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Nuova Diga Foranea Genova: posato il 22° cassone da Webuild

L’infrastruttura offshore ridefinisce i flussi logistici europei in sinergia con il Terzo Valico dei Giovi e il Nodo di Genova, potenziando la competitività del sistema portuale ligure.

Il cantiere della Nuova Diga Foranea di Genova accelera ulteriormente il passo. Le attività offshore per la protezione dello scalo marittimo hanno registrato il completamento con successo della posa in opera del ventiduesimo cassone cellulare in calcestruzzo armato.

 L’operazione è stata portata a termine a soli tre giorni di distanza dall’affondamento del ventunesimo manufatto. Questo serrato ritmo esecutivo conferma la solidità della pianificazione tecnica e operativa implementata dal consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild, che opera su incarico dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.

La progressione dei lavori riflette un impegno industriale continuo, con maestranze e mezzi navali attivi sette giorni su sette nel distretto marittimo genovese. Il progetto si caratterizza per una spiccata complessità ingegneristica, fondendo soluzioni tecnologiche d’avanguardia a complesse operazioni nautiche in mare aperto.

Dal punto di vista prettamente infrastrutturale e costruttivo, la Nuova Diga Foranea si configura come la struttura di difesa marittima posizionata su fondali più profondi mai sperimentata in Europa per un’opera di questa categoria, raggiungendo quote batimetriche fino a 50 metri sotto il livello del mare.

Nella sua configurazione geometrica finale, lo sviluppo planimetrico complessivo dell’opera toccherà i 6,2 chilometri, garantendo la protezione del bacino portuale e consentendo l’accesso in sicurezza alle moderne unità navali portacontainer di ultima generazione, caratterizzate da lunghezze complessive fino a 400 metri.

La stabilità strutturale dei macro-cassoni in calcestruzzo è garantita da imponenti interventi preventivi di consolidamento geotecnico del fondale marino. Prima del posizionamento dei manufatti, la fondazione subacquea viene trattata mediante l’impiego di una tecnica specialistica denominata “Wet Top Feed – Blanket Method”.

Tale metodologia prevede l’infissione nel terreno di una sonda vibrante a getti combinati di aria e acqua – il vibroflot, lungo tra i 17 e i 21 metri – che permette la creazione e la progressiva compattazione di colonne sommerse in ghiaia. Ad oggi sono stati realizzati centinaia di migliaia di metri lineari di colonne di ghiaia, propedeutici alla posa della base di appoggio su cui vengono adagiati i cassoni.

I cassoni stessi costituiscono dei colossi ingegneristici: le strutture modulari maggiori presentano dimensioni geometriche pari a 67 metri di lunghezza, 35 metri di larghezza e 33 metri di altezza. Il loro varo avviene mediante specifiche chiatte sommergibili in grado di abbassare il ponte al di sotto della linea di galleggiamento per agevolare il galleggiamento del manufatto. Una volta rimorchiati nella esatta posizione di progetto, i cassoni vengono zavorrati e affondati in modo controllato, per poi essere riempiti internamente con materiali inerti.

La Nuova Diga Foranea non opera come un elemento isolato, ma rappresenta il terminale marittimo di un sistema infrastrutturale integrato di livello europeo. L’opera agisce in perfetta sinergia logistica e funzionale con altri due macro-progetti attualmente in fase di esecuzione da parte del Gruppo Webuild: il Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi e il Nodo di Genova.

Il Terzo Valico dei Giovi si qualifica come la nuova linea ferroviaria ad alta capacità veloce destinata a collegare lo scalo marittimo ligure alla pianura padana e, di conseguenza, alla rete ferroviaria trans-europea TEN-T (Corridoio Reno-Alpi) fino al porto di Rotterdam. Lo sviluppo ferroviario prevede un tracciato sotterraneo di 53 chilometri complessivi, che ospita la galleria ferroviaria più lunga d’Italia. Parallelamente, il Nodo di Genova cura il potenziamento infrastrutturale dell’ultimo miglio, assicurando il quadruplicamento delle linee e il collegamento diretto e fluido tra i terminal portuali storici e i binari dell’Alta Velocità.

Questo potenziamento combinato consentirà di assorbire l’incremento dei flussi commerciali indotto dal nuovo layout della diga, riequilibrando le dinamiche del traffico marittimo internazionale nel Mediterraneo e connettendo in modo efficiente il Sud Europa con i principali mercati del Nord del continente.

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