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Roma: il 9° Report OICE sulla digitalizzazione e sulle “gare BIM”

In aumento dell’80,7% in numero e del 151,1% in valore sul 2024,

I “bandi BIM” sono stati 638, il 27 % del totale, il 91% dei casi negli affidamenti sopra soglia UE ma ancora soltanto il 35% delle gare contiene un capitolato informativo (era il 24% nel 2024).

Agenzia del Demanio, Ministero della difesa e Anas pubblicano il 40% del valore totale.

Sono questi alcuni dei dati emersi durante la presentazione del Rapporto OICE sulla digitalizzazione, diffusi oggi dall’OICE, l’Associazione delle società di ingegneria e di architettura aderente a Confindustria, nel corso di un seguitissimo webinar al quale ha portato i suoi saluti il Presidente dell’Anac Giuseppe Busia. Quest’ultimo nel suo intervento, cogliendo lo spirito delle attività OICE, ha sottolineato che “occorre innovare senza rinunciare alle garanzie, sperimentare senza indebolire i diritti e utilizzare l’IA senza divenirne prigionieri e perderne il controllo”.

Il rapporto (si veda la sintesi allegata) oltre all’usuale analisi delle gare BIM (gare con richiesta di modellazione elettronica, il c.d. BIM, Building Information Modelling) intende tracciare – grazie agli autorevoli contributi pervenuti da associazioni, operatori economici e rappresentanti del mondo accademico – un bilancio complessivo dell’evoluzione digitale e dell’applicazione dell’IA nel settore delle costruzioni e della professione, dando conto anche delle linee guida MIT sulla gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e delle recentissime linee guida AGiD sull’applicazione dell’IA.

Per Giorgio Lupoi, Presidente dell’Associazione: “l’ineluttabilità del percorso di digitalizzazione dei processi in ogni settore è ormai data per scontata e l’applicazione dell’IA è una realtà con la quale si confronta ognuno di noi quotidianamente. Il grado di maturazione di questo percorso, e soprattutto i suoi esiti incogniti, sono temi analizzati nel Report in chiave di criticità e problematiche da risolvere. Viene confermato il divario tra le realtà che stanno investendo nella digitalizzazione e quelle che ancora si avvicinano al tema in modo meno approfondito e organizzato; a tutti però è chiaro che indietro non si torna e che occorre organizzarsi, investire e studiare. L’Associazione segue queste dinamiche dal 2016 e oggi ha un Gruppo di lavoro sulla digitalizzazione e l’IA, guidato dai consiglieri Daniela Aprea e da Cristiano Cavallo, che ha in programma di approfondire anche lo stato dell’arte dell’applicazione dell’IA per arrivare ad una linea guida di indirizzo a beneficio degli associati OICE che dia conto delle esperienze concrete, con un approccio finalizzato alla condivisione dei risultati”. Rimane infine, come emerso nella relazione di Pietro Baratono, la necessità di adeguare il decreto parametri anche alla luce degli ulteriori compiti che emergono in base alle linee guida Mit sulla gestione informativa digitale”.

Per quanto attiene alle “gare BIM” del 2025 i risultati del Report sono stati illustrati dal Vice Presidente OICE con delega per la digitalizzazione, Alfredo Ingletti, che ha fra le altre cose sottolineato come “è ormai un dato di fatto che le più importanti gare italiane indette dai principali committenti presuppongano la modellazione elettronica del progetto e il 2025 rende palese la crescita significativa, prevalentemente nelle gare sopra soglia UE, delle procedure di gara con richiesta di redazione in BIM dei progetti”.

Nel report si evidenzia infatti che rispetto al 2024 le “gare BIM” crescono sia in numero che in valore: le procedure rilevate sono state 638, in aumento dell’80,7% rispetto all’anno precedente, mentre il valore complessivo ha raggiunto i 1.496 milioni di euro, con un incremento del 151,1% sul 2024.

Cresce anche il peso del BIM sul totale delle gare per servizi di ingegneria e architettura: la quota dei bandi che ne prevedono l’utilizzo sale al 27,0%, dal 13,2% del 2024, rappresentando il 56,5% del valore complessivo delle procedure, rispetto al 35,3% dell’anno precedente.

Il Rapporto evidenzia inoltre una crescente attenzione alla strutturazione documentale delle gare. In particolare, l’adozione dei capitolati informativi BIM tra i documenti di gara è salita dal 25,2% del 2024 al 34,3% nel 2025, segnalando un consolidamento – peraltro assolutamente insufficiente in termini assoluti – delle pratiche di gestione informativa negli appalti pubblici.

La quasi totalità delle gare si colloca sopra la soglia comunitaria dei 221.000 euro: sono 584 bandi dal valore complessivo di 1.488 milioni, pari rispettivamente al 91,5% e al 99,4% del totale. La maggior parte delle procedure riguarda attività di progettazione (71,9%).

In crescita il ruolo delle Amministrazioni dello Stato, che rappresentano il 27,9% dei bandi (21,0% nel 2024). Tra i principali enti appaltanti sono Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa e ANAS, che pubblicano bandi pari a circa il 40% del valore totale delle gare e in numero, pari al 17,4%.

Il Report OICE è consultabile al seguente link: https://www.oice.it/949721/2026-oice-9-rapporto-sulla-digitalizzazione

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