Il 16 e 17 aprile nella sala D del Gic il convegno “Le Frontiere del Calcestruzzo 7.0. dalle Infrastrutture storiche ai Data Center”
La fiera si trasforma in un hub formativo d’eccellenza: dai casi studio sui grandi viadotti alla rivoluzione della sicurezza nei ponteggi con il “modello inglese” di Nasc/Cisrs per azzerare le morti bianche.
Il settore delle costruzioni si dà appuntamento a Piacenza dal 16 al 18 aprile 2026 per l’ottava edizione del GIC, ma quest’anno il baricentro dell’innovazione si sposta nella Sala D del Padiglione 1, dove Pilosio ha organizzato, su due giornate, il convegno “Le Frontiere del Calcestruzzo 7.0: dalle infrastrutture storiche ai Data Center”. L’obiettivo della storica azienda friulana è ambizioso: democratizzare l’ingegneria d’alto livello, portando i segreti dei grandi ripristini infrastrutturali alla portata di tutte le imprese, dalle realtà locali ai grandi player, attraverso un percorso di formazione e confronto tecnico senza precedenti che si affianca all’esposizione tecnologica negli stand A45-C152 e A29 e all’iniziativa sul campo della 1° Experience Week.

Tra i punti focali del dibattito, suddiviso in 3 sessioni, emergeranno l’analisi del degrado dei materiali, in particolare il calcestruzzo, in ambienti diversi – salini, fluviali, di montagna – e le complessità dei ripristini ad alta quota, soggetti a forti sbalzi termici e alle sollecitazioni atmosferiche più estreme. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata ai casi studio in cui il ripristino ha richiesto un approccio multidisciplinare per intervenire su strutture miste in calcestruzzo e acciaio, dove la compatibilità dei materiali e la sicurezza statica rappresentano la vera sfida ingegneristica del futuro, ma anche nel rispetto dell’ambiente.
La prima sessione, prevista per giovedì 16 aprile dalle 10.30 alle 12.30 e moderata dall’Arch. Gianluca Botti e Nelly Pellin, si aprirà con i saluti di Fabio Potestà per poi immergersi nel Panel 1 dedicato alle gallerie e alle grandi altezze in ambienti salini; qui il Prof. Matteo Gastaldi, Professore Associato in Scienza e Tecnologia dei Materiali del Politecnico di Milano, analizzerà il degrado del calcestruzzo nei contesti costieri, seguito dall’Ing. Giuseppe Carboni (AD di M.G.A. Reway Group) che illustrerà il caso studio del ripristino del Viadotto Gorsexio e delle sue pile alcune delle quali alte fino a 172 metri.

Il secondo panel della mattinata affronterà le strategie di ripristino su materiali ibridi focalizzandosi sul Viadotto Fosso delle Macinaie, una delle prime infrastrutture in calcestruzzo e ferro realizzate in Italia oltre 60 anni fa: l’Ing. Lorenzo De Carli (MaterialistBridge) relazionerà sulla qualità dei conglomerati e della filiera, aprendo un dibattito che vedrà protagonisti l’Ing. Gennaro Forgione (SAC Costruzioni) e l’Ing. Felice Trimboli (ISA), con le conclusioni affidate a Massimiliano Pescosolido (Segretario Generale ATECAP) sul futuro sostenibile del materiale.
Il terzo panel della giornata segnerà un cambio di passo parlando di comunicazione: l’Arch. Gianluca Botti, divulgatore tecnologico, analizzerà come il settore sia passato dal tradizionale passaparola fisico e cartaceo alla velocità globale del web e dei social. Sarà l’occasione per un confronto diretto tra giornalisti e operatori del mondo delle fiere e della stampa che, per una volta, siederanno sullo scranno degli intervistati.
Venerdì 17 aprile la seconda sessione aprirà con un tema avveniristico: la conseguenza dell’avvento dell’intelligenza artificiale con la costruzione dei Data Center; un nuovo asset per le imprese di costruzioni; il Dott. Sergio Ardigò (DILS), l’Ing. Mario Buscaini (Techbau) e l’Ing. Mattia Mariani (IDA) discuteranno di sfide costruttive, di soluzioni integrate tra il calcestruzzo e la sostenibilità nei cantieri del digitale. Interverrà anche Francesca Fuser (BDM di Pilosio) che convergerà sul focus in tema di sicurezza e sostenibilità tramite il sistema in alluminio FlyDeck® destinato a ridurre i tempi di cantiere e ad ottimizzare gli spazi in quanto permetterebbe il lavoro simultaneo sopra asset critici in spazi angusti, come lo sono i Data Center.

