Dal 6 giugno i prezzi di benzina e diesel potrebbero tornare a salire a causa del mancato rinnovo del taglio fiscale, mentre il Governo valuta misure alternative basate sull’ISEE.
Il countdown per gli automobilisti italiani è ormai agli sgoccioli. La misura temporanea introdotta dal Governo per arginare l’impennata incontrollata dei prezzi di benzina e diesel è vicina alla scadenza, fissata per il prossimo 6 giugno. Con il passare delle ore, l’ipotesi di un ulteriore rinnovo dello sconto sulle accise appare sempre più remota, e i conducenti devono prepararsi all’inevitabile prospettiva di un aumento dei costi direttamente alla pompa di rifornimento.
Sebbene una proroga dell’ultimo minuto non si possa escludere a priori, i margini di manovra appaiono ridotti al minimo. A pesare sulla decisione sono soprattutto i rigidi vincoli di bilancio nazionali, uniti alle precise indicazioni che arrivano da Bruxelles. I vertici dell’Unione Europea hanno infatti espresso chiaramente la propria contrarietà alla riduzione lineare delle accise, definendola una misura socialmente ed economicamente inefficiente. Al suo posto, l’UE ha concesso all’Italia una maggiore flessibilità per contrastare il caro energia, spingendo Palazzo Chigi verso la definizione di una strategia differente e più mirata.
Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato che una valutazione ufficiale verrà effettuata a ridosso della scadenza, precisamente verso il 5 giugno, per stabilire le modalità del prossimo intervento. Tra le soluzioni alternative che stanno prendendo quota nelle ultime ore, si fa strada l’introduzione di un voucher del valore di 100 euro. Questo sussidio non sarebbe destinato alla totalità della popolazione, ma verrebbe erogato specificamente ai titolari della Carta Dedicata a Te con un indicatore ISEE inferiore ai 15 mila euro, spostando l’asse degli aiuti verso le fasce di reddito più esposte ai rincari.
