(La seguente notizia è ripresa dal web magazine di Anas “Le Strade dell’Informazione”)
Verifiche da parte della CML per le patologie che insorgono a patente ottenuta. Ex tossicodipendenti: sì all’idoneità, ma solo dopo un percorso riabilitativo
Non tutti possono rinnovare la patente: lo afferma l’articolo 119 del Codice della Strada. Il regolamento individua varie categorie di patologie che possono compromettere la guida di un veicolo.
Per ottenere il conseguimento della patente B bisogna essere fuori dalla categoria considerata ad “alto rischio” ed essere in possesso di specifici requisiti fisici e psichici per non mettere a rischio la propria vita e quella degli altri viaggiatori. La notizia è riportata dagli organi di stampa.
Alcune malattie come epilessia, sclerosi multipla, morbo di Parkinson e ictus possono essere un ostacolo per la guida. Nella fascia rientrano anche i problemi cardiaci: aneurisma dell’aorta con rischio di rottura improvvisa, insufficienza cardiaca severa, valvulopatie gravi, sindrome del QT lungo e la sindrome di Brugada riferita a sincopi.
Per chi soffre di angina da sforzo, il conseguimento della patente è previsto solo in casi di lieve entità. Per gli epilettici, ad esempio, è richiesto un certificato medico che attesti l’assenza di un anno di crisi e per gli episodi notturni senza perdita di conoscenza il periodo può essere inferiore.
Da monitorare anche i pazienti diabetici e in particolare coloro che non riescono a gestire autonomamente le crisi ipoglicemiche.
Per quanto riguarda le infermità visive e uditive, se il guidatore non raggiunge i parametri minimi previsti dalla legge, potrebbero verificarsi delle conseguenze per la sua idoneità al volante. Per la vista è necessario ottenere 10/10 visivi complessivi con circa 2/10 nell’occhio che vede meno.
Dall’idoneità non bisogna escludere le patologie psichiche e la dipendenza da alcol e stupefacenti: per gli ex tossicodipendenti è necessario dimostrare di aver superato un percorso di riabilitazione e disintossicazione.
Il secondo punto riguarda le patologie che insorgono anche dopo aver ottenuto la patente. In tali situazioni il conducente deve avvisare la Motorizzazione e smettere temporaneamente di guidare.
L’idoneità alla guida sarà analizzata da una Commissione Medica Locale, che ha il compito di valutare l’abilitazione nei casi di patologie rilevanti, spesso dopo una sospensione disposta dalla Motorizzazione.
La CML esamina ogni situazione sulla base dei parametri previsti dalla legge e al termine della verifica può dichiarare il conducente idoneo, idoneo con limitazioni o non idoneo, con revoca o sospensione della patente di guida.
> Resta sempre aggiornato: iscriviti alla Newsletter settimanale di Strade & Autostrade e seguici sulle nostre pagine social di LinkedIn e Facebook <
