Secondo l’analisi di Cresme Servizi per Ance Lombardia, il 25% delle opere è stato ultimato mentre la maggior parte dei lavori procede verso il traguardo di giugno nonostante le incognite legate a costi e approvvigionamenti.
Al 31 dicembre 2025 il quadro delle opere pubbliche in Lombardia finanziate attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza delinea un panorama di intensa attività costruttiva. Su un totale di 98 cantieri attivi, per un valore complessivo che sfiora i 2 miliardi di euro, sono 25 le infrastrutture che hanno già concluso i lavori. Questi interventi rappresentano un investimento di 74 milioni di euro, sostenuto per il 70% dai fondi europei e per la quota restante da Regione Lombardia e altri enti locali. Il bilancio emerge da una ricerca approfondita commissionata da Ance Lombardia a Cresme Servizi, la quale ha monitorato l’avanzamento di un campione di opere che originariamente ne comprendeva 112, prima dello stralcio di 14 interventi dovuto a insormontabili difficoltà tecniche.
Attualmente 71 cantieri sono ancora in fase di esecuzione, con un avanzamento complessivo certificato che si attesta al 40%. La distribuzione dello stato dei lavori mostra una forte concentrazione verso la fase finale per la maggioranza dei siti: oltre il 77% dei cantieri ha infatti superato la soglia della metà della realizzazione. In particolare, 55 opere per un valore di 768 milioni sono oltre il 50% del completamento, mentre 10 cantieri di grandi dimensioni, pesando per oltre un miliardo di euro sul totale, presentano un avanzamento ancora inferiore al 30%. Nonostante queste disparità dimensionali, il presidente di Ance Lombardia John Bertazzi ha espresso ottimismo riguardo alla possibilità di traguardare il completamento del piano entro il prossimo 30 giugno.
Tuttavia, il settore delle costruzioni non nasconde preoccupazioni per i fattori esogeni che minacciano la regolarità delle consegne. La crisi internazionale e il rincaro delle materie prime energetiche e petrolifere stanno gravando sui bilanci delle imprese, creando strozzature negli approvvigionamenti che potrebbero rallentare le fasi finali dei lavori. Per tale ragione, i costruttori lombardi chiedono l’introduzione di una norma emergenziale che riconosca queste criticità come causa di forza maggiore, evitando che i ritardi non imputabili alle aziende si trasformino in penali o responsabilità contrattuali. L’obiettivo è tutelare la tenuta del sistema produttivo di fronte a una congiuntura economica imprevedibile.
Parallelamente alla chiusura dei cantieri Pnrr, Ance Lombardia pone l’accento sulla necessità di una programmazione di lungo periodo per la gestione del patrimonio infrastrutturale regionale. L’allarme riguarda la sostenibilità dei bilanci degli Enti Locali, che potrebbero trovarsi privi delle risorse necessarie per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle nuove opere. Oltre alla gestione delle strade, resta centrale la sfida dell’efficienza energetica degli edifici pubblici in linea con la Direttiva UE Epbd, che impone il raggiungimento delle zero emissioni entro il 2050, richiedendo uno sforzo coordinato tra Regione, Province e imprese per i prossimi decenni.
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