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Sistemi FRP: Le nuove linee guida 2026

Dalla qualificazione del prodotto ai controlli del Direttore dei Lavori: cosa prevedono le Linee Guida aggiornate a luglio 2026 dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per i sistemi FRP destinati al consolidamento strutturale degli edifici esistenti

Il nuovo quadro normativo per i compositi fibrorinforzati

Le Norme Tecniche per le Costruzioni prescrivono in modo rigoroso che tutti i materiali e i prodotti da costruzione, qualora vengano impiegati per uso strutturale, debbano essere perfettamente identificabili, in possesso di una specifica qualificazione all’uso previsto e costantemente oggetto di controllo nella fase di accettazione da parte del Direttore dei Lavori.

Quando tali materiali per uso strutturale risultano privi di una norma armonizzata di riferimento e non sono marcati CE, la legge impone che essi debbano essere in possesso del Certificato di Valutazione Tecnica, noto come CVT, rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale anche sulla base di apposite Linee Guida approvate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Fra i materiali che rientrano in questa fattispecie vi sono i compositi fibrorinforzati in matrice polimerica, comunemente identificati con l’acronimo FRP (Fiber Reinforced Polymer). Tali sistemi trovano un vastissimo impiego nell’ambito degli interventi di consolidamento strutturale delle costruzioni esistenti, garantendo elevate prestazioni meccaniche unitamente a un peso ridotto.

Per regolamentare in maniera aggiornata ed esaustiva questo settore, con il decreto numero 248 dell’11 agosto 2026 il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato le nuove “Linee guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti – Luglio 2026”.

Le novità rispetto al 2019 e i requisiti prestazionali

Questo importante documento aggiorna e sostituisce integralmente la precedente Linea Guida pubblicata nel 2019. Il testo aggiornato a luglio 2026 definisce con estrema precisione le classi prestazionali dei sistemi FRP, i protocolli delle prove di qualificazione da svolgere, i requisiti essenziali di durabilità, nonché le procedure complete per il rilascio e per il successivo mantenimento del Certificato di Valutazione Tecnica rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale. Inoltre, la nuova disciplina fissa stringenti obblighi in materia di tracciabilità delle forniture ed esplicita con accuratezza i controlli di accettazione che devono essere eseguiti direttamente in cantiere.

L’impiego efficace e sicuro dei rinforzi FRP per le costruzioni esistenti richiede un approccio rigorosamente integrato. Tale visione deve connettere in un unico flusso operativo le prestazioni intrinseche del materiale, la qualificazione iniziale, la durabilità nel tempo, il controllo costante della produzione e la corretta identificazione dei prodotti commerciali. Risulta del pari fondamentale garantire verifiche puntuali in cantiere e assicurare il massimo rispetto delle corrette procedure di installazione previste dai produttori.

Caratterizzazione delle resine, temperatura di transizione vetrosa e ruoli operativi

La Linea Guida approvata nell’agosto 2026 rafforza sensibilmente questa impostazione metodologica. Nel testo viene riservata una particolare attenzione alla caratterizzazione analitica delle resine impiegate come matrice polimerica e alla determinazione precisa della temperatura di transizione vetrosa, parametro imprescindibile per stimare il comportamento termomeccanico dei rinforzi nelle condizioni di esercizio.

La nuova impostazione definisce un chiaro percorso procedurale che chiama a responsabilità dirette e coordinate tutte le figure chiave della filiera costruttiva. Il Fabbricante del sistema, il Laboratorio incaricato dell’esecuzione delle prove, il Servizio Tecnico Centrale istituzionale, il Progettista dell’intervento di consolidamento, il Direttore dei Lavori responsabile del cantiere e l’Appaltatore esecutore delle opere sono tenuti a operare in stretta conformità con le prescrizioni stabilite dal nuovo quadro regolatorio per garantire la massima sicurezza strutturale.

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