Il Ministro Urso incontra le Regioni per fare il punto sulla filiera: nel primo trimestre 2026 si registra un incremento del 9,5% mentre il nuovo DPCM stanzia 1,6 miliardi di euro per sostenere l’offerta produttiva.
Il settore dell’automotive in Italia segna un importante punto di svolta nei primi mesi del 2026, confermando una tendenza positiva già avviata alla fine dello scorso anno. Durante un recente incontro tra il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e i rappresentanti delle Regioni che ospitano i principali poli produttivi, è emerso che la produzione della filiera ha registrato un incremento del 9,5% nel primo trimestre dell’anno corrente. Questo dato si traduce in oltre 120.000 unità prodotte tra autovetture e veicoli commerciali, a testimonianza di una ripresa tangibile del comparto industriale nazionale.
L’azione del Governo si sta concentrando su una strategia di sostegno a lungo termine che vede nel fondo automotive un pilastro fondamentale. Attraverso il nuovo DPCM sono stati infatti stanziati circa 1,6 miliardi di euro fino al 2030, con una precisa destinazione d’uso che vede il 75% delle risorse riservato al potenziamento dell’offerta e agli investimenti produttivi.
Questo impegno finanziario si inserisce in un quadro di riforme più ampio che mira alla piena neutralità tecnologica e alla difesa della produzione europea, obiettivi che il Ministro Urso intende perseguire con forza presso la Commissione Europea chiedendo l’accelerazione immediata dell’Industrial Accelerator Act.
Un ruolo centrale in questa fase di transizione è giocato dal Piano Italia relativo a Stellantis. Il confronto costante all’interno del tavolo permanente ha permesso di raggiungere risultati significativi nel corso del 2025, tra cui il lancio di nuovi modelli e investimenti per 7 miliardi di euro destinati all’acquisto di componentistica italiana.
Tali manovre hanno favorito l’inversione di tendenza attuale, rafforzando la posizione della filiera italiana nel contesto internazionale. La discussione tecnica con le Regioni ha inoltre toccato temi cruciali come la revisione del regolamento sulle emissioni di CO2 e la battaglia in sede europea per la riforma delle norme UE di settore.
Le prospettive per i prossimi mesi restano focalizzate sul consolidamento di questi risultati. Prima della pausa estiva è già prevista una nuova riunione operativa finalizzata a monitorare l’attuazione del piano industriale e a definire un accordo strutturale con le amministrazioni regionali per lo sviluppo armonico del settore.
L’obiettivo dichiarato resta quello di rendere il 2026 l’anno della svolta definitiva per l’auto italiana, attraverso decisioni pragmatiche che possano garantire stabilità e crescita alla filiera nel prossimo decennio.
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