Il secondo panel della mattina si sposterà sui ripristini infrastrutturali in contesti fluviali con il caso studio del Ponte sul Po ad Occhiobello, dove l’Ing. Umberto Paparo e l’Ing. Laura Norelli di Amplia Infrastructures tratteranno il rinforzo strutturale in ambienti umidi, coadiuvati dall’Ing. Francesco Colautti e dall’Ing. Alessandro Zanatta (DG Pilosio) che illustrerà la gestione dei residui da idrodemolizione attraverso il primo sistema al mondo denominato BlueSky.

A chiudere la sessione mattutina sarà il tema dei ripristini in alta quota soggetti a temperature rigide e al vento. Il caso studio che verrà portato al convegno è quello dello storico trampolino di Zuel a Cortina d’Ampezzo. Il Prof. Ing. Luigi Coppola, Docente di materiali per l’edilizia e materiali per il restauro delle strutture dell’Università di Bergamo, approfondirà il restauro del moderno, mentre il Geom. Enzo Nembrini e l’Arch. Andrea Alessandro Carrara, di Ecoedile di Bergamo, spiegheranno le metodologie di restauro adottate nell’iconico cantiere dolomitico.

Fondamentale, in tutti questi cantieri per consentire lavori di ripristino da parte delle maestranze in modo sicuro e funzionale, sono le tipologie delle strutture provvisionali e il loro allestimento, le cui peculiarità verranno illustrate, nel corso delle tre sessioni del convegno, dal Direttore della Sezione Ponti e Viadotti di Euroedile il Geometra Daniele Crosato.
Ma è nel pomeriggio di venerdì 17 aprile, dalle 14.30 alle 16.30, che Piacenza diventerà il palcoscenico di una possibile svolta storica per la sicurezza sul lavoro con la sessione “Speciale Sicurezza”, moderata da Nelly Pellin e Francesca Fuser. In un contesto drammatico dove le morti bianche restano una piaga aperta, al GIC di Piacenza ci sarà, per la prima volta in Italia, Clive Dickin, CEO del gruppo inglese NASC & CISRS, per illustrare il “Gold Standard” britannico. Questo protocollo, basato su una formazione rigorosa e audit severi, ha permesso al Regno Unito di ridurre gli infortuni dell’80%, mantenendo un tasso di incidenti che è un quinto di quello italiano nonostante un numero superiore di addetti.

Sono invitati ad assistere tutti i ponteggiatori e tutte le imprese di montaggio di strutture provvisionali e tutte le scuole di formazione edile.


Contestualmente illustreranno il “Modello Italia” l’Ing. Angela Martina (Presidente ANCE e FORMEDIL Udine), il Dott. Stefano Bertoni (FORMEDIL Udine), l’Assessore Regionale del Friuli-Venezia Giulia Alessia Rosolen e Nedo Piccolo Consulente Aziendale Sicurezza Luoghi Di Lavoro Nemesis.
Un evento, questo, unico nel suo genere che è destinato a gettare le basi per un nuovo patto sulla vita, dimostrando che l’innovazione tecnica dei prodotti per essere veramente tale, deve essere accompagnata da formazione, professionalità e cultura della sicurezza.
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