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Prefabbricazione e rincari: l’allarme di ASSOBETON sulla crisi dei costi

Le tensioni geopolitiche nel Golfo Persico colpiscono il comparto del calcestruzzo: servono regole certe per la revisione dei prezzi nei contratti privati e una responsabilità condivisa per salvare i cantieri.

Il settore della prefabbricazione in calcestruzzo si trova ad affrontare una nuova e drammatica emergenza economica causata dall’instabilità in Medio Oriente. Nonostante le fasi di cessate il fuoco, le persistenti tensioni nel Golfo Persico e le minacce alla stabilità dello Stretto di Hormuz mantengono altissima l’incertezza sui mercati internazionali. ASSOBETON ha lanciato un avviso urgente riguardo ai rincari di energia, carburanti e materie prime che rischiano di paralizzare un comparto strategico per l’economia nazionale, mettendo a repentaglio non solo gli investimenti privati ma anche le grandi opere infrastrutturali legate al PNRR.

L’impatto di questa crisi si riflette pesantemente su un settore che genera un valore superiore ai 4 miliardi di euro e occupa oltre 12 mila addetti. L’impennata dei costi energetici incide su ogni fase del ciclo produttivo, dalla fabbricazione del cemento e dei materiali ferrosi fino al trasporto e al montaggio dei manufatti in cantiere. Il superamento dei picchi di costo già registrati nel 2022, unito a tassi di interesse elevati, sta determinando un rallentamento della domanda e una diffusa prudenza tra gli investitori, innescando un effetto domino che potrebbe portare alla sospensione di numerosi progetti industriali e logistici.

La criticità maggiore emerge nell’ambito dei contratti privati, dove mancano meccanismi automatici di adeguamento dei prezzi simili a quelli previsti per il settore pubblico. In questo scenario, le imprese di prefabbricazione si ritrovano a operare come un cuscinetto finanziario tra i fornitori a monte e i committenti a valle, subendo una compressione della marginalità che ne minaccia la sopravvivenza operativa. Secondo ASSOBETON, è fondamentale che la filiera adotti criteri di revisione dei prezzi trasparenti e oggettivi, evitando che l’intero peso degli shock esterni gravi esclusivamente sulle spalle dei produttori.

La richiesta dell’associazione è chiara: serve una responsabilità collettiva che coinvolga general contractor e committenti per garantire la continuità dei lavori. Senza interventi tempestivi e una gestione condivisa del rischio contrattuale, il sistema delle costruzioni rischia una paralisi sistemica. La stabilità del comparto è essenziale per rispondere alla domanda di mercato e assicurare che il Paese mantenga la propria capacità industriale e realizzativa in un momento storico cruciale per lo sviluppo infrastrutturale.

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