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Smart mobility: gli italiani usano il digitale solo per muoversi in auto

(La seguente notizia è ripresa dal web magazine di Anas “Le Strade dell’Informazione”)

L’analisi condotta dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale sui dati dell’Osservatorio Digitale e sostenibilità nell’Italia che produce e consuma

L’unico strumento digitale utilizzato regolarmente dai cittadini per la mobilità è il navigatore per gli spostamenti in auto (32%): tutte le applicazioni e servizi per la mobilità alternativa – dalle biglietterie online per i mezzi pubblici al car sharing – entrano nel quotidiano di percentuali esigue della popolazione (rispettivamente 7% e 4%).

Il dato emerge dall’analisi condotta dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale sui dati dell’Osservatorio Digitale e sostenibilità nell’Italia che produce e consuma.

Lo studio – realizzato dalla Fondazione con l’Istituto di Studi Politici San Pio V e in collaborazione con Confcommercio e Adiconsum – ha coinvolto e messo a confronto un campione di consumatori e uno di titolari di microimprese, misurando, secondo l’indice DiSi© (Digital Sustainability Index) creato dalla fondazione, la loro consapevolezza sulla sostenibilità, il livello reale di digitalizzazione e la propensione a usare il digitale come leva per uno sviluppo sostenibile.

Dall’analisi emerge come il 32% dei consumatori utilizza regolarmente un navigatore per i suoi spostamenti, ma appena il 5% consulta con frequenza app per la mobilità “dolce” che elaborano il percorso più breve combinando, ad esempio, bike sharing e mezzi pubblici; solo il 4% utilizza regolarmente app per il car/bike sharing e il carpooling, che consentono a più persone di muoversi in modo sostenibile al bisogno o di unirsi per fare insieme lo stesso percorso in auto. La stessa esigua percentuale si serve di app che monitorano il percorso per calcolare consumo e impatto ambientale degli spostamenti

“Il problema non è la conoscenza delle alternative green per la mobilità” sottolinea Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. “Per esempio, quando si indaga su questo tema emerge che circa 4 italiani su 10 dichiarano di conoscere il carpooling, ma non lo usano.

Il 64% sa che ci sono servizi di car sharing a disposizione, ma non li usa. Tra chi sa e chi agisce c’è uno scarto ancora importante e questo tema emerge regolarmente, in tutte le varie analisi condotte in questi anni con l’Osservatorio”.

Analizzando i dati in base alle dimensioni del comune di residenza, emerge un divario significativo in particolare sui piccoli centri. Nei comuni fino a 3.000 abitanti non si rileva alcuna differenza rispetto all’uso del navigatore per il trasporto privato (al 31% rispetto alla media della popolazione che è al 32%); in compenso, il 54% non conosce affatto l’esistenza di applicazioni per acquistare biglietti dei mezzi pubblici (contro il 32% nelle città con più di 250.000 abitanti); le applicazioni per facilitare la mobilità integrata non sono note al 49% della popolazione dei piccoli centri, contro il 31% nelle grandi città.

“Il punto qui è chiaro: il deserto di servizi per la mobilità alternativi all’auto privata, che caratterizza in particolare i centri più piccoli, fa sì che un cittadino, a prescindere dalla sua alfabetizzazione informatica, non possa conoscere, oltre che usare, le opportunità che il digitale offrirebbe per spostarsi in modo più sostenibile” spiega Epifani. “Non conoscere significa non chiedere e questo ostacola la possibilità di cambiamento”.

Le persone over 65, dal canto loro, sembrano restare fuori dalla mobilità smart tout-court. Nel campione, nessun rispondente tra i 65 e i 75 anni usa regolarmente alcun tipo di applicazione per la mobilità dolce o elettrica e appena il 7% si serve con continuità del navigatore; per confronto, tra i 25 e i 34 anni usano regolarmente il car sharing il 10% delle persone, e l’11% il car pooling; nella fascia anziana manca anche la conoscenza: sistematicamente, oltre i 2/3 del campione non sa dell’esistenza degli strumenti digitali dedicati alla mobilità. Il 71% non conosce nemmeno le app per acquistare biglietti del trasporto pubblico.

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