Rete Ferroviaria Italiana, il Bivio Mazzano era già operativo in forma provvisoria dalla fine del 2024. Tale assetto iniziale era stato concepito per agevolare la logistica di cantiere, consentendo il trasporto e la posa di ballast, traverse e rotaie senza interrompere l’esercizio ferroviario ordinario.
Con il passaggio alla configurazione definitiva, avvenuto in concomitanza con la posa dell’ultimo metro di binari, il bivio è stato pienamente equipaggiato con gli apparati tecnologici necessari per gestire lo scambio dei treni tra la rete storica e quella AV/AC in entrambe le direzioni.
Parallelamente, a circa 48 chilometri di distanza, è stata ultimata anche la fase due del Bivio Lugagnano, situato alle porte di Verona. Questa infrastruttura gemella garantirà l’interconnessione sul versante veneto, completando il sistema di accessi del primo lotto funzionale della Brescia-Verona.
Mentre si attende l’avvio dei treni prova nel mese di giugno, il cronoprogramma punta alla piena operatività della linea entro la fine del 2025. Restano tuttavia da definire i tempi per l’uscita Est da Brescia, un tratto di oltre dieci chilometri attualmente in fase di progettazione e autorizzazione che richiederà un investimento stimato di circa un miliardo di euro.
Il quadro dei lavori si completa con l’avanzamento del sistema di gallerie di Lonato, l’opera più complessa dell’intero tracciato. Il complesso sotterraneo, lungo quasi otto chilometri, include una galleria naturale a doppia canna che rappresenta il manufatto più oneroso dell’opera.
Dopo la conclusione degli scavi avvenuta nel febbraio 2024 e la posa dell’armamento, i tecnici sono ora impegnati nell’installazione dei sistemi tecnologici e nella rifinitura dei bypass di sicurezza. Questi interventi, unitamente al Nodo AV/AC di Verona il cui completamento è previsto per il 2029, proiettano il sistema ferroviario del Nord Italia verso una nuova dimensione di efficienza e integrazione.
